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Le lingue del mondo

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Il 21 febbraio si festeggerà la giornata internazionale della Lingua Madre.

Nel mondo si parlano quasi 7.000 lingue, con la precisione 6.909 secondo Ethnologue: Languages of the World, un sistema di indicizzazione linguistica facente capo ad un’organizzazione cristiana SIL International, che studia principalmente le lingue meno conosciute, soprattutto per far arrivare il messaggio della Bibbia al numero maggiore di lettori nella loro lingua madre. Uno studio qualitativo, comparativistico e statistico nato con una funzione ben specifica, di divulgazione religiosa/quasi proselitismo, ma che oggi è un utile strumento di lavoro per linguisti ed etnologi.

Al contrario di ciò che si potrebbe credere a primo acchito il calcolo delle lingue non è cosa facile. Distinguere una lingua da un dialetto è più che altro una questione di percezione di sé, della propria identità di popolo, gruppo in relazione ad altri. In Italia – paese di dimensione molto contenute e una struttura geo-morfologica relativamente uniforme – la lingua ufficiale è l’italiano, ma la legge n.482/1999 riconosce l’esistenza di dodici minoranze linguistiche definite “storiche” e ne ammette a tutela le rispettive lingue.

L’art.6 della Costituzione (così come modificato dalla 482/1999) riconosce e tutela: il catalano (parlato ad Alghero), il greco (parlato nella zona della Grecìa Salentina e del Greco di Calabria), il croato (in Molise), l’albanese (parlato dalle comunità arbëreshe dell’Italia meridionale), l’occitano, lo sloveno, il ladino, il franco-provenzale, il francese, il friulano, il sardo e il tedesco. La legge prevede l’uso ufficiale di tali lingue negli uffici pubblici, il loro insegnamento nelle scuole e l’avvio di trasmissioni radiotelevisive in RAI. Inoltre la lingua tedesca è parificata a quella italiana nella Provincia Autonoma di Bolzano (art. 99 dello Statuto di autonomia), mentre la lingua francese è parificata a quella italiana nella Valle d’Aosta (art. 38 dello Statuto regionale).

Per altre parlate regionali quali il piemontese, il lombardo, il ligure, l’emiliano-romagnolo, il siciliano, il napoletano e il veneto non è previsto alcun riconoscimento ufficiale, seppur l’Unesco le annoveri tra le lingue minoritarie.

Dunque la questione linguistica è piuttosto spinosa perché la lingua è cultura, e a che fare con la storia, gli usi i costumi l’ethos di un popolo. La maggior parte delle lingue del mondo sono lingue non maggioritarie. Il 96% delle lingue mondiali è parlato dal solo 4% della popolazione mondiale e, proporzione inversa, il 96% della popolazione mondiale parla il 4% delle lingue in circolazione. Situazione paradossale!

Infatti mentre la metà di tutte le lingue mondiali risiede in solo 8 paesi: Papua Nuova Guinea (832 lingue), Indonesia (731), Nigeria (515), India (400), Messico (295), Camerun (286), Australia (268) e Brasile (234); solo 6 lingue sono le dominanti, parlate da oltre la metà della popolazione mondiale: cinese (più di un miliardo di persone), inglese (più di 500 milioni), hindi (500 milioni), spagnolo (390 milioni), russo (280 milioni) e arabo (250 milioni).

Dunque, più di 3.000 lingue sono usate solo da 10.000 persone. Quasi il 50% delle lingue mondiali è in pericolo. Mediamente ogni due settimane muore una lingua. Come sostenuto da Anna De Meo, docente di didattica delle lingue moderne: la morte di una lingua è un evento molto discreto, semplicemente non se ne parla più. Se non si blocca questa tendenza, alla fine del XXI secolo saranno scomparse 2500 lingue e alla fine del XXII secolo ne resterà solo una decina.

