Il 2009 e le stelle cadenti
Angeli, “assassini”, ballerini, presentatori: dall’America fino a casa nostra, quest’anno, ne abbiamo visti fin troppi cadere, per non rialzarsi più. Stelle che sono brillate di luce propria, raggiungendo il massimo splendore con film, telefilm, e programmi televisivi diventati famosi in tutto il mondo.
Il 3 giugno David Carradine, noto a tutti come Bill nella famosa pellicola di Quentin Tarantino “Kill Bill”, è stato trovato morto in una camera d’albergo a Bangkok. A partire dagli anni Settanta l’attore si era dedicato a serie televisive, soprattutto sulle arti marziali, per poi proseguire con la carriera cinematografica vera e propria, mettendo nel curriculum oltre cento film per il cinema, una ventina per la tv e numerosi lavori teatrali a Broadway.
E come dimenticare Farrah Fawcett, l’ex bellissima Charlie’s Angel, sex symbol indiscusso degli anni Settanta: un angelo caduto dopo aver lottato per anni contro un cancro che le venne diagnosticato nel 2006. Scoperta la malattia, le ultime fasi della dolorosa lotta dell’attrice, sono state filmate in un documentario, “The Farrah’s story”, trasmesso dalla NBC, che ha scatenato molte polemiche e critiche.
Mentre la Fawcett ci lasciava il mondo era rimasto di stucco di per la scomparsa improvvisa della stella del Pop, Michael Jackson, personaggio discusso e amato per la sua vita di successo, non priva di stravaganze e lati oscuri.
Un altro caso di cui si è parlato molto è stato quello di Patrick Swayze, che tutti ricordiamo nei panni di Johhny Castle in Dirty Dancing, il film che più di altri l’ha reso famoso: in questa pellicola, Swayze fece sognare milioni di ragazzine che hanno poi salutato il divo piangendo sulle note di Unchained Melody, la colonna sonora di Ghost.
Nel 2008 gli venne diagnosticato un cancro al pancreas: ma dalla scoperta della malattia, Swayze non è rimasto con le mani in mano, recitando in una serie poliziesca e completando insieme alla moglie la sua autobiografia, “The time of my life”, che sarà disponibile dal 29 settembre prossimo.
Dall’America torniamo sui lidi di casa, dove, purtroppo, la televisione italiana, lo scorso 8 settembre, ha subito un brutto colpo, con la perdita di Mike Bongiorno, il papà della televisione italiana, morto d’infarto all’età di 85 anni a Montecarlo. È stato lui, infatti, a presentare “Arrivi e partenze”, il primo programma trasmesso dalla Rai, per poi condurre tanti altri programmi, soprattutto quiz, che rimarranno per sempre nella storia della televisione e nella memoria di tutti, grandi e piccoli.
Tante stelle cadenti, dunque, e tanti fan delusi che, spesso, non riescono ad accettare la morte dei propri idoli, tanto da negarne la morte. In molti ricorderanno l’alone di mistero che ha circondato per anni la scomparsa di Jim Morrison , trovato morto in una camera d’albergo nel lontano luglio del 1971. Il suo mito alimentò diverse leggende popolari secondo le quali Jim non sarebbe mai morto.
Così mentre i fan si dannano l’anima per farsi una ragione della morte dei loro beniamini, essi continuano a brillare nella memoria di tutti, senza mai spegnersi definitivamente.
