In Viaggio con Fernanda Pivano
In un dvd il ritorno nei luoghi a lei cari e l’incontro con gli amici di un tempo.
Emoziona sedersi davanti allo schermo, aprire il lettore dvd ed inserire questo “A Farewell to beat” (Fandango, 2009), riedizione del docu-film di Luca Fiacchini (accanto anche una nuova edizione di Un po’ di emozioni), uscito per la prima volta nel 2000. Il documentario racconta l’ultimo viaggio di Fernanda Pivano nella “sua” America. Il ritorno nei luoghi a lei cari, l’incontro con gli amici di un tempo. Quelli vivi, come Lawrence Ferlinghetti, in forma nonostante l’età che avanza, e quelli purtroppo morti: Ginsberg, Kerouac e, soprattutto, Hemingway, “il più grande scrittore di sempre”.
Ancora si hanno davanti agli occhi le immagini di quel triste diciotto agosto in cui i suoi novantadue anni, vissuti tutti intensamente, ci hanno portato via questa grande protagonista della scena culturale italiana ed internazionale. Ma a noi piace ricordarla così, come in questo film. Entrare nella libreria City Lights e abbracciarsi con Lawrence Ferlinghetti come due vecchi amici che si rincontrano dopo tanto tempo. Parlarci di letteratura, libri, vizi e modi di fare di grandissimi uomini, artisti. L’ironia spigolosa di Hemingway, l’irruenza di Ginsberg, l’intelligenza di Kerouac.
E poi i sentimenti di una donna fortissima e in continuo viaggiare. La vita di Fernanda Pivano si apre porticina dopo porticina: gli anni della giovinezza, Genova e il porto, l’amicizia profonda con De André, i cui luoghi d’infanzia coincidevano. E poi il lavoro, l’esperienze editoriali tra Torino e Milano, il primo viaggio in America, le prime scoperte letterarie. Amore, guerra, lotta, partigiana prima culturale dopo. L’oriente da visitare.
Tutto ha inizio con Hemingway: la visita, per la prima volta, alla tomba di Ketchum nell’Idaho per continuare con la California. L’incontro con scrittori più significativi della letteratura americana: Barry Gifford, Jay McInerney, Bret Easton Ellis.
Il viaggio americano vissuto seguendo le linee dell’asfalto, le carreggiate immense, le radure e le distese di nulla. Un viaggio melanconico e poetico, disperso tra ricordi di generazioni passate e future. Miti che si riabbracciano, si disperdono, si dilatano e si fanno vita. Una donna sopravvissuta a suoi eroi; ideali che passeggiano, come il vento, sulle nostre teste tra noi e “l’altro”. E poi l’Italia che resta, che sopravvive, resiste: quella dei cantautori, degli gli amici persi e di quelli conosciuti per strada. Ligabue, il grande rocker di Correggio, “il più grande poeta di oggi”, Mastrandrea, i PFM parlano di lei come si parla soltanto delle donne e degli uomini leggendari. Donne e uomini che hanno capito ed espresso il potere della poesia e della letteratura.
Luca Facchini ha 32 anni, una laurea in regia cinematografica conseguita alla New York University Tisch school of the Arts. Negli ultimi anni ha scritto e diretto negli Stati Uniti i cortometraggi: Cinema, che vince il New York University showcase (1991), Antigua, che vince il premio per la Migliore sceneggiatura presso la NYU Sight & sound” (1992), Heads & Tails (1994) In Italia ha diretto i cortometraggi: DallaMondino (1996), Moths (1997) selezionato in vari festival internazionali: Napoli, Berlino, Clermont Ferrand, Atene, New York Short film festival etc. Ha scritto e diretto A.A. Agenzia Abbandoni Oscarino: premio alla sceneggiatura, montaggio, miglior attrice. Ha scritto il soggetto e diretto Schermi d’Amore. (1999).

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