Kabul sogna
Tre ragazzi, il rock e l’Afghanistan: Kabul DreamsIl loro website ufficiale è ancora in costruzione, ma quello che salta agli occhi è la scritta “the first rock band in Afghanistan”.
Tre ragazzi di tre etnie diverse (un tagiko, un uzbeko ed un pashtun), provenienti dalla realtà dell’Afghanistan, dove, ci pare giusto ricordare in questo caso, sotto il regime taliban, era proibita, tra le altre cose, qualsiasi forma di fruizione ed educazione musicale.
Certo, il loro primo album deve essere ancora pubblicato, i contatti sulle loro pagine Facebook e Myspace non sono di quelli da capogiro e fuori ci sono solo alcune canzoni, ascoltabili nel loro Myspace; ma, onestamente, non è certo questo quello che conta. Sicuramente, questi tre ragazzi (il cantante-chitarrista Sulieman Qardash, il bassista Siddique Ahmad ed il batterista Mujtaba Habibi) che sono scappati dal regime taliban e si sono nutriti di brit-pop, puntano in alto, puntano agli Awards e questo è più che lecito; ma quello che conta davvero è quanto inscritto nel nome stesso della band: Kabul Dreams, Kabul sogna.
Kabul, città-simbolo del regime taliban, della repressione, della vita vissuta con il fiato sul collo di leggi durissime, all’apparenza invincibili, castranti. Ecco, a Kabul viene data la possibilità di (tornare a) sognare, attraverso quel medium universale, che non conosce distinzioni, che parla a tutti, in un modo o nell’altro, quale è la musica. I Kabul Dreams si fanno tramite di questa voglia di rinascita, correndo anche un certo rischio, perché l’ombra lunga dei taliban non ha smesso di offuscare il sole dell’Afghanistan.
Tre ragazzi che si sono incontrati proprio a Kabul, la città che sogna e che può diventare sogno, attraverso le sonorità di questa band, sonorità europee che però non rinunciano alle radici afghane.
Cantano in inglese e vestono brit-pop, i Kabul Dreams, infischiandone delle sopracciglia aggrottate che nel loro paese d’origine possono provocare, perché la loro scelta, musicale ed estetica, va al di là del mero fashion-statement, o della voglia di emulazione dei propri idoli musicali; quella dei Kabul Dreams è una scelta coraggiosa, una sfida ad un controllo politico e sociale che sembra non voler mollare la presa.
E quindi, non ci resta che aspettare l’album d’esordio di questa band davvero unica, che rappresenta una vera svolta nella cultura dell’Afghanistan che, magari esagerando un po’, verrebbe da definire ‘storica’ e sperare che i sogni di pace di Kabul diventino presto una realtà.
Per saperne di più:
www.myspace.com/kabuldreams
