La magnolia di Falcone
Spariscono i messaggi dall’albero di Falcone a Palermo.Mente il 25 Aprile la città di Palermo e tutta Italia festeggiavano la Festa della Liberazione dal Nazi-Fascismo, sparivano dall’ Albero di Falcone le centinaia di messaggi della popolazione in ricordo della strage mafiosa di Capaci.
Dal 23 Maggio 1992, data in cui persero la vita il magistrato dell’antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, la magnolia sotto la casa del giudice Falcone in via Notarbartolo è diventata meta di pellegrinaggio per tutti coloro che non vogliono dimenticare la lotta alla mafia.
L’ipotesi che i mandanti di questo gesto fossero le cosche mafiose ha subito preso piede tra i politici, la Polizia e l’intera cittadinanza. Tutti temevano fosse un monito mafioso per rimarcare la forte presenza sul territorio e la non gradita prosecuzione delle indagini e arresti da parte della Magistratura. Il furto del lenzuolo bianco con scritto ‘le vostre idee camminano sulle nostre gambe‘, simbolo della lotta alla mafia, ha fatto gelare il sangue per qualche giorno a tutte le persone che si rivedono in Falcone e in tutti gli uomini che si sono opposti alle associazioni mafiose.
Il giorno successivo il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha fatto esporre un proprio messaggio sull’albero, riferendosi sia a Falcone che a Borsellino: “Servitori dello Stato eccezionali per lealta’ e professionalita’, grandi magistrati, coraggiosi e sapienti combattenti per la causa della legalita’, in difesa della liberta’ e dei diritti dei cittadini”.
Il Presidente del Senato Schifani, ha dichiarato: “Si tratta di un atto vandalico che offende la città che certamente reagirà in maniera sdegnata e convinta a questa offesa alla memoria del magistrato Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Non saranno certo questi comportamenti incivili a scalfire il prezioso patrimonio di valori di legalità che Falcone ha lasciato a Palermo e all’intero Paese“.
Per il Procuratore Nazionale dell’Antimafia Grasso si è trattato di “Un gesto deprecabile e un attentato alla memoria di Falcone e dell’azione antimafia“. E aggiungeva: “Mi auguro che, già domani, chi aveva lasciato il suo messaggio e se lo è visto rubare, vada a rimetterne un altro. E che chi non aveva deposto la sua testimonianza sotto l’albero prima d’ora accorra a farlo in questo momento proprio per dimostrare che Palermo è una città diversa”.
Il mistero di queste sparizioni, avvenute tra la notte di sabato 24 e domenica 25, è stato svelato pochi giorni dopo dalla Polizia palermitana, che ha trovato il colpevole grazie a un video di un negozio commerciale: niente Mafia, niente cosche, nessun attentato.
Si è trattato di una donna senzatetto, una ex insegnante di quasi 70 anni con disturbi psichici, notissima nella zona. Non ha saputo dare motivazioni per il gesto compiuto. Si era a tal punto spaventata per l’eco del fatto su media e televisioni da sparire nei giorni sucessivi dal circondario.
Alla vigilia della commemorazione del 18° anniversario della strage, la sorprendente mobilitazione e il coinvolgimento scaturito nelle persone in tutto il Paese ha dimostrato per l’ennesima volta che Falcone non è mai morto nella coscienza della gente; la sua vita e la sua morte ancora restano esempio per tutti. In questo caso si può usare pienamente l’aggettivo “eroe”, senza rischiare di abusarne.
Per saperne di più:
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