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Influenza A, fantasia popolare

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“L’influenza A  è una normale influenza, simile a quelle che si diffondono ogni anno con la stagione fredda e chissà perché la stampa e le televisioni le dedicano tutte queste attenzioni”. Silvio Garattini, farmacologo e direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, crede nella scienza, ma sa che la fantasia degli uomini può creare anche dei mostri inesistenti.

Ieri a Messina c’è stata la seconda vittima in Italia per l’influenza A.
“E allora? Ogni anno nel nostro paese muoiono 8000 persone a causa dell’influenza. Sono soggetti già affetti da altre patologie, strutture fisiche indebolite dove il virus trova strada facile. La verità e che ogni tanto voi giornalisti trovate argomenti di moda  per cui la gente si spaventa e ci ricamate molto sopra.”

Un gruppo di esperti riuniti a Praga ha dichiarato che se il virus dell’influenza A dovesse incattivirsi In Italia ci sarebbero 23 milioni di contagi e 92mila morti.
“L’ho letto sui quotidiani di ieri. Vorrei sapere dove hanno preso queste cifre. Il virus lo stiamo ancora studiando. Sono degli scienziati o dei chiromanti? Il virus si è manifestato in Cile e in Australia, dove c’è già stagione fredda, da noi sta arrivando adesso. Dai dati che abbiamo raccolto le cifre che mi ha citato sono pura fantasia.”

Cosa si sa finora di quest’influenza A?
“E’ meno virulenta, più benigna del solito, anche se si propaga più facilmente. Tanta gente che si è ammalata in queste settimane l’ha contratta  senza saperlo, e si è curata come aveva sempre fatto. L’unica vera differenza rispetto ai virus degli anni scorsi e che questo colpisce più la fascia giovane della popolazione, che di solito è quella più forte. Per questo posso dire che l’influenza A è meno pericolosa delle classiche influenze stagionali. E’ovvio che dobbiamo fare tutto il possibile per combattere ogni tipo di malattia, ma da questo a tutte le scene di panico che si sono viste ce ne passa”.

Il divieto di toccarsi e baciarsi nelle scuole, l’idea di posticipare l’apertura degli istituti, gli autisti di Napoli che si rifiutavano di guidare autobus non disinfettati, la gente che rimaneva chiusa in casa dopo il morto all’ospedale Cutugno di Napoli, fino ad arrivare all’idea di vietare il famoso bacio alla teca di san Gennaro: tutte paure inutili?
“Come già le ho detto, la fantasia popolare è grande”.

E’ giusto ricorrere al vaccino?
“Certo, soprattutto per le persone che lavorano a contatto con la gente, come i dottori o, appunto, gli autisti di mezzi pubblici. E’ giusto vaccinare le donne in gravidanza al secondo e terzo trimestre. Come ogni anno.”

Forse è la parola “suina” ad aver suggestionato l’opinione pubblica. Che ne pensa?
“Sicuramente.  Anche questa, però, è una definizione errata. Il virus è un incrocio di più mutazioni, e tra queste c’è anche una piccola parte di virus suino. Il nome “influenza suina” potrebbe aver contribuito a diffondere il panico”.

Foto: www.giornalelibero.com

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