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Fine estate sotto gli alberi

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Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: sensibilizzarci nel rispetto delle foreste.

Sapevate che il 2011 è stato dichiarato dall’Onu l’anno internazionale delle foreste? Dodici mesi per scoprire, proteggere e conservare i nostri polmoni verdi, oggi sempre più malati. Deforestazione, inquinamento e incendi sono infatti i principali responsabili. Insieme alle nostre azioni poco sostenibili.

Mappa del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

C’è bisogno di una maggiore sensibilizzazione verso questo problema, troppo spesso sottovalutato. Ovviamente non vi proporrò di seguire conferenze, lezioni e dibattiti. Sarebbero troppo noiosi e solo le persone realmente interessate al tema parteciperebbero. Invece passeggiare tra le Riserve Naturali più belle della nostra penisola in questi giorni di fine estate, all’ombra degli alberi, è sicuramente un’idea più piacevole.

Una delle Riserve Naturali più antiche d’Europa è quella di Sasso Fratino, un gioiello situato nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, un’immensa distesa verde tra Emilia Romagna e Toscana. Questa è la prima Riserva Naturale Integrale. Qui infatti non si eseguono interventi di alcun genere, non si può apportare nessun cambiamento. Se cade un albero, sarà lasciato lì dov’è. Le piante non subiscono tagli e si riproducono naturalmente, gli equilibri naturali non vengono alterati. Tutto è come la natura vuole che sia.

Se non si può entrare nella Riserva Naturale se non per attività di ricerca, il Parco può essere visitato nella sua interezza, con piacevoli escursioni a piedi o in mountain bike, oppure a cavallo. I sentieri natura per gli amanti del trekking vi faranno attraversare angoli suggestivi che potrebbero sfuggire ai visitatori meno attenti. In questi giorni che vanno incontro all’autunno, il rigoglioso manto verde si trasforma in macchie di colore ambrate e rossastre, cariche di silenzi interrotti dal suono di qualche uccello annidato nella cavità dei tronchi, o dal rumore di una cascata con le sue acque che saltano lungo uno spettacolare affioramento roccioso.

E se i boschi hanno sempre rappresentato nel nostro immaginario qualcosa di incantato, legato al mondo delle favole, dove elfi e gnomi amano gironzolare, non potevano mancare in questo parco luoghi dai nomi suggestivi, come la “Buca delle Fate”, una grotta che si inoltra nella montagna con una galleria ramificata, o le “Marmitte dei Giganti”, cavità scavate nella roccia dall’erosione fluviale. Si attraversa un ponte per poi alzare gli occhi e ammirare una cascata che si getta in un’ampia e limpida pozza di forma circolare. È qui che si trova la marmitta, modellata dal vorticoso movimento delle acque.

Il Parco è una delle aree forestali più pregiate d’Europa dal punto di vista naturalistico. E solo per questo vale la pena visitarlo. In più si trova in un territorio scolpito da centri abitati ricchi di storia e di testimonianze artistiche e architettoniche che si snodano lungo l’Appennino Tosco-emiliano. Un peccato non vedere.

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