In vendita la lista di Schindler
Una delle sette copie della famosissima lista di Schindler sarà in vendita sul sito britannico momentsintime.com. Secondo Gary Zimet, esperto nelle transazioni di documenti e reperti storici, la penultima copia della lista di Schindler, compilata e datata 18 aprile 1945, sarebbe «il più importante documento del periodo della seconda guerra mondiale».Il suo valore è stimato intorno ai 1,5 milioni di sterline e attualmente è nelle mani di un privato, appartenente alla famiglia Stern, cognome del notaio ebreo che compilò fisicamente i sette documenti che salvarono moltissime vite.
Delle altre sei copie stilate per volontà dell’imprenditore tedesco solo due risultano scomparse, mentre delle altre si conosce il collocamento : due si trovano esposte nel Yad Vashem, il Museo Israeliano dell’Olocausto; una copia è negli Stati Uniti nel Museo dell’Olocausto di Washington, l’ultima è protetta a Coblenza in Germania.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Oskar Schindler, cecoslovacco di nascita ma tedesco nella vita (in seguito all’annessione della regione del Sudeti alla Germania di Hitler), si trovava a Cracovia in qualità di imprenditore di oggetti smaltati della D.E.F. (Deutsche Emaillewaren-Fabrik). Grazie alle sue conoscenze militari e politiche negli ambienti nazisti e alle sue abilità commerciali era riuscito a sfruttare il lavoro degli ebrei di Cracovia per la sua fabbrica.
La sua incredibile storia e Il suo accanimento per salvare le vite dei 1117 ebrei presenti nelle liste nacquero nel bienno 1942-43, quando assistette ai rastrellamenti avvenuti nel ghetto di Cracovia. Durante queste crudeli e bestiali azioni i circa 2000 abitanti del settore B del ghetto vennero spostati nel campo di Plaszow; invece 2300 ebrei del settore A furono mandati ad Auschwitz-Birkenau e 700 di loro furono uccisi all’interno del ghetto stesso.
Da quel momento Schindler fece di tutto affinchè i suoi operai non fossero dirottati nei campi di concentramento: iniziò a sfruttare le sue conoscenze per avere permessi di assunzione e ordinativi di materiale da far produrre ai suoi operai ebrei. Data la pessima qualità dei manufatti prodotti ed il conseguente scarso impiego, decise di acquistare con la borsa nera le munizioni che sarebbero dovute uscire dalla sua fabbrica.
Arrivò addirittura a costruire un finto lager per i suoi operai, che poteva così proteggere 24 ore su 24. Giustificò l’edificazione del campo davanti ai suoi “amici” nazisti come stratagemma atto ad aumentare la produttività e il suo profitto.
Gli ebrei che si salvarono grazie alla lista, nel dopoguerra gli procurarono i mezzi finanziari per ripartire con una fabbrica in Argentina. Il 18 luglio 1967 Schindler fu riconosciuto dal Museo dell’Olocausto di Gerusalemme tra i “Giusti delle nazioni” e alla sua morte (1974) venne seppellito proprio a Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi.
Per questo motivo il documento contenente i nomi e cognomi degli operai che popolavano la sua fabbrica significava e significa “vita”. Nell’ otto volte premiato Schindler’s list, film diretto da Steven Spielberg nel 1993, il notabile Stern, interpretato da Ben Kingsley, affermava: “La lista è vita, ai suoi margini, tutto intorno, c’è l’abisso”.
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