“Il fatto”, giornalismo “travagliato”
In edicola dal 23 settembre “il Fatto quotidiano” ha fatto subito il pieno di lettori.
Marco Travaglio, giornalista sempre più alla ribalta sia per professione sia per apparizioni tv, è il fiore all’occhiello del nuovo giornale. Un prodotto nuovo, deciso, spietato. E soprattutto diverso. Ma è davvero così? L’ennesimo prodotto della stampa nazionale arriva sul palconoscenico mediatico dopo una buona attesa durata alcuni mesi, quando il popolo della rete ha cominciato ad interrogarsi sul ritorno di Travaglio al giornalismo scritto più che televisivo.
Non è questa la novità: Travaglio ha continuato a scrivere sui giornali ma non era, da tempo, tra i fondatori di una nuova idea giornalistica. Da questo punto di vista, l’incontro con Antonio Padellaro ha fatto il resto. Quello che ne risulta, tuttavia, è un giornalismo che rispecchia la falsariga del Travaglio di “Anno Zero”. Il coraggio e l’ironia di informare non mancano, malgrado questo provochi una ripetizione che viene accolta generosamente, ed esaltata, dal popolo di sinistra. Un giornalismo sincero, basato sui fatti, urlato ma spesso unidirezionale e ridondante.
Lo stile. Graffiante, senza scrupoli, ambiguo. Le 20 pagine de “Il fatto quotidiano” rompono qualcosa nel presente editoriale italiano. Ci sono le verità spesso taciute che vengono enfatizzate, sottolineate. Quello che appare, dai primi giorni di pubblicazione, è che calcare la mano su argomenti attuali e su cui altri giornali stanno vendendo copie e facendo registrare un boom di clic, porta lettori non tanto per la notizia quanto per la ripetizione della stessa. In un quadro più ampio si nota uno spazio maggiore, forse troppo, dedicato alla politica e meno attenzione alla cronaca.
La grafica. Come dicono i lettori, dai commenti pubblicati sulla bacheca di Twitter (username @antefatto), il lavoro grafico va migliorato. Da apprezzare l’editoriale tutto in prima pagina, come pochi se ne vedono ormai negli altri quotidiani in edicola. La scelta del colore, rosso, e la mancanza di poche cornici grafiche ad effetto danno un’immagine di un giornale poco giovane.
Info: http://antefatto.it
