“La commedia dell’arte” di Savinio
La mostra di Alberto Savinio a Milano fino al prossimo 12 giugno.
A distanza di 30 anni torna nel capoluogo lombardo Alberto Savinio con la mostra antologica “Alberto Savinio. La commedia dell’arte” curata da Vincenzo Trione e ospitata fino al 12 giugno 2011 nel Palazzo Reale di Milano. L’esposizione celebra l’opera di questo poliedrico artista che ha attraversato tutta la prima metà del Novecento, caratterizzandola in maniera originale e anticipando il postmoderno nelle arti, dalla letteratura alla pittura.
Promossa dal Comune di Milano e 24 ORE Cultura – GRUPPO 24 ORE, la mostra è la prima iconografica di Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea de Chirico e quindi fratello del ‘metafisico’ Giorgio, che esordì pittore solo all’età di 35 anni, sullo sfondo della Parigi surrealista di André Breton, dopo una carriera di scrittore, compositore per il teatro, musicista e direttore d’orchestra.
Ogni composizione pittorica saviniana produce inaspettate emozioni nello spettatore: sorprende e disattende ogni aspettativa con soluzioni audaci. Le sue opere contengono elementi trovati nella realtà, trasformati in forme uniche e assurde, dense di citazioni letterarie e filosofiche. L’artista disegna così un mondo nuovo, che si fonda sull’accostamento tra condizione umana e condizione animale, recupera giocattoli colorati, forme geometriche semplici ed eleganti. Si appropria, infine, di suggestioni tratte dal mondo del teatro, della letteratura e della musica.
L’esposizione è accompagnata in apertura e in chiusura, dalla voce di Toni Servillo, che legge una selezione di testi saviniani dedicati all’arte e al teatro e si compone di 5 parti: Mito, Letteratura, Architettura, Oggetti e Teatro.
Nella prima sezione, dedicata al rapporto con il Mito, Savinio combina moderno ed antico, e, attingendo dai ricordi privati e collettivi, intreccia memorie familiari e mitologia, elaborando favole dipinte nelle quali si succedono metamorfosi in bilico tra tragedia e grottesco. Eccoci allora di fronte a personaggi con volti di struzzo, di anatre o di caproni, a luoghi biblici e a spazi dove si svolgono battaglie tra centauri. Savinio personalizza il mito e lo riconduce dentro la realtà contemporanea, non per fuggire da essa, ma per frequentarla in modo diverso.
Nella seconda sezione, Letterature dipinte, l’artista ritrae poeti, filosofi e muse, per sottolineare il legame indissolubile tra opera scritta e opera dipinta. Savinio attribuisce ai suoi personaggi una sorta di abito eterno e li rende monumentali, trasformando personalità del suo tempo in blocchi immobili, che hanno la medesima staticità degli déi, composti in un’imperturbabile calma. All’origine dei suoi ritratti c’è soprattutto una necessità di autoanalisi: disegnando i volti dei suoi modelli, infatti, Savinio coglie lati segreti di se stesso, appassionato esploratore di linguaggi, di codici e di geografie.
Nella terza sezione Savinio si accosta all’Architettura, ridefinendo continuamente rapporti e proporzioni ed elaborando un’iconografia segnata soprattutto da miniaturizzazioni: foreste riportate dentro camere anguste, tempeste ed alberi contenuti in una mano. L’artista propone architetture simili a modellini di cartone ed isole di giocattoli, solide e coloratissime evocazioni delle atmosfere dell’infanzia. Accatastamenti austeri e allo stesso tempo allegri, con evidenti riferimenti letterari e religiosi.
La quarta sezione presenta un Savinio che si mette alla prova in diverse discipline: esplora la musica, come compositore ed esecutore e si impegna nel teatro, come autore di complesse messinscene. Scrittore e critico prolifico, disegna anche schizzi per tessuti, arazzi e tappeti, produce mosaici e mattonelle in maiolica.
L’ultima sezione è dedicata al Teatro, un tema costante nella ricerca saviniana, che emerge dai continui riferimenti ‘spettacolari’ che caratterizzano i suoi quadri, ma anche dalle costruzioni ‘spettacolari’, frutto della collaborazione con il Teatro alla Scala di Milano per la quale realizza, tra il 1948 e il 1951, quattro spettacoli in qualità di scenografo, costumista e regista: Oedipus rex, I racconti di Hoffmann, l’Uccello di fuoco e Vita dell’uomo. Importante anche la collaborazione con il Piccolo Teatro e il Teatro del Maggio Fiorentino.
Orari: lunedì 14.30 – 19.30, martedì, domenica 9.30 – 19.30, giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Per informazioni: www.mostrasavinio.it
Foto:
En visite 1930
olio su tela, cm 65 x 81
Roma, collezione privata
© Alberto Savinio by SIAE 2011
