I giovani e la febbre del gioco
Si abbassa l’età media del primo appuntamento con scommesse e lotterie. Il 40% degli studenti punta su Gratta & Vinci, Lotto, Slot Machine e d eventi sportivi. E lo Stato si lecca i baffi.
Se il calcio è l’oppio dei popoli, come sostiene qualcuno, che dire allora del gioco, pubblico o meno, passatempo popolarissimo che in un modo o nell’altro coinvolge una grossa fetta della popolazione italiana? Ben un terzo dei nostri compatrioti apre regolarmente il borsellino dei risparmi, afferra una moneta e si reca lì, nel negozio autorizzato dove si vendono sogni e un futuro da favola. Come far capire a loro che non vinceranno mai (o quasi) e che anzi, prima di rendersene conto, quelle quattro mura diventeranno la pattumiera dove dritto dritto andranno a finire gli sforzi e le fatiche di un intero mese o di una vita?
Sono circa 15 milioni, il 38 per cento tra i 15 e i 64 anni, gli scommettitori occasionali del Belpaese. Lo rivela un’indagine condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa. E di questi a risultare maggiormente coinvolta sarebbe la popolazione maschile, attestandosi al 50 per cento a fronte del 29,2 per cento delle donne.
Un vero e proprio boom innescato, dopo il monopolio della lotteria Italia, totocalcio e il lotto del passato, dal fenomeno del superenalotto e portato avanti dagli altri suoi figlioli più giovani. E’la febbre da jackpot che ha colpito tutti, ma proprio tutti, soprattutto i giovanissimi, e per questo il fenomeno inizia a preoccupare.
E ‘interessante leggere i risultati di una ricerca condotta dall’Ifc-Cnr fra 45.000 studenti di età compresa fra i 15 ed i 19 anni: “Circa il 40% degli studenti italiani alle scuole superiori, poco meno di un milione di iscritti – si legge nel rapporto - dice di aver giocato i propri soldi almeno una volta nel corso del 2008. Si evidenzia soprattutto che ben il 10,8 per cento dei giocatori, pari a un milione e mezzo di persone, prova l’impulso di giocare somme di denaro sempre più consistenti. Un fenomeno che riguarda il 13,1per cento degli uomini e l’8 per cento delle donne. Tra questi giocatori, il 5,3per cento nasconde addirittura l’entità del denaro speso ai familiari”.
Allo Stato tutto ciò non dispiace visto che il settore dei giochi pubblici ha raccolto lo scorso anno 47,5 miliardi di euro, una cifra pari al 3 per cento del Pil italiano. Alla faccia di tutte le previsioni di calo dei consumi e di maggior risparmio delle famiglie in un periodo di crisi economica, in Italia chi ha meno soldi non se li tiene stretti, anzi, li spende e li spande sperando nel “colpaccio” della vita.
I giochi più popolari tra i ragazzi – informa sempre l’agenzia Agicos – sono il Gratta&Vinci (ci ha giocato nel 2008 il 53per cento degli studenti), il SuperEnalotto (39 per cento) e il Lotto (27 per cento). Accanto ai giochi più tradizionali, gli studenti delle classi IV e V delle scuole superiori sembrano apprezzare altre tipologie di gioco entrate da poco sul mercato regolare: le New Slot le Scommesse sportive in agenzia (la Snai), che negli ultimi anni hanno sostituito in gran parte il cosi detto “picchetto” illegale, il Bingo e il Poker online.
Una scelta, quella di tentare la fortuna sempre sempre più spesso, non sempre ragionata e presa tenendo in considerazione i rischi di una possibile dipendenza da gioco: ma la maggior parte dei giovani, per fortuna, tenta la sorte con la testa sulle spalle: il 54 per cento degli studenti infatti – sempre secondo i risultati della ricerca prima citata – è consapevole delle maggiori possibilità di perdere più che di vincere. Un altro dato interessante riguarda la destinazione delle vincite: la maggior parte dei fortunati occasionali li spende per proprie esigenze personali mentre una quota pari all’8 per cento degli intervistati le reinveste in altri giochi, sperando di vincere ancora.
Più preoccupanti le implicazioni negative sulla vita quotidiana e sulle relazioni familiari che alcuni studenti hanno già sperimentato a causa del gioco: il 24 per cento dei giovani giocatori ha nascosto o ridimensionato le proprie abitudini di gioco ai genitori, il 5 per cento rinuncia a impegni scolastici e/o familiari per giocare, mentre quasi il 12per cento gioca per sfuggire ai problemi personali, per pensare ad altro. Un altro punto che emerge con forza dall’indagine è la richiesta da parte dei ragazzi di informazioni sul gioco, sui divieti previsti e sui rischi a esso connessi.
Ma malgrado la diffusa percezione delle possibili derive patologiche del gioco – il 92 per cento ne è consapevole – il 38 per cento degli studenti oggetto dell’indagine ritiene di non aver sufficienti informazioni a riguardo. Insomma, le autorità invece di favorire la pubblicizzazione del Lotto, Superenalotto, Poker Online e Scommesse sportive dovrebbe diffondere campagne informative sui pericoli che il giocare assiduamente a questi giochi potrebbe comportare, e ha sottolinearlo sono gli stessi giovani che di questi giochi sono tanto appassionati.
