Il destino incerto di Telejato
La piccola emittente sicula potrebbe chiudere con lo “switch off ” di giugno 2012
In provincia di Palermo, a Partinico, da tredici anni va in onda una piccolissima emittente, nota per le sue battaglie contro la mafia. Si chiama Telejato e le notizie che tratta riguardano le sue tenaci lotte contro i boss del palermitano.

Pino Maniaci nello studio di Telejato
Ebbene, questo esperimento di informazione – perché altrimenti non potremmo chiamarlo – che lavora in tre piccole stanze, nonostante l’audience e gli ottimi contenuti, potrebbe non resistere. E stavolta non si tratta di battaglie contro la mafia, quanto, piuttosto, dello spostamento sul digitale cui stiamo assistendo da alcuni mesi.
Da giugno 2012, infatti, anche la Sicilia avrà il suo “switch off” e Telejato potrebbe chiudere i battenti perché economicamente impossibilitata ad acquistare le frequenze digitali. La tv, rilevata nel 1999 dall’allora imprenditore edile, attuale direttore, Pino Maniaci, non risponde, infatti, alle caratteristiche economiche imposte dalla legge 112 del 2004, la cosiddetta “legge Gasparri”, artefice del passaggio al digitale, nonostante alcuni coraggiosi imprenditori abbiano deciso di investirvi in pubblicità.
Pur lavorando in queste condizioni, l’emittente mette in campo sempre i suoi servizi, puntualmente, testardamente, rappresentando le esigenze di un territorio difficile. Maniaci, per questo, è piuttosto esposto e in molti pensano che la chiusura dell’emittente possa peggiorare le cose: a farlo fuori la mafia ci ha già provato più volte, ma il giorno dopo lui è sempre stato lì, a fare nomi e cognomi.
Nel tempo altri ancora hanno provato a metterlo in difficoltà: in tredici anni di servizio, Telejato ha collezionato centinaia di querele e Maniaci ha subìto anche denunce da parte di colleghi giornalisti, che lo hanno accusato di esercizio abusivo di professione, perché non iscritto all’Albo dei giornalisti. Un fatto che gli è costato un rinvio a giudizio nel 2009. Un’anomalia tutta italiana, se si riflette soltanto per un secondo sul valore dell’informazione che Maniaci crea ogni singolo giorno, mettendoci la faccia.
Dal prossimo 30 giugno, insomma, tutto questo potrebbe cambiare e Maniaci potrebbe “smettere di dare fastidio”: Telejato non possiede, nè possiederà, i fondi per comprare le frequenze, qualora queste venissero messe in vendita a cifre milionarie. Aiutare una realtà come questa dovrebbe essere sulla lista principale di uno Stato. Sfortunatamente, non sembra questo il caso. Fortunatamente, sul sito www.telejato.it, c’è la possibilità di donare un fondo all’emittente. A oggi sono stati raccolti soltanto 1.900 euro, una cifra ben lontana dagli almeno 10.000 utili a salvare l’emittente. Un risultato che si può ottenere.
(fonte immagine: http://www.rifondazionecomunistasicilia.it)
