0

Incentivi per la donazione

Share on Facebook
Share on LinkedIn
Share on StumbleUpon
Bookmark this on Delicious

La Gran Bretagna, uno dei paesi più innovativi. Ancora una volta, la Gran Bretagna è uno dei paesi europei più aperti ed innovativi,  sempre pronto ad evolversi soprattutto in questi anni in cui i dibattiti sui temi etici e morali, come il testamento biologico o il matrimonio tra omosessuali, sono molto frequenti. E proprio dall’ UK che arriva una proposta molto particolare: piccoli e grandi incentivi economici per chi dona gli organi post mortem. Il macabro invito, che viene lanciato dal Nuffield Council on Bioethics alla popolazione britannica, ha delle ragioni più che fondate: le donazioni sono in netto calo e le liste d’attesa per ottenere un organo nuovo sono così lunghe da lasciare poche speranze a chi necessita di un trapianto. Al momento, la legge vieta che siano forniti incentivi e la decisione di approvare o meno il progetto sarà presa in una consultazione pubblica che si chiuderà il 13 luglio.

Si pensa addirittura di poter coprire le spese funebri, ma anche di regalare dei simpatici gadgets in segno di riconoscenza per la buona azione. La domanda su quanto possa essere morale tutto ciò sorge spontanea.

Non dobbiamo meravigliarci però che un’idea stravagante come questa provenga proprio dall’Oltremanica. Basti pensare a come, nella cultura inglese, si elabora un lutto: banchetti pieni di cibo, public relation ed un brindisi con tanto di sorriso in memoria del trapassato. Un approccio troppo lontano dalla nostra cultura, influenzata dalle profonde radici cattoliche,che vede ancora la morte come qualcosa di fortemente negativo, da temere, come nelle tradizioni tipiche dei paesini italiani, in particolare al sud, non ancora estinte del tutto, che vedono l’obbligo di indossare abiti neri per anni o perfino per tutta la vita dopo la perdita di un caro.

Sdrammatizzare a volte serve e se è utile a restituire la speranza a chi ne ha bisogno ben venga,  in fondo sappiamo bene che gli uomini si lasciano conquistare facilmente dal veniale, basta ammetterlo senza troppa ipocrisia. Sono oltre 8 mila le persone che oggi aspettano di essere chiamate a ricevere un organo nuovo solo in Gran Bretagna, è giusto che, se il fine è nobile,  siano adottati tutti i mezzi possibili.   Attualmente in Gran Bretagna,  vige una legge del 27 luglio 1961, che permette l’esportazione degli organi dal deceduto, se questo ha firmato in vita un’autorizzazione scritta o se ha espresso la volontà oralmente in presenza di due o più testimoni.

La storia dei trapianti iniziò nel 1902, quando Alexis Carrel mise a punto la tecnica per congiungere due vasi sanguigni. Da qui furono eseguiti trapianti di cuore e fegato sperimentali sugli animali, ma il problema del rigetto dell’organo estraneo fu subito un grosso ostacolo da superare. Durante la Seconda guerra mondiale, il Professor Medawar riuscì a rintracciare la causa del rigetto nella genetica e nel 1954, il Professor Murray eseguì il primo trapianto di rene tra gemelli identiciù. Da allora la tecnica del trapianto iniziò ad affinarsi fino a come oggi la conosciamo. I ricercatori continuano a lavorare per rendere i tessuti più “tolleranti” nei confronti degli organi trapiantati.  I  donatori in Italia sono passati da 788 nel 1999 a 1167 nel 2009,  ma ancora non bastano a far fronte agli 11.293 pazienti iscritti alle liste di attesa. ( Fonti aido fino al 31 dicembre 2009).

Commenti

Leave a Reply




If you want a picture to show with your comment, go get a Gravatar.

*