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L’Italia è a Shanghai

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Expo 2010: l’Italia è a Shanghai

L’esposizione universale 2010 ha aperto i battenti lo scorso 1° maggio a Shanghai. Un evento lungo sei mesi (la chiusura è, infatti, prevista per il 31 ottobre 2010) quello organizzato nella metropoli cinese. Il tema scelto rispecchia il positivo auspicio per un futuro più responsabile, Better city, better life (Città migliore, vita migliore), confermato dal logo rappresentativo della manifestazione: due genitori stretti al loro bambino, una figura che simboleggia l’ideogramma cinese shi (mondo). Il colore verde, infine, fa da sfondo alla creatività e al dinamismo che la Cina vuole (di)mostrare al mondo.

Tra i 189 padiglioni, quello italiano sfrutta questa prestigiosa vetrina per rilanciare il Made in Italy affaticato dalla crisi generale. Il Commissariato Generale del Governo, coordinatore della presenza italiana a Shanghai, ha cucito benissimo il messaggio dell’Expo sulle peculiarità delle tradizioni tecniche, storiche e artistiche del nostro Paese. L’Italia sfida il padiglione cinese (il più alto con i suoi sessanta metri) con un progetto incentrato sulla città del futuro: l’uomo è l’anello di congiunzione nella fusione tra il vivere lo spazio sociale e l’eco-compatibilità dei materiali. La qualità architettonica del team di Giampaolo Imbrighi ha investito sulla poliedricità regionale, la funzionalità urbana e il recupero dell’acqua come fonte di sostenibilità essenziale. Una superficie di oltre 7mila mq (in tre piani) offre ai visitatori una carrellata delle ultime evoluzioni artistiche e tecnologiche, il patrimonio culturale e i tesori gastronomici. Un suggestivo viaggio per apprezzare l’Italian Way of Life.

Per l’Olimpiade dell’innovazione, l’Italia vanta la collaborazione d’importanti partner: Prada (che ha firmato le divise per gli addetti all’accoglienza), la Triennale di Milano (l’istituzione della progettazione d’allestimento e design), la società Fiandre (eccellenza nella costruzione e pavimentazione), il Gruppo Permasteelisa (leader nei rivestimenti architettonici). A questi si aggiunge una stilata di sponsor e fornitori ufficiali: molteplici aziende hanno colto l’opportunità di far conoscere il proprio lavoro e professionalità. L’esposizione nella capitale finanziaria della Cina sarà accompagnata da una serie di appuntamenti culturali con i protagonisti italiani nel campo della musica, della moda e dell’arte che si alterneranno in quest’avventura.

A pochi giorni dal collasso della Grecia si teme l’effetto domino. L’Italia deve riconsegnare slancio all’economia nazionale. In questo confuso contesto l’export è un’ottima carta da giocare, soprattutto verso i mercati extra UE: si conquistano le rotte del Sud America, della Cina (+22%) e della Russia (+45%), a scapito della flessione negli scenari più solidi degli USA (-4,5%) e del Giappone (-5%). L’intraprendenza e l’internazionalizzazione delle imprese italiane sono di certo un dato ottimistico ma richiede ancora più attenzione, vista la minaccia deficit.

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