Il Colosseo crolla
Allarme crolli al colosseo, i monumenti sono in degrado.
Il crollo dell’intonaco del terzo anello ha fatto scattare l’allarme, una cordata di imprenditori finanzierà il restauro. E’ uno dei monumenti più visitati dell’intero pianeta, è il simbolo di Roma nel mondo, ogni anno milioni di turisti rimangono a bocca aperta nel vedere l’imponenza e la maestosità delle arcate dell’anfiteatro flavio, vero nome del Colosseo, chiamato cosi solo nel medioevo per la vicinanza del Colosso ossia la statua dell’imperatore Nerone.
Iniziato sotto l’imperatore Vespasiano nel 79 d.c e inaugurato dal suo successore Tito per ospitare le lotte dei gladiatori che poi diverranno simbolo stesso dell’impero romano, nel corso dei secoli ha subito tante trasformazioni e notevoli scempi di ogni genere fino a diventare cava di materiale da costruzione ma nonostante tutto è ancora là maestoso ad affascinarci con la sua bellezza e le sue tante storie sorprendenti. Recentemente però al posto delle appassionanti storie dei gladiatori si parla del Colosseo solo per fatti di degrado che poco hanno a che vedere con la gloriosa storia del monumento: infatti il nove maggio è venuto giù dal terzo anello un pezzo di intonaco che si è andato a frantumare sopra l’area espositiva.
Per fortuna il crollo è avvenuto la notte senò avrebbe potuto avere conseguenze più serie visto che è crollato in una zona dove passano continuamente turisti e comitive. Tutto ciò è bastato però per far scattare l’allarme sulla conservazione del monumento e l’ uso improprio che da tempo le grandi manifestazioni e kermesse soprattutto dell’estate romana fanno dell’area archeologica più bella del mondo.Nei giorni scorsi c’è stato un gran parlare del possibile montaggio di una piscina alle spalle del Colosseo nel quadro della manifestazione estiva “All’ ombra del Colosseo” patrocinata dal comune di Roma.
La struttura con annesso solarium deturperebbe la visuale del monumento già messo a dura prova dalla continua affluenza di turisti, dalle guide abusive che stazionano nei suoi dintorni e dallo smog che piano piano stà corrodendo le sue fondamenta. Per non parlare dell’eccessivo costo del biglietto d’ingresso e le kilometiche file che sono costretti a fare i turisti spesso sotto un sole cocente per attraversare i due metal-detector all’ingresso. Inoltre si segnalano l’eccessiva velocità degli automobilisti che spesso non rispettano le strisce perdonali di Via Fori Imperiali a danno e rischio dei turisti che alcune volte sono stati anche investiti da auto pirate e gli scarsi spartitraffico che delimitano l’area archeologica che sono stati causa di incidenti stradali.
L’area archeologica è oggetto da anni di un continuo braccio di ferro tra Soprintendenza e Comune di Roma, infuocatosi dal 2009 quando il sindaco Alemanno e il suo vice Cutrufo hanno scelto il Colosseo come sfondo di una serie di manifestazioni e spettacoli meditatici anche sportivi come gli stand montati in occasione della finale di Champions League di Roma il maggio scorso. La soprintendenza da tempo si barcamnena con i pochi finanziamenti pubblici e fa quel che può per la conservazione del patrimonio artistico romano ma i dati allarmanti su Colosseo recentemente e il crollo della Domus Aurea alcuni mesi fa impongono un ragionamento diverso sulla redistribuzione dei finanziamenti e sul patrocinio degli sponsor per salvare dalla inevitabile distruzione i monumenti..
La confederazione degli archeologi chiede l’intervento del ministro dei beni culturali Sandro Bondi perché si faccia chiarezza sul sistema di gestione dei fondi affidati alle strutture commissariali operanti nel settore dei beni archeologici a Roma e la verifica dei lavori di restauro svolti fino ad ora se sono stati compiuti con la giusta tecnica e maestranza. Di parere opposto appare il sottosegretario ai beni culturali Giro che ha affermato che esiste un piano da 23 milioni di euro per il restauro completo del monumento che sarà realizzato da Roberto Cecchi che non è ancora partito perché si stanno cercando degli sponsor che possano in parte sobbarcarsi il costo totale dell’intervento.
Il sindaco Alemanno e il sovrintendente Broccoli, per nulla preoccupati del crollo hanno annunciato che il capofila della cordata di imprenditori italiani pronti a sponsorizzare il restauro sarà Diego della Valle ma, notizia dell’ultima ora, il sindaco di ritorno da un viaggio in Giappone si dice che abbia trovato anche alcuni imprenditori giapponesi pronti a correre al capezzale del Colosseo per finanziare i restauri. Il tempo a disposizione non è molto, le chiacchieremolto presto dovranno gioco forza lasciare spazio ai lavori concreti se non vogliamo rischiare di perdere uno dei nostri simboli nel mondo di cui andiamo fieri.
