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Il porno motore della rete

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Non ci sono dubbi che la facilità con cui si reperisce materiale pornografico sia stata una spinta forte verso l’evoluzione del fenomeno internet. L’epoca dell’ “hard download” sembrava essere se non finita, almeno drasticamente ridimensionata. Invece…

Da diverse settimane, riviste più o meno specializzate, siti e blog più o meno affidabili, si domandano e domandano ad esperti (più o meno improvvisati) quale sarà il futuro di internet. Un vero esperto dovrebbe rispondere “siamo solo all’inizio” e abbozzare alcune delle possibili risposte, senza troppo sbilanciarsi. Invece si legge di tutto.

C’è chi è pronto a scommettere che, in un futuro prossimo, non usciremo di casa neppure per acquistare i generi alimentari di prima necessità, perché un corriere suonerà alla nostra porta, dopo avere fatto la spesa direttamente sul sito web del negozio del quale solitamente ci serviamo. Altri sono pronti a giurare (ed evidentemente a spergiurare) che la TV non sarà più la stessa e che vedremo i film di recente uscita in streaming, direttamente sul PC di casa. Bene: Bill Gates sosteneva la stessa cosa nel suo libro La strada che porta a domani, dato alle stampe nel lontano 1994.

Non continuo a parlare delle previsioni azzardate dei sedicenti esperti che popolano la Rete, mi limito a riflettere e dico che un vero esperto dovrebbe lasciare spazio al più ampio spettro di possibilità, perché internet ne offre molte, piuttosto che mettere la propria faccia in prima pagina e rischiare, così, magre figure. Ed è una cosa che un po’ mi fa sorridere; siamo tutti pronti a non credere a maghi e stregoni che, al costo di una telefonata, ci dicono quali numeri del lotto giocare e su quale ruota, e pendiamo poi dalle labbra di professionisti e guru della Rete che sanno esattamente, passo a passo, cosa succederà, quando e come, sul web.

Esattamente come risponderei “un numero qualsiasi compreso tra uno e novanta” a chi mi chiedesse lumi sui numeri che verranno estratti al lotto, userei lo stesso principio, ovvero quello del “è sicuro che…” nel rispondere alla domanda relativa all’evoluzione del web. Passerà di certo dal porno.

Ho letto di recente una presentazione di Klass Verbeken, Interactive Manager Maker della Coca-Cola, con la quale sono d’accordo al punto tale che, facendola scorrere con rapidità, mi sono convinta, finalmente, di avere trovato un esperto. Nell’esporre la sua ricerca, Verbeken, pone una domanda banale e necessaria: “chi di voi non ha mai visto o scaricato del porno dalla Rete, almeno una volta?”. Ora, giacché non siamo in un confessionale, non è necessario replicare con scandalo, è utile piuttosto sapere che ad oggi (dati 2008) il 40 per cento circa del traffico generato dai download è materiale pornografico. Il sesso è un collante, rappresenta un bisogno comune. E crea un suo indotto notevole. Pensate ad esempio ai passi da gigante fatti dall’industria che vi ruota attorno: e non intendo solo quella della pornografia, parlo soprattutto di quelle che, in ambito scientifico, si adoperano (a ritmi impressionanti) per “ridare vigore” a chi non ne ha più come in passato, agli anticoncezionali, a chi vuole o è costretto a… “fare da solo”.

Ogni nuova tecnologia messa in Rete è passata dalla “sala prove del sesso”. Le chat, le videochat e, più in generale, l’evoluzione dei siti stessi. Intendo quelli che, in cambio di un canone, rilasciano utente e password. Bene, questi siti erano, al momento in cui furono lanciati, antesignani dell ‘e-commerce, da cui sono nati in un secondo momento, piattaforme ben note a tutti, come ad esempio e-bay. Il file-sharing stesso, oggi molto usato per condividere film e musica, è cresciuto (a dismisura e in tempi brevi) grazie alla possibilità di condividere materiale pornografico. Certo, questo è già successo e, si potrebbe obiettare, in futuro la Rete verrà spinta da ben altro. Non è da escludere. Ancora oggi è il porno che promuove le innovazioni del web: l’ultima è l’IP-to-geo, la traduzione degli inserti pubblicitari nella lingua usata dall’utente. Siamo solo all’inizio: il suo vero potenziale, la Rete, ce lo mostrerà attraverso la sua “red-zone”.

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