Il pianto dei bimbi è tradotto
Se non si tratta della scoperta del secolo poco ci manca. Ci hanno pensato i giapponesi a raccogli gli isterismi dei genitori in erba registrati nel corso dei secoli per offrire loro la soluzione a tutti i loro i problemi.Grazie a un invenzione in via di messa a punto nell’Institute of Technology di Hokkaido sarà possibile, fra qualche anno, tradurre i pianti dei neonati in esigenze, comprensione e risposte.
Tutto grazie a un software di nuovissima generazione in grado di registrare ed interpretare il vagito degli infanti in modo tale da rendere possibile a preoccupati mamma e papà una corretta interpretazione dei bisogni del proprio bambino. Il fine come è chiaro è facilitar loro la gestione del neonato durante i suoi primi mesi di vita, caratterizzati da lunghe notti insonni alla disperata ricerca dell’intuizione in grado di porre fine ai suoi continui ed enigmatici lamenti. “Avrà fame? E’ stanco? No guarda che è triste e arrabbiato”, termina dunque qui il “toto pianto” del piccolo. Un sospiro di sollievo per chi nel futuro è atteso da simili incombenze.
In concreto il cervellone elettronico sarà concepito in modo tale da essere perfettamente maneggevole da parte dei genitori in ogni loro azione: le piccole dimensioni prese in considerazione nella sua progettazione permetteranno di allacciarlo al collo o alla cintura. Allo stesso modo il registratore posto accanto al bambino sarà concepito in forma e dimensioni non ostacolanti il suo movimento. C’è soddisfazione all’interno dell’entourage nipponico tanto che, sull’onda dell’entusiasmo lo stesso team ha già annunciato la prossima sfida, rivelatasi nel creare un apparecchio analogo in grado di tradurre addirittura le lacrime dei pargoli. Poi probabilmente ne nascerà uno capace di esplicitare i loro ragionamenti trasformandoli in comizi nel linguaggio degli adulti… attenzione però perché se non fermano la scienza vedremo bimbi in grado di ricoprire cariche politiche di primordine sedendo, che so, sulla poltrona del presidente degli Stati Uniti e comunicando col resto del mondo grazie a traduttori simultanei di pensieri. Non rappresenterebbe secondo chi scrive un’evoluzione positiva in quanto risulta già indigesto ammirare bimbi prodigio esibirsi alle Olimpiadi e in dirette televisive.
La tecnologia entra ancor di più in pianta stabile nel quotidiano. In via di compimento dunque il prossimo passo verso la creazione di una società robotica. Ecco cosa intendeva comunicarci il regista di “Ritorno al futuro” quando immaginava un mondo in cui nulla è lasciato al caso e pure le emozioni passano attraverso i byte di un cervellone funzionante a corrente. Sarà un mondo perfetto in cui come in un noto film di Stallone una segnale acustico si attiverà per le strade segnalando qualsiasi tipo di infrazione del codice morale. Magari si farà sesso attraverso microchips e saremo in grado di assorbire conoscenza attraverso sofisticati sistemi digitali. Alla luce di tutto ciò fa parecchio ridere pensare a quanto sia obsoleto il mondo che ci fanno vivere oggi, dove non possiamo vantare dell’aiuto dei computer nemmeno nel calcio. Pensare che attualmente risulta offensivo nei confronti del rispetto della natura umana persino l’introduzione della Moviola in campo!
