Il gentleman della TV
Addio al ‘gentleman’ della TV italiana. Che grande vuoto. E che tenerez za e dolore hanno suscitato le immagini di Sandra Mondaini, il giorno del funerale dell’uomo che ha passato una vita accanto a lei, anche quella artistica: Raimondo Vianello, che se n’è andato il 15 di aprile, lasciando un vuoto non solo artistico, ma anche affettivo (perché no?) nel suo pubbblico ed in tutti quelli che lo conoscevano.
Dai suoi sketch con un altro grande artista italiano, purtroppo poco ricordato, che era Ugo Tognazzi (un altro vero signore del cinema, della tv, del varietà) alle avventure mai volgari, ma sempre ironiche ed allegre di Casa Vianello.
“Raimondo, dove sei?” chiedeva Sandra, su una sedia a rotelle, scalza, smalto rosso e benda su un occhio, fragile come un uccellino, nella chiesa di Milano Due, il quartiere dove la coppia ha sempre vissuto e dove sono state celebrate le esequie. Raimondo Vianello non era mai fuori posto; garbato, dotato di sarcasmo, ironia ed una dose di intelligente cinismo, capace di far capire mille cose con un solo sguardo dato da sotto in su ai suoi occhiali, senza il bisogno di utilizzare il linguaggio verbale.
Aveva molto poco a che fare con un certo tipo di comicità italiana un po’ greve, un po’ scialba che tanto spesso vediamo in TV. Era un vero gentleman, anche nel fisico, nell’aspetto, ricordava più qualcuno di quei compassati signori della City di Londra negli ‘swinging sixities’.
L’altra sua dolce metà, oltre Sandra, era il calcio; non si dimentica la sua geniale conduzione di Pressing, dove era riuscito a portare la sua fulminante ironia anche in un universo, quello del calcio, che, notoriamente, si prende fin troppo sul serio (spesso risultando stucchevole anche a chi, di questo sport, vive).
Aveva anche subito le censure della Rai in anni che tanti di noi, cresciuti a pane e Casa Vianello, nemmeno ricordano e non riescono ad immaginare; anni in cui bastava una velatissima allusione (elegante e giocosa, tra l’altro) per rischiare un esilio severo ed irrevocabile.
Una vita intera al fianco della stessa donna, Sandra Mondaini, minuta, vivace, amorevolmente polemica. La perfetta controparte, per uno come lui. Non li si poteva immaginare l’uno senza l’altra. Ed invece…
Quando se ne va un personaggio, un uomo come Raimondo Vianello (che avrebbe compiuto 88 anni il prossimo 7 maggio), le parole sembrano sempre troppe, ridondanti, fuori posto. Così come certi necrologi lacrimevoli, che, in questo caso, sarebbero sicuramente di cattivo gusto; sono lacrime che vanno bene per altri, non per uno come lui.
Sandra Mondaini, intervistata pochissimo tempo dopo i funerali, ha detto che lei parla sempre con Raimondo, ha anche scherzato, descrivendo una ipotetica telefonata in Paradiso per fare due chiacchiere con lui, l’uomo di tutta la sua vita. Una dichiarazione d’amore , commovente, dolce, ed anche un omaggio ad un vero uomo di spettacolo e alla sua immortale ironia.
