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Letteratura: nobel a sorpresa

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Vince Herta Muller: con stupore, contro ogni pronostico. Ancora una volta Stoccolma non ascolta i rumors provenienti dai salotti letterari e decreta un Premio Nobel che, come lo scorso anno con Le Clezio, lascia un po’ tutti a bocca aperta. C’era chi scommetteva su Philip Roth, chi dava per certa la vittoria di Amos Oz, chi vociferava il nome di David Grossman. C’era chi azzardava, come ogni anno da un bel po’ di tempo, il nome di Bob Dylan nella speranza di raggiungere quella mistura perfetta di grande musica e grande letteratura. C’era anche chi auspicava, un po’ a bassa voce, il nome veneto e italianissimo di Andrea Zanzotto, poco amato nella patria natia, per via delle sue critiche anti-leghiste, ma amatissimo da intellettuali, linguisti, semiologi e dialettologi di tutto il mondo.

Nessuno di loro ha convinto però la giuria dell’Accademia Svedese e a ritirare il premio è andata questa scrittrice e poetessa outsider, rumena di nascita ma tedesca di cultura, un po’ di nicchia ma capace comunque  di uno stile unico e di una forza creatrice unica nel suo genere. La Muller nasce nel 1953 in Romania, o meglio in una regione di cultura e lingua tedesca passata in questo paese dopo la Prima Guerra Mondiale, e si trasferisce in Germania Ovest nel 1987, pochi anni prima della caduta del muro di Berlino.

Attiva nell’“Aktionsgruppe Banat”, gruppo in opposizione culturale e politica al regime di Ceaucescu di cui faceva parte lo scrittore Richard Wagner, suo ex-marito. Da qui la scrittrice inizierà un percorso “fatto di parole”capace di raccontare le difficoltà e le umiliazioni subite dop il lungo periodo di regime. Non è una autrice di massa, i suoi libri girano ma non così tanto da essere considerata una first lady del mercato editoriale, fino quasi ad essere eclusa dalle grandi major europee e americane. In Italia i suoi libri sono pubblicati da una piccola ma attentissima casa editrice, la Keller (”Il paese delle prugne verdi”) e nel lontanissimo 1992 da Marsilio (”In viaggio su una gamba sola”) .

Pochi titoli ma se si pensa al successo di critica (e soprattutto di pubblico) riscontrato dall’autrice all’ultimo festival della letteratura di Mantova si capisce che poi questa Herta Muller non è quel nome così tanto sconosciuto che vogliono farci credere.

Foto: http://grazia.blog.it

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