Libertà della rete
Parla Luisa Capelli, candidata dell’Idv alla regione Lazio.“Ci sono due molteplici cause che influiscono negativamente sulla libertà di informazioni nella rete: il primo è un attacco indiscriminato alla produzione e alla circolazione della rete in modo da imporre un monopolio di un solo padrone e il secondo è carattere globale cioè da più parti si tenta di mettere un bavaglio alla rete” Il concetto della candidata alla regione Lazio per l’IDV Luisa Capelli è molto chiaro. La sua battaglia per una libera informazione non condizionata da nessuno e non imbavagliata dal potere nasce da lontano.
Sono anni che la dottoressa Capelli si batte per una piena fruibilità della rete e per le potenzialità che essa può offrire. Direttrice della casa editrice Meltemi e insegnante di Economia e gestione delle imprese editoriali presso l’università di Tor Vergata ogni giorno di persona sfrutta e utilizza la rete per i più disparati interessi di lavoro. Un modo di fare che in futuro sarà a rischio se, come ci dice ancora la dottoressa Capelli, “venissero licenziati in parlamento alcuni decreti che sono tuttora fermi in commissione come il Decreto sulle intercettazioni che equipara i blog alla stampa e alla tv e costringe gli amatori della rete ad obblighi di rettifica e di correzione entro quarantotto ore se il contenuto o il parere del messaggio veicolato non è in linea con l’editore”.
Sulla stampa la norma è consolidata da tempo mentre è difficile controllare efficacemente un blogger che mette sul suo sito i più svariati messaggi. Un altro decreto che interessa da vicino il nostro argomento è il “Decreto per la sicurezza” approvato pochi giorni dopo la tragedia delle Torri Gemelle l’undici settembre 2001 che obbliga in tutti gli interne point, per poter navigare in rete, di dichiarare le generalità. Questo secondo la dottoressa Capelli: “cozza contro la libertà di accedere alla rete liberamente senza essere riconosciuti”. Il decreto che però ha creato più discussioni è stato senza dubbio il decreto Romani: Tutti i blog avrebbero dovuto registrarsi come testata televisiva obbligando i blog ad uniformarsi ad essa.
Con grande soddisfazione la nostra candidata riguardo al decreto sopra indicato ci ricorda i meriti e le pressioni fatte anche dal suo comitato per l’ espunzione della norma cioè l’eliminazione dal decreto del controllo preventivo sui blog, giornali online e motori di ricerca che potranno cosi garantire un informazione libera e omogenea. Altro grande successo è stata la firma della carta dei cento per il libero WI-FI che contrariamente al decreto sicurezza approvato dal ministro Pisanù chiede di abrogare l’ identificazione preventiva degli utenti che accedono ad internet tramite WI-FI e renderlo fruibile per tutti.
E’ proprio dal libero accesso alla rete tramite gli WI-FI che la dottoressa Capelli ci parla dei suoi progetti futuri: “bisogna diffondere la rete tramite postazioni WI-FI a tutta la regione sul modello proposto dal presidente Nicola Zingaretti per la provincia di Roma”. Oltre all’aspetto infrastrutturale però tutte le attività della regione devono preventivamente essere messe in rete e devono essere accessibili a tutti. Altro aspetto importante per una rete più libera è l’ uso di protocolli aperti: tutti gli enti locali e in modo particolare la regione dovranno usare software liberi e non di proprietà delle grandi case produttrici (es.Microsoft) e incentivare aziende che si servono di software non di proprietà a scapito di aziende che usano software di proprietà. Ultima analisi riguarda l’educazione all’uso di internet e il suo investimento sul piano culturale. Anche su questo punto la dottoressa Capelli è chiara: L’ educazione alla rete parte dal basso, la rete è complessa e deve essere insegnata nelle scuole e non basta più l’ investire delle aziende sulla superata patente europea del computer che è anche un pacchetto di proprietà e non libero ma bisogna cominciare a insegnare come navigare correttamente fra i vari software e soprattutto come fare un blog. Fin qui il programma della candidata. Il ventotto e ventinove marzo saranno gli elettori a dimostrare se avrà avuto un buon indice di gradimento.
