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Lega contro l’Unità d’Italia

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Unità d’Italia si! Unità d’Italia no! Un dilemma arduo.Inutile festeggiare i 150 anni dell’unità per il leader della Lega Umberto Bossi perché la vera unità, il vero compimento della storia si acrà secondo lui “con il federalismo fatto”. Passo visto dal leader come “il mantenimento della promessa di Cavour e disattesa dal re”.

E sulla sua stessa scia del leader leghista, anche se non si è ancora capito chi abbia avuto per primo l’idea,  c’è il ministro Calderoli che qualche giorno fa, durante una trasmissione televisiva aveva dichiarato, tra lo stupore dei più: “Non se si ci sarà un ministro leghista presenta. Non ne ho la minima idea. L’anniversario in sé non ha molto senso, non può essere un totem e la rispostra migliore sarà la realizzazione dell’unità attraverso il federalismo. Non è il momento di alzare le bandiere ma di trovare soluzioni”.

Niente federalismo dunque niente unità d’Italia. La Lega sembra avere le idee abbastanza chiare.

A stare dalla sua, oltre ad Umberto Bossi, c’è il ministro della Cultura, Sandro Bondi: “Nessuna dissociazione, ha solo detto che il modo migliore di ricordare l’Unità d’Italia è quello di realizzare il federalismo”.

L’opposizione vorrebbe che Calderoli ritrattasse quanto dichiarato. Lui non lo fa. Anzi sostiene che i suoi concetti siano stati stravolti e travisati dai quotidiani nazionali e allora ecco la controffensiva: Ha compiuto un’offesa alla memoria dei nostri padri – ha dichiarato Antonio Di Pietro -. Per questa ragione io invito i cittadini quel giorno a fare una grande pernacchia al ministro perché se lo merita davvero”.

Venire a festeggiare l’Unità d’Italia non è perdere tempo – ribatte e rimprovera il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano -. Organizzare le celebrazioni non è buttare denaro pubblico dalla finestra”.

A spalleggiare il Presidente della Repubblica c’è anche la Chiesa: Monsignor Bagnasco invita tutti i fedeli a “partecipare con tutte le nostre energie culturali e nelle forme più varie alle celebrazioni del prossimo anno perché l’unità d’Italia spero sia un tesoro nel cuore di tutti e di ciascuno”.

Intanto ciò che è balzato agli occhi, durante i festeggiamenti a Genova del 5 maggio, presenziati da Giorgio Napolitano, è stata l’assenza di un rappresentante della Lega: “Non c’è un obbligo di presenza – si scaglia subito Ignazio La Russa – esiste un obbligo morale di presenza di tutte le istituzioni al momento fondante della nostra identità nazionale”.

Chissà però che nei prossimi giorni la Lega non decida di uscire dal proprio guscio e allietare gli animi di tutte le fazioni politiche con la loro rappresentanza!

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