Formula 1: iniziata la stagione
Con una grande doppietta la scuderia di Maranello inizia sotto i migliori auspici .L’ordine d’arrivo del primo gran premio stagionale non ha fatto altro che confermare i pronostici della vigilia: la Ferrari sembra aver superato i problemi tecnici e di affidabilità che avevano caratterizzato la scorsa stagione ed è di nuovo davanti a tutti ma la McLaren, orfana del suo partner storico ossia la Mercedes e con il campione del mondo Button in più è molto competitiva.
Rimandata alle gare seguenti la Mercedes che ha monopolizzato tutta la vigilia di questo attesissimo mondiale grazie all’ingaggio del sette volte campione del mondo Michael Schumacher e di Nico Rosberg ma la vettura non è apparsa all’altezza dei migliori. L’altra grande attesa protagonista per la lotta al mondiale, la Red Bull di Vettel ha dimostrato di essere molto competitiva in qualifica, conquistando la pole position ma in gara ha accusato un guasto ad un impianto di scarico quando il pilota tedesco era meritatamente al comando della gara ed alla fine è giunta quarta. Questo rapido resoconto del primo gran premio dell’anno in Bahrain la dice lunga sulle grandi previsioni della vigllia e sull’attendibilità di esse.
L’anomalo mondiale 2009 caratterizzato più da carte bollate e ricorsi che da una competizione agonistica vera e propria, vinto dall’esordiente BrawnGp di Jenson Button è già un ricordo. I grandi team consci della lezione della passata stagione hanno lavorato tutto l’inverno allo sviluppo tecnico delle vetture e i risultati stanno cominciando ad appagare degli sforzi. Accantonato per il momento la guerra FIA-FOTA su un campionato alternativo delle grandi marche l’attenzione dei media si è finalmente concentrata sulla pista e sulle scuderie.
Prima che esplodesse la “Bomba Schumacher” è stata la scuderia di Maranello ad annunciare la prima grande “svolta” rispetto alla passata stagione ingaggiando al posto del deludente Kimi Raikkonen il due volte campione del mondo Fernando Alonso accanto al confermato Felipe Massa al rientro dopo il terribile incidente dello scorso anno a Budapest. I test invernali hanno confermato i progressi tecnici e di affidabilità della macchina e il pilota spagnolo si è subito integrato con il gruppo e il grande risultato del primo gran premio stagionale è un buon viatico per il proseguo della stagione. La notizia che però ha sconvolto il mondo delle corse in generale è stato il rientro di Michael Schumacher dopo tre anni di assenza per ritiro.
La notizia che ha fatto più rumore però non è il vero e proprio rientro ma il nome della scuderia dove si è accasato che non è stata, come si potrebbe immaginare la Ferrari, alla quale il cmpione tedesco deve cinque titoli mondiali ma la debuttante Mercedes di Norbert Haug. I tifosi della Rossa si sono sentiti traditi dal campione tedesco e hanno più volte manifestato il proprio dissenso ma queste sono le corse e solo la vittoria in pista della Ferrari sul “kaiser” tedesco ormai avversario riuscirà a placare la loro ira. I risultati finora danno ragione ai tifosi: la Ferrari sembra imprendibile mentre la scuderia tedesca accusa ancora tanti problemi alla macchina ma siamo ancora alla prima gara ed è presto per fare previsioni.
Il team che sulla carta è più vicino alla “rossa” è la McLaren che dopo una stagione disastrosa ha voglia di riscatto e gli ottimi tempi nei test invernali ne sono la conferma. Al confermatissimo Lewis Hamilton la scuderia di Woking al posto del deludente Kovalainen passato alla Renault si è assicurata le prestazioni nientemeno che del campione del mondo in carica che forma con il campione inglese un duo formidabile. Fin qui i team principali.
Mai come quest’anno però c’è un dislivello di competitività fra i grandi e i piccoli team. L’anno scorso ci eravamo illusi che la forbice di competitività si fosse annullata fra piccoli e grani team come ha dimostrato la vittoria della BrawnGp e le ottime prove della Renault e della Toro Rosso. Quest’anno le varie Williams, Force India, Lotus, almeno da quanto visto dalla prima gara, non sembrano in grado di impensierire i grandi team.
La Renault nonostante l’ ingaggio di due grandi piloti come Robert Kubica e Kovalainen, dopo la tormentata vicenda della spy-story e le conseguenti dimissioni di Flavio Briatore non sembra riuscire a tornare ai livelli di un tempo. Da segnalare nella Lotus il debutto di Bruno Senna, nipote dell’indimenticato campione brasiliano Ayrton, rimasto nel cuore un po’ di tutti noi. Le premesse per una grande stagione ci sono tutte, a noi non resta che goderci lo spettacolo e che vinca il migliore.
