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Il QI divide nord e sud

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L’Italia nuovamente divisa, ma questa volta per il quoziente d’intelligenza. Secondo lo psicologo Richard Lynn, docente presso l’università dell’Ulster di Coleraine, nell’Irlanda del Nord, le diversità d’intelligenza tra le persone possono essere spiegate partendo dalla razza e dal genere: questo è uno degli assiomi che stanno alla base di diverse teorie che lo studioso ha postulato a partire dagli anni ‘70, di cui l’ultima riguarda proprio il Belpaese.Lynn intitola il suo studio pubblicato sulla rivista Intelligence nel seguente modo: “Le differenze nel QI tra nord e sud Italia corrispondono a differenze nel reddito, educazione, mortalità infantile, statura e alfabetizzazione”

Mentre il settentrione d’Italia procederebbe a pari passi con gli altri paesi Europei, il meridione avrebbe uno stato d’arretratezza direttamente proporzionale al quoziente intellettivo degli individui che vi abitano, in parte per la vicinanza geografica con il Medio Oriente e l’Africa, in parte per le mescolanze e contaminazioni con le stesse genti di quei luoghi. A riprova di questo studio scientifico, messo in discussione e tacciato come “razzista” da quasi la totalità della comunità scientifica, ci sarebbe, oltre alla poca qualità dell’alimentazione, dell’istruzione e dell’educazione, anche la ridotta rappresentatività nelle arti.

Infatti, il Professor Roberto Cubelli, Presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia, ha replicato: “Gli psicologi italiani che lavorano presso le Università e gli Enti di Ricerca ritengono deontologicamente sbagliato interpretare i risultati di un’analisi correlazionale di fenomeni complessi, quali quelli relativi al rendimento scolastico nelle diverse aree geografiche, facendo riferimento a modelli teorici che si sono già rivelati falsi e ingiustificati (non si possono ignorare i fattori storici, politici, sociali ed economici e attribuire ogni effetto causale a presunte differenze biologiche e genetiche) e che possono legittimare comportamenti individuali e scelte politiche di impronta razzista e di discriminazione sociale”.

Proprio a causa della debolezza delle tesi di Lynn, tutti gli accademici che si sono espressi hanno sottolineato la gravità della pubblicazione di questo articolo su una rivista internazionale.

Che ci siano delle differenze tra Nord e sud dell’Italia è fortunatamente una verità che rende speciale il nostro paese; affermare invece una certa sterilità nel mondo artistico – culturale significa far finta che non siano mai esistiti la “Magna Graecia, più tardi “la Scuola Siciliana”, e ancora moltissimi uomini e donne che si sono espressi in ogni tempo e ogni campo, dando un grande contributo alla crescita culturale dell’Europa.

Come diceva lo scrittore, saggista, politico e siciliano Leonardo Sciascia: ”Tutti i nodi vengono al pettine, quando c’è il pettine”.

Per saperne di più:

http://en.wikipedia.org/wiki/Richard_Lynn

http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/adi/XoopsAdi/uploads/PDdownloads/richard_lynn_north_south_differences_in_iq.pdf

http://www.rlynn.co.uk/

http://www.lswn.it/comunicati/stampa/2010/aip_smentisce_lo_psicologo_richard_lynn_minore_intelligenza_italiani_sud_dovuta_alla_mescolanza_genetica_

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