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Il nuovo MACRO

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Inaugurati a Roma i nuovi spazi del museo progettati da Odile Decq.

Vincitore del concorso internazionale bandito dal Comune di Roma nel 2001 per l’ampliamento del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, vede finalmente la luce il progetto dell’architetto francese Odile Decq. La nuova ala del museo, innova il tradizionale approccio del nuovo con il vecchio inserendosi naturalmente nella struttura preesistente del museo, ma allo stesso tempo contrappone la sua forma dinamica e sinuosa con l’immobile contesto in cui si inserisce, ridefinendo l’intera morfologia e percezione del Museo.

La nuova struttura è caratterizzata da vetri e trasparenze e dall’uso di colori forti, in particolare del rosso e del nero.  La superficie del tetto, la grande terrazza, diventa un paesaggio urbano e la proiezione del percorso artistico che si trova sotto, si trasforma in un giardino con il quale stabilire una continuità astratta. I materiali usati per la pavimentazione, regalano ai visitatori varie sensazioni, la ruvidità, la profondità, l’omogeneità, la morbidezza, la densità, la luminosità e l’opacità. La sabbia, i ciottoli, il basalto, la luminosità provocata dall’acqua della fontana, sono gli elementi che caratterizzano il giardino panoramico e che lo rendono un luogo di calma, di freschezza e di esperienza sensoriale.

Ad inaugurare la nuova ala è l’opera vincitrice dell’Enel Contemporanea Award 2010, “Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling?”, una struttura in vetro e acciaio nella quale gli autori hanno creato un microclima popolato da centinaia di farfalle, ispirata alla celebre Farnsworth House di Mies van der Rohe e realizzata dagli artisti Bik Van der Pol. Il progetto, pensato appositamente dal duo olandese per i nuovi spazi del MACRO, sarà visitabile gratuitamente fino al 16 gennaio 2011.

Gli altri spazi della nuova ala presentano un allestimento che si sviluppa attorno al tema dell’uomo, il suo corpo e il suo mondo. Il viaggio nell’umano inizia nella galleria bianca dove troviamo Skin di Gilbert & George, che fa riferimento alla trapunta abbandonata Closed for This Week del duo Perino e Vele, per proseguire con le opere di Alighiero Boetti, Luigi Ontani, Marc Quinn, Elmgreen & Dragset, Paolini.

Protagonisti del progetto Così come sono / The Way They Are, sono gli artisti ritratti da noti fotografi italiani, in relazione con la loro opera e con lo spazio. Ancora, gli oggetti quotidiani come presenze metafisiche nel lavoro di Steinbach, le superfici oscure di Agnetti, la purezza della Maternità di Pascali, per proseguire con i maestri storici del sogno e della materia, Novelli e Leoncillo, Ceroli e Angeli. A chiudere idealmente la sala, la vanitas tecnologica di Bill Viola.

I nuovi spazi continuano sopra la sala conferenze con la scultura di Nick Cave, un umano che diventa un feticcio festoso e inquietante. Nei passaggi delle passerelle sospese del foyer, il tema ricompare in forma di icona, affiorante dal nero del carbone nella grande opera di Cucchi, o nel dettaglio molecolare del grande ritratto di Muniz. È invece lo spettatore ad accedere in prima persona nella superficie specchiante di De Marchi, scrittura spaziale che entra nell’architettura e definisce un nuovo alfabeto. Attraverso il foyer centrale l’uomo si perde nel grande dipinto di Martin e si eleva nelle forme pure della scultura a parete di Nunzio, fino a ritrovare la propria immagine in movimento nei video esposti nel Vtunnel.

Continua inoltre, fino al 6 febbraio 2011, il ciclo espositivo MACRO Fall 2010: Immagini in movimento, inaugurato lo scorso 25 ottobre. L’ampia offerta espositiva del MACRO permetterà dunque al pubblico di attraversare lo spazio cogliendo suggestioni e impressioni molteplici, in un caleidoscopico racconto per immagini. Ricordiamo le mostre Laboratorio Schifano, con più di duemila immagini realizzate da Mario Schifano negli anni ’80 e ’90 esposte per la prima volta, Antony Gormley: Drawing Space, la prima esposizione in un museo italiano dedicata ai disegni dell’artista inglese Antony Gormley, MACROradici del contemporaneo: L’Attico di Fabio Sargentini 1966–1978, dedicata alla galleria L’Attico, uno degli spazi più sperimentali e innovativi che hanno caratterizzato la scena artistica romana e molte altre ancora…

Con l’apertura dei nuovi spazi, la nuova e unica entrata del Museo è quella di via Nizza, angolo con via Cagliari.

www.macroeventi.org

www.macro.roma.museum

Foto di Luigi Filetici

Commenti

Commenti (1)

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  1. Ghigliottina scrive:

    Ghigliottina…

    [...] something about ghigliottina[...]…

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