Il fronte del Testamento biologico
Il Pdl verso un compromesso, prevale la tesi della decisione ” caso per caso”.
16 dicembre 2006: il tribunale di Roma respinge la richiesta dei legali di Piergiorgio Welby di porre fine all’accanimento terapeutico dichiarandola «inammissibile» a causa del vuoto legislativo su questa materia.
20 dicembre 2006 ore 23: lo stesso Welby congedandosi dai suoi familiari ed amici riuniti al suo capezzale e ascoltando Bob Dylan ha chiesto di essere sedato e che gli fosse staccato il respiratore. Alle 23 e 45 è spirato. Per questo suo atto il Vicariato di Roma non ha concesso a Welby la funzione secondo il rito religioso. Il Cardinale Camillo Ruini ha dichiarato di aver preso personalmente questa decisione in quanto per la Chiesa «il suicidio è intrinsecamente negativo».
18 gennaio 1992: alle quattro del mattino l’auto di una giovane si schianta contro un muro nei pressi di Lecco. Si trattava di Eluana Englaro da quel giorno costretta ad uno stato vegetativo.
Dopo dieci anni di “non vita” il Tribunale di Milano ha rifiutato la richiesta del padre della ragazza, nonché suo tutore, Beppino Englaro di staccare le macchine che tenevano ancora in vita la figlia. Secondo la legge Eluana non poteva essere definita “morta” perché ad essere lesionata era solo la corteccia (la parte dove vengono elaborati pensieri, consapevolezza, sentimenti, relazioni) e non l’intero encefalo.
Febbraio 2009: dopo diciassette anni di coma Eluana è libera di spirare. Dura la reazione del Vaticano alla notizia del decesso della ragazza. Dure le reazioni del mondo politico in particolar modo nell’aula del Senato dove si è sfiorata la rissa con i parlamentari del Pdl che hanno gridato “assassini!”.
Oggi nelle stesse aule di quel Governo si dibatte per l’approvazione o no del testamento biologico, documento che dovrebbe garantire almeno parzialmente la possibilità per familiari e pazienti in condizioni gravissime di poter dire basta alle sofferenze e passare a miglior vita.
Il documento così come è stato presentato nei mesi scorsi e in questi giorni presenta circa 2600 emendamenti: 2400 dei Radicali, 103 del Pd, 57 dell’Idv e 5 dell’Udc di cui Rocco Buttiglione è il primo firmatario.
Nutrizione forzata ai pazienti in stato vegetativo: imposizione non vincolante per i medici che possono sempre rivedere le dichiarazioni rilasciate dal soggetto. Questo era il documento originario presentato da Calabrò.
Il biotestamento rischia di diventare motivo di spaccature interne ai vari partiti e non solo. Divario che prosegue anche a causa della firma di alcuni parlamentari finiani di una proposta di Benedetto della Vedova, parlamentare radicale di Popolo delle libertà che distruggerebbe tutto l’impianto legislativo della legge Calabrò.
“L’emendamento – spiega Della Vedova – riconosce il valore assoluto e non disponibile del consenso o dissenso alle cure espresso dai pazienti capaci e demanda ogni scelta di cura per le persone che versano in uno stato di incapacità al rapporto tra i loro familiari, gli eventuali rappresentati legali e i medici, tenendo conto delle volontà precedentemente espresse dagli interessati nel rispetto dei principi del codice di deontologia medica, delle norme civili e penali e del dettato costituzionale”. Sintesi del concetto: niente eutanasia, niente accanimento terapeutico. Si deciderà caso per caso.
Cadrebbe così la ragion d’essere del Testamento biologico e della legge che lo regola. A tal proposito molti di quanti avevano appoggiato inizialmente Della Vedova hanno già ritirato la propria firma.
Allo stesso tempo la maggioranza fa sapere che è disposta a modificare il disegno di legge già approvato a marzo dal Senato. Il relatore Domenico Di Virgilio (Pdl) ha presentato un nuovo emendamento che prevede in casi circoscritti ed eccezionali la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale al paziente. Il relatore ha presentato alla commissione Affari sociali alla Camera cinque emendamenti per modificare il ddl Calabrò: “Uno – spiega Di Virgilio – prevede che idratazione e alimentazione in casi eccezionali possono essere sospesi”, gli altri quattro invece riguardano la possibilità di adottare le terapie anti-dolore, l’estensione del campo di applicazione della legge oltre i casi di stato vegetativo a tutti i casi di pazienti incapaci di intendere e volere e il parere vincolante del collegio medico in caso di controversia tra il fiduciario del paziente e il suo medico curante.
Intanto il Comune di Ciampino in ottemperanza a quanto deliberato dal Consiglio comunale, ha istituito il registro per il testamento biologico dando così a tutti i cittadini residenti che vogliono usufruire di questa nuova possibilità di poterlo fare compilando il modello in presenza degli impiegati incaricati alla sua ricezione. Per depositare il modello del testamento biologico sarà necessaria la presenza sia del dichiarante che del fiduciario in possesso di un valido documento di riconoscimento e di una fotocopia dello stesso. Testamento e fotocopie saranno custodite in busta chiusa e sigillata.
Ma a tutto ciò e alla perseveranza dei lavori in Parlamento si oppone fortemente il settimanale del Vicariato, Roma Sette: “Una decisione, un provvedimento ideologico, una forzatura”. Ma Andrea Catarci, presidente del municipio XI ribatte: “Nessuna ideologia, ma un servizio ai cittadini che costa solo 26 centesimi: il prezzo di una marca da bollo. E nessun abuso di competenze perché si tratta di un documento specificatamente anagrafico”.
