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Una finanziaria “light”

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La copertura da scudo fiscale e Tfr. C’è anche la norma “taglia poltrona”.

È stata denominata una Finanziaria “light” in quanto le risorse messe in campo sono meno del solito (9 miliardi circa, lo 0,7 % del Pil). Il discorso è sempre lo stesso: in questo periodo di crisi bisogna tenere il bilancio pubblico sotto controllo ed evitare il classico “assalto alla diligenza”, tratto distintivo della gestione delle risorse durante la Prima Repubblica. Parola di Giulio Tremonti. Ma il segretario del Pd Pierluigi Bersani da giorni afferma che bisogna proprio in questo momento delicato investire di più per aiutare famiglie e imprese in difficoltà, a costo di aumentare un po’ il debito, per evitare che di qui a pochi mesi ci sia un ulteriore aumento della disoccupazione con conseguenti e inevitabili tensioni sociali.

Dopo tante polemiche sul ddl varato in questi giorni dal Governo l’opposizione ha deciso di ritirare i suoi 49 emendamenti, sebbene ne risultino ancora 200 della maggioranza.

Scelta senza dubbio politica, come ha confermato il leader dell’Udc Pierferdinando Casini che ha spiegato in confrerenza stampa: “Con il ritiro degli emendamenti da parte dell’opposizione resta chiaro agli italiani che se il Governo pone la difucia è perché non si fida della maggioranza, pur avendo 100 deputati in più”.

Dal testo risulterebbe che un terzo delle coperture della nuova Finanziaria (3,1 miliardi di euro) derivano dal fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto gestiti dall’Inps per il Tesoro, in poche parole il conosciutissimo Tfr, e per essere più precisi dal fondo Inps del Tfr inoptato (quello che i lavoratori hanno deciso di lasciare nelle casse delle aziende). A coprire quasi tutto il resto saranno i soldi che stanno entrando in Italia e nelle casse dello Stato grazie allo scudo fiscale (3,7 miliardi).

Ancora una volta, però, il Governo ha trovato ostacoli lungo il suo percorso. Questa volta a non voler giocare la partita sono i sindaci Anci che sentono minacciato il proprio posto di lavoro dalla cosiddetta “norma taglia poltrona” (che prevede un taglio del 20 per cento del numero dei Consiglieri Comunali e degli Assessori): “Anche secondo quanto concordemente rilevato dal Presidente Nazionale Anci,  Sergio Chiamparino, e dal Presidente dell’Assemblea Anci, Gianni Alemanno – ha dichiarato in una lettera aperta il sindaco di Faleria Pierluigi Bianchi – si tratta non solo di una norma inutile dal punto di vista del risparmio, ma è anche dannosa e offensiva”.

Si schierano dalla loro anche gli agricoltori di Confagricoltura, Cia e Capgri, che arriveranno a Roma in piazza Montecitorio martedì 15 dicembre per far sentire la loro voce e chiedere degli interventi adeguati per fronteggiare la più grave crisi che l’agricoltura si sia trovata ad affrontare dal dopoguerra ad oggi. Obiettivo delle organizzazioni agricole sarà sollecitare il riconoscimento dello stato di crisi e la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali, oltre agli incentivi alla ristrutturazione finanziaria per l’imprenditoria giovanile e gli aiuti dello Stato, come era stato accordato dalla Commissione europea.

Intanto il Governo fa sapere che è stato previsto un fondo di 693 milioni di euro per il rinnovo dei contratti pubblici e l’estensione delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni anche nel 2012. Inoltre esisterebbe una norma atta ad evitare un buco di 3 miliardi sulle pensioni agricole.

Tutto procede, dunque: la finanziaria light “dovrebbe” garantire a tutti sonni tranquilli.

Le novità, se realmente la legge sarà approvata il 18 dicembre, spaziano nei vari settori. Per quanto riguarda l’economia dovrebbero essere previste delle nuove possibilità di finanziamento delle Pmi anche attraverso la sottoscrizione di fondi comuni: lo Stato sarà autorizzato a sottoscrivere quote di società di gestione del risparmio per un valore fino a 500 mila euro per la gestione di fondi comuni d’investimento mobiliare di tipo chiuso destinate a investitori qualificati per il rafforzamento patrimoniale e l’aggregazione delle piccole e medie imprese.

E’ confermata anche la Banca del Mezzogiorno, che potrà emettere strumenti finanziari con aliquota fiscale agevolata al 5 per cento con vincolo di destinare i progetti d’investimento alle aree del Mezzogiorno.

Per la riduzione  dell’Irap si dovrà invece aspettare.

Un aumento del 30 per cento dell’ultimo reddito annuale è previsto nell’indennità di disoccupazione (oggi pari al 20%), a condizione che i richiedenti risultino senza contratto di lavoro da almeno 2 mesi, operino in regime di monocommittenza, abbiano conseguito un reddito lordo l’anno precedente non superiore a 20 mila euro e superiore a 5 mila e con un accredito di almeno una mensilità nella gestione separata.

Saranno inoltre incentivati da parte dell’Inps i datori di lavoro di aziende che non abbiano ridotto il personale con la stessa qualifica negli ultimi 12 mesi e senza sospensioni in corso e che assumano lavoratori destinatari dell’indennità di disoccupazione involontaria.

Per quanto riguarda le università e la ricerca se da una parte il decreto Gelmini ha operato tagli drastici dall’altro è previsto un fondo di 400 milioni di euro, mentre sale di 200 milioni per il biennio 2010-2011 la dote per il credito d’imposta alle imprese che investono nella ricerca. Per chiudere in bellezza il capitolo università in arrivo 103 milioni per i libri di testo gratis.

Un miliardo e mezzo in quattro anni sarà destinato alle nuove assunzioni in Polizia e Vigili del fuoco.

Anche le carceri si rinnovano: in arrivo cinquecento milioni per l’edilizia carceraria.

Dulcis in fundo previste norme più rigide sul deficit sanitario delle Regioni (chi non rispetta i pianti di rientro dovrà aumentare i 0,30 punti l’addizionale locale Irpef e di 0,15 l’Irap). Stanziati 50 milioni di euro in più per il Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio. Più rigidi i controlli dell’Inps contro le infrazioni mentre 600 milioni andranno per lo status di Roma capitale.

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