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Francia: è reato negare il genocidio armeno

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La Turchia contro la legge, definita “Discriminatoria e razzista”

Il Parlamento francese ha approvato il 23 gennaio scorso una legge che sanziona e punisce il negazionismo dei genocidi, compreso quello armeno compiuto dai turchi nel corso della Prima Guerra Mondiale (1915-1917). Sale perciò la tensione con la Turchia, che nega l’episodio e minaccia di applicare sanzioni contro la Francia, interrompendo qualsiasi relazione commerciale, ad iniziare dal nucleare.

Fosse comuni di corpi armeni

Fosse comuni di corpi armeni

Il Senato ha approvato la legge con 127 voti a favore e 86 contro, il cui testo era già stato votato dall’Assemblea nazionale lo scorso 22 dicembre. Ora il provvedimento aspetta la firma del presidente Nicolas Sarkozy che ha 15 giorni di tempo per promulgarla. Se venisse approvata, la nuova legge decreterebbe fino a un anno di reclusione e multe da 45.000 euro per chiunque si trovi a negare o minimizzare in modo offensivo l’esistenza del genocidio armeno.

La reazione della Turchia è stata immediata: ”La decisione rappresenta una grave ingiustizia e una totale mancanza di rispetto nei confronti della Turchia”, ha dichiarato il ministro della Giustizia Sadullah Ergin. Toni accesi anche dal premier turco Recep Tayyip Erdogan, che ha accusato la Francia di aver messo i valori europei sotto i piedi, venendo meno ai principi di libertà di espressione del pensiero: “In questo momento siamo ancora nella fase della pazienza. Vedremo come si evolverà il processo. Esporremo il nostro piano di azione a seconda di come vanno le cose”.

Intanto, è stato immediatamente depositato il ricorso presso la Corte Costituzionale da parte di 72 senatori. La proposta di ricorso, per la quale erano necessarie almeno 60 firme, è stata avanzata dai senatori del gruppo radicale dell’RDSE, raccogliendo così le firme di parlamentari appartenenti a diversi schieramenti.

Il governo armeno invece applaude Parigi definendola una data storica sia nei confronti dell’intera popolazione armena che per la difesa più ampia dei diritti umani. La Francia era stata la prima nazione a riconoscere il genocidio armeno del 2001. Tutti i governi turchi, dalla caduta dell’Impero Ottomano in poi, si sono prodigati con ogni mezzo legale per negare fermamente tale genocidio, elemento di forte contrasto con l’Unione Europea.

La stampa turca sta anche insinuando che questa legge di protesta contro quella che in Turchia viene ancora definita una “bugia storica”, abbia in realtà come fine quello di promuovere gli interessi della Francia in Medio Oriente, oltre che essere una mossa strategica in vista delle presidenziali del prossimo 22 aprile. Visti i risultati degli ultimi sondaggi, Sarkozy starebbe cercando di conquistare i voti della popolazione armena, che nella regione transalpina conta la più ampia comunità dell’Europa Occidentale: circa 600.000 persone, 400.000 delle quali nate in Francia.

In reazione agli attacchi di Ankara, il ministro degli Esteri Alain Juppè ha dichiarato: “Spero che i nostri amici turchi non abbiano reazioni eccessive”, invitando la Turchia a mantenere la razionalità senza lanciarsi in attacchi avventati, dato che la legge in questione avrebbe validità legale unicamente in territorio francese. Intanto, già lo scorso mese il governo turco aveva richiamato l’Ambasciatore dalla sede diplomatica di Parigi. Dopo la sospensione della cooperazione militare, dei rapporti politici bilaterali e di alcuni contratti economici, i rapporti tra i due Stati non sembrano destinati a migliorare.

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