I giovani e il sesso precoce
Molti ragazzi hanno il primo rapporto completo a dodici anni.
Se è vero che non esiste un tempo giusto per amare, è altresì preoccupante che oggi molti ragazzi abbiano il primo rapporto completo ad appena 12 anni.
La maggior parte dei ragazzi fa sesso per la prima volta tra i 15 e i 17 anni (19,3% del campione), si è però allargata negli ultimi anni la fascia dei molto precoci: i ragazzini che hanno già avuto un’esperienza completa tra gli 11 e i 13 anni, infatti, sono oggi quattro su cento. I dati sono i risultati di una ricerca condotta dall’ Eurispes- Telefono azzurro su un campione di duemila giovani tra gli undici e i diciotto anni.
Ma come vivono questa esperienza? Il 40,9 per cento del campione dichiara di averla fatta con una persona con la quale ha avuto (o continua ad avere) una storia importante e il 13,3per cento l’ha vissuta con un partner con cui ha, comunque, avuto una storia. E sono più le ragazze a scegliere la “storia importante” per provare il sesso. “È vero, i maschi hanno un atteggiamento molto più concentrato su se stessi e sul bisogno di sperimentarsi – osserva la sociologa Chiara Saraceno – le ragazze romanticizzano, hanno necessità di dire a se stesse “lo faccio perché lo amo”. Ma può darsi che sia un atteggiamento ancora legato allo stereotipo femminile che spinge a giustificare con i sentimenti il desiderio sessuale”.
Una ricerca statunitense suggerisce come unica soluzione al sesso precoce una maggiore libertà e meno controllo da parte dei genitori. Sembra paradossale, eppure è così. Anche se non ci sono prove certe che la rigidità dei genitori rappresenti un incentivo alla trasgressione per i più giovani, è altresì vero che i teenagers che ricevono meno restrizioni diventano più maturi e capaci di scegliere in autonomia, senza sentirsi soffocati dal peso della volontà altrui.
Sarebbe, però, troppo semplice scaricare tutta la responsabilità sui genitori; oggigiorno, non dimentichiamo, che i giovanissimi sono anche influenzati dal web e dai media.
Dietro quei sipari si cela un mondo che parla spesso di sesso. Dai jeans calati che mostrano il bordo (griffato, possibilmente) delle mutande dei maschi, ai reggiseni push-up e spesso imbottiti delle femmine. Tutto sfacciatamente provocatorio, quasi una sfida.
Nei gesti dei giovani c’è solo la voglia impaziente di mostrarsi seduttivi. “E non potrebbe essere altrimenti - commenta Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva – perché il bombardamento di messaggi sessuali che arriva da tv, giornali e soprattutto internet è pesante.
I giovanissimi sono esibizionisti perché lo sono gli adulti. Basta guardare gli spot pubblicitari.
Se poi si va sul pratico, nasce qualche sorpresa. Per esempio, a quanti anni si tende ad avere il primo rapporto sessuale? I risultai della ricerca già citata registrano una leggera diminuzione dell’età negli ultimi cinque anni. Intanto, se gli intervistati hanno risposto con sincerità, stupisce che il numero di adolescenti che “non l’hanno fatto” diminuisca.
Aumenta anche il numero di adolescenti che vive il sesso al di fuori di un rapporto stabile, il così detto “rapporto occasionale”; in questo campo sono i maschietti in testa.
“Del resto – continua la Saraceno – la novità consiste nel fatto che ora i giovani sono diventati protagonisti di se stessi, potendo mettere in rete anche immagini di sesso che li riguardano”.
E i blog che li contengono non si contano. Un segnale, come spiega la sociologa, del bisogno di dimostrare la potenza agevolato dai nuovi mezzi di comunicazione e dalla capacità dei giovani di usarli. D’altronde in famiglia di sesso se ne parla poco e quasi mai, le informazioni i ragazzi se le scambiano tra di loro. Chi si avvicina prima all’esperienza del sesso “diffonde” consigli e soluzioni pratiche agli altri ancora illibati.
Con l’anima in pace di Federico Moccia.
