Intervista ai Runa Raido
Ghigliottina.it ripropone i suoi migliori articoli, che vi terranno compagnia durante l’estate. Si inizia dall’intervista ai Runa Raido, band proveniente dalla provincia di Frosinone.
Il 4 febbraio è uscito il primo album della band di Frosinone, “Per ritrovare la quiete”.
Un’auto produzione di indubbia qualità per i Runa Raido. 8 tracce, più una cover di Battiato, fatte di “suoni reali”, come ci racconta Alessandro, voce e chitarra del gruppo, in un’intervista rilasciata pochi giorni fa a Ghigliottina.
Alessandro, dopo poco più di 4 anni dalla nascita della band esce il vostro primo LP autoprodotto, “Per ritrovare la quiete”. Era arrivato il tempo di pubblicare il primo album …
<<Abbiamo cambiato molte cose nell’ultimo anno, nella musica e nel metodo. Quindi, dopo un lavoro meticoloso sui vecchi pezzi, ci è sembrato il momento di congelare il tutto con un album, per poter andare avanti. Mentre registravamo ci stavamo già occupando delle nuove canzoni proprio perché vogliamo tirar fuori un nuovo album il prima possibile, sfruttando tutto il lavoro fatto fino ad ora, altrimenti sarà stato tutto inutile>>.
La vostra attività, si legge nella biografia, è stata sin dall’inizio, frutto di un impeto che avete condensato nell’EP autoprodotto nel 2007. Perchè avete parlato di “scatto di nervi necessario”?
<<Lo scatto di nervi era necessario per tirar fuori le tante idee confuse che avevamo, le abbiamo incise in un EP e da li è cominciato il nostro lavoro. Su questo album lavoriamo in realtà da meno di due anni, da quando abbiamo consolidato la nuova formazione. Ora, con “Per ritrovare la quiete” tra le mani, mi sento pienamente soddisfatto e pronto ad andare avanti. E’ un album che considero pregiato e spero che sarà così anche per le persone che lo ascolteranno>>.
Nel 2009 le prime gratificazioni: avete partecipato al concorso MArteLive vincendo il premio della critica per i migliori testi, poi altri due successi in altrettanti festival e la partecipazione ormai fissa nelle “Scuderie MArteLive”. Un palmarès, si direbbe nel calcio, già di tutto rispetto…
<<Abbiamo fatto sicuramente meno del possibile, ma abbiamo fatto bene, con la correttezza e la serietà che bisogna dare alla musica. Abbiamo lavorato con la consapevolezza dei nostri limiti e dei nostri pregi. Il nostro calendario è pieno, ci rende felici, ma è solo un piccolo inizio, la speranza è di fare bene e meglio. Nonostante i risultati, la verità è che non è per niente facile. Dobbiamo guadagnarci il palco concerto dopo concerto. La nostra musica non segue alcuna moda e, in un periodo storico dove la gente non ha la voglia di ascoltare e capire, non è per niente un vantaggio. La gente non ha più la pazienza necessaria per dare alla musica l’attenzione che merita, si cerca un prodotto che risponda a canoni precisi, ma ciò produce musiche tutte uguali, facilmente dimenticabili. Questo è tutto quello che non siamo noi. Il nostro disco suona bene ed è reale. I nostri testi sono dei racconti italiani che non fanno la morale a nessuno e ne vado fiero. Dedichiamo ai concerti il massimo della serietà e dell’impegno cercando di offrire sempre una buona prestazione. Ecco cosa sono i Runa Raido, sono impegno, perché la musica è una cosa seria>>.
Ascoltando il vostro disco si ha la sensazione di avere “tra le mani” un album di una qualità pregiata, rara di questi tempi quando si tratta di gruppi cosiddetti emergenti (e aggiungerei anche italiani). Parole e musica dense di una carica malinconica ma graffiante. Vi ritrovate in questa definizione?
<<Sono contento che la sensazione sia quella di avere tra le mani un prodotto di qualità pregiata e rara perché è proprio quello che desideravamo di più. Ultimamente va di moda il Low-Fi, ma è soltanto un’altra parola alla moda dietro la quale nascondere la poca voglia di impegnarsi. La musica non è Low-Fi, non lo è mai stata, se lo è stata è dipeso semplicemente da limitazioni tecniche. Noi oggi, con un budget relativamente basso e con tanta buona volontà abbiamo prodotto un disco ad alta fedeltà. Per quanto riguarda i testi mi piacerebbe fare un discorso lungo, spiegare perché a volte così diretti ed altre volte nascosti tra sensazioni, ma ci vorrebbe troppo tempo, posso dire che rappresentano ognuno (ogni canzone) uno stato d’animo ben preciso, questa è la chiave di lettura di questo primo album>>.
L’ultima traccia del disco è una cover di Franco Battiato. Un semplice omaggio al grande cantautore o c’è qualcosa di più?
<<E’ un inchino a Battiato e un omaggio alla musica italiana. La cover rappresenta anche il nostro desiderio di appartenere ad una dimensione musicale esclusivamente italiana caratterizzata da un linguaggio dei testi e della musica ben preciso e che per eccellenza si traduce in Battiato o De André ad esempio. Confido infine anche un mio personale amore per Franco Battiato>>.
Torniamo all’impegno, più volte citato nell’intervista: la bellezza di questo disco sta proprio nel lavoro artistico profuso da tutti i componenti dei Runa Raido. Grazie ad Alessandro, Marco (voce e chitarra), Letizia (cori e basso) e Gianluigi (batteria), ascoltare “Per ritrovare la quiete” fa scontrare sentimenti che si trovano solitamente agli antipodi. Non resta allora che augurare al lettore un buon ascolto, magari anche live.
Ecco alcuni “inviti musicali” per ascoltare (e vedere) i Runa Raido:
Live @RadioRaiUno (26-07-11); Live @Felt - Roma: Youtube; Live @RadioMeridiano12.
Su Jamendo invece, è possibile ascoltare l’album “Per ritrovare la quiete”: www.jamendo.com/it/album/84828
Tracklist ”Per ritrovare la quiete” (Autoprodotto, 2011):