Il 21 febbraio del 1999 in occasione della XXIX Conferenza Generale dell’Unesco, Bangladesh propose e con il sostegno degli altri 28 Paesi partecipanti, l’istituzione della Giornata internazionale della Lingua madre. La data ricordava la sollevazione avvenuta nel 1952 nell’allora Pakistan orientale in difesa del bangla, madre lingua di quella parte del Paese. D’allora la giornata è celebrata ogni anno. Lo sviluppo del dialogo tra le culture, la promozione del multilinguismo, la tutela delle lingue minoritarie sono alcuni degli obiettivi che l’Unesco tenta di conseguire attraverso diversi progetti. Il 2008 segnò il lancio dell’Anno internazionale delle lingue conclusosi con la pubblicazione di Atlas -l’Atlante internazionale delle lingue in pericolo. I dati non sono rassicuranti. Nelle ultime tre generazioni si sono estinte 200 lingue, 538 sono a serio rischio di estinzione, 502 gravemente minacciate, 632 in via di estinzione e 607 ad altissimo rischio. Solo 99 sarebbero parlate da meno di una decina di persone, tra cui il Karaim, noto ad appena sei persone in Ucraina, e il Wichita, usato da una decina di persone nell’Oklahoma, mentre in Papua Nuova Guinea, dove si parlano ben 800 lingue, ne sono a rischio solo 88. Vista l’enorme varietà linguistica si tratta di una percentuale piuttosto contenuta! Situazione critica invece nell´Africa sub-sahariana, dove vengono parlate circa 2.000 lingue (un terzo del totale mondiale), qui è molto probabile che nei prossimi cento anni ne scompaiano il 10%.

Sono passate alla storia le parole di Natalia Sangama, anziana donna di lingua Chamicuro:«Io sogno in Chamicuro, ma non posso raccontare i miei sogni a nessuno, perché nessun parla più il Chamicuro. È triste essere l’ultima». Nella speranza che Natalia guardi ancora il fiume Hualliaga del Perù, ci auguriamo che la sua lingua possa non spegnersi con lei. Ma è difficile! Sebbene esista un vocabolario Chamicuro, ormai la lingua non è più insegnata ai bambini. Non ci sono generazioni future e il Chamicuro non sarà più la lingua madre di nessuno!

Come sottolineato nel 2009 da Koichiro Matsuura, ex direttore generale dell’Unesco: la lingua madre non è solo «una scuola del rispetto di sé, della propria storia e della propria cultura, ma anche di rispetto dell’altro e della sua differenza»

Quest’anno, l’undicesima Giornata Internazionale della Lingua Madre è stata celebrata nell’ambito del 2010- Anno internazionale per l’avvicinamento delle culture.

In occasione di questa giornata nella sede dell’UNESCO di Parigi, oggi e domani (22 e 23 febbraio), si svolgerà un simposio internazionale dal titolo: La traduzione e la mediazione culturale. In cui si affronteranno non solo questioni legate alla traduzione, alla comprensione reciproca, agli stereotipi, alle interconnessioni tra lingue ufficiali e quelle “locali”, ma anche si analizzeranno anche tematiche quali l’insegnamento della lingua madre nell’ambito di un’educazione bilingue o multilingue e il difficile rapporto: lingua madre/tecnologia.

In Italia, per l’occasione, si sono svolti convegni interessanti a Torino e Aosta e diverse scuole della costiera amalfitana (che è patrimonio dell’Unesco) hanno organizzato manifestazioni in lingua madre: ossia il napoletano.

Ogni anno la giornata internazionale della lingua ricopre un’importanza maggiore e sempre più sono i paesi che la festeggiano. Quest’anno interessanti sono stati gli eventi organizzati dal popolo Kocavica, nella Repubblica Serba, dove convivono gruppi minoritari di slovacchi, rumeni, rom, ungheresi e croati con la maggioranza serba. Inoltre, in tutte le scuole serbe si è dedicata una lezione in lingua madre.

Per saperne di più:

http://www.ethnologue.com/home.asp

http://www.unesco.org/culture/ich/index.php?lg=EN&pg=00136

http://www.onuitalia.it/notizie-febbraio-2010/391

http://linguedialetti.splinder.com/post/19897992

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