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Gay Pride

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«Premesso che la mia condanna dei fatti di violenza che hanno colpito i gay è totale, sono tuttavia dell’avviso che la manifestazione dell’omosessualità, come anche dell’eterosessualità, in luoghi pubblici debba sempre seguire criteri di buon gusto e di rispettabilità».

È quanto dichiarato il senatore del Pdl, Carlo Giovanardi, in riferimento al Gay Pride. E continua: «A Paola Concia e Franco Grillini ho sempre chiesto cosa c’entri la difesa di un orientamento sessuale diverso con il Gay Pride, nell’ambito del quale le persone ballano nude, si travestono da preti e da suore, irridono alla religione, prendono per i fondelli il Vaticano».

Tutte domande e osservazioni lecite che hanno spinto gli organizzatori a dare delle risposte: «Il Pride è una festa oltre che una rivendicazione di diritti che questo Paese, grazie a questo ceto politico, non ha ancora previsto. In tutta Europa – aggiungono – oltre che in tutto il mondo il giorno del Pride si balla e si canta».

Ma alla risposta si aggiunge la polemica: «Il Pride è una festa. Giovanardi dovrebbe piuttosto preoccuparsi del pessimo spettacolo che la politica sta offrendo agli italiani con la corruzione, lo sfruttamento della prostituzione, il farsi regalare appartamenti e attici, guadagnare in un mese quanto guadagna un cittadino comune in un anno. Non trova Giovanardi che queste siano manifestazioni offensive della morale pubblica?»

E per “sensibilizzare il loro amico ecco l’invito della parlamentare democratica Anna Paola Concia: «Caro Giovanardi sono a chiedertelo con il cuore in mano: partecipa con me al Gay Pride, vieni a vedere chi siamo, a conoscerci per superare quelli che, stando almeno alle tue dichiarazioni, sembrano essere scontati pregiudizi».

E subito rimbalza la palla e torna al mittente che la rispedisce al destinatario asserendo che parteciperà il prossimo anno e solo se quest’anno la manifestazione sarà più composta.

Da qui l’idea degli organizzatori: «Al prossimo Gay Pride ci maschereremo tutti da Giovanardi così il Gay Pride apparirà cosa sera e tutto andrà meglio».

Promessa del segretario dell’associazione radicale Certi Diritti, Sergio Rovasio, che esplode in una “irriverente” critica al senatore: «Certamente con i problemi della crisi, con l’aumento della criminalità mafiosa, con l’aumento dei divorzi,, delle separazioni e del calo demografico; con i costi sempre più alti della politica, avevamo proprio bisogno di sentire da Giovanardi che il problema in Italia oggi è la “sguaiataggine” degli omosessuali e degli eterosessuali».

E nonostante le polemiche, il tira e molla tra organizzatori e il senatore del Pdl, alla fine il Gay Pride è arrivato e ha iniziato ad “invadere” le piazze delle più importanti cittadine italiane. Prima tappa Palermo che ha visto sfilare dieci carri con tanta musica e soprattutto con tanta gente.

E ad invadere la città non c’erano solo omosessuali, lesbiche e transessuali. Accanto a loro, per dimostrare solidarietà, anche gente “comune”!

In testa al corteo Vladimir Luxuria, madrina della manifestazione: «Questo Gay Pride è l’occasione per rilanciare il dibattito sui diritti di gay, lesbiche e transessuali». E dopo tutto quello che si è detto ha dichiarato: «C’è solo un bacio tra uomini di cui bisogna vergognarsi ed è il bacio della marte, i baci di oggi, in questa piazza non possono provocare indignazione. Anzi, guardando questi giovani viene da dire: “beati loro”!».

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