Emma Bonino divide il Pd
Si candida alla Regione Lazio e chiede l’appoggio di Bersani. L’ala cattolica non ci sta.
Mentre in casa Pd i vari esponenti di partito discutevano sul nome da proporre come candidato a governatore della Regione Lazio Emma Bonino, stanca di aspettare che qualcuno si ricordasse di lei, ha preso l’iniziativa candidandosi autonomamente: “Per il tango bisogna essere in due. Se il compagno non c’è si finisce per ballare da soli – ha dichiarato la Bonino per spiegare la sua decisione – con Pannella abbiamo sempre detto che alle regionali avremmo presentato liste Bonino – Pannella in tutta Italia, da soli o in coalizione”.
Ora la decisione spetta al segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che con la questione delle alleanze nelle diverse regioni in palio alle elezioni della prossima primavera dovrà muoversi con prontezza e attenzione.
“La sua storia personale, le sue battaglie, la sua esperienza come ministro e in ambito internazionale ne fa non solo una candidata di prestigio ma una figura politica molto autorevole e certamente in grado di vincere le elezioni in una regione in crisi che sconta ancora oggi i disastri economici lasciati dalla destra”: sono le parole a sostegno della candidata radicale pronunciate dai membri della direzione nazionale e del coordinamento politico del Pd Ignazio Marino e Michele Meta.
Appena le agenzie hanno battuto la notizia della candidatura di Emma Bonino la componente cattolica del Pd è passata al contrattacco: “La realtà è che si cercano di nascondere gravi responsabilità politiche del nostro partito che hanno determinato una situazione d’inerzia cui è seguita l’abilità tattica di Bonino e Pannella – hanno dichiarato in una nota gli esponenti Pd del Lazio Giorgio Pasetto, Claudio Moscardelli, Piero Ambrosini, Aurelio Lo Fazio, Michele Marini, Donatina Persichetti e Luciano Di Pietrantonio. – Non è nostra intenzione obiettare sulla qualità della candidata o sulla coerenza del suo percorso politico ma diciamo più semplicemente che a nostro parere Emma Bonino non è il punto di sintesi e di identificazione di una coalizione così articolata e plurale com’è il centrosinistra del Lazio”.
Intanto i sostenitori di Franceschini chiedono le primarie: “La candidatura di Emma Bonino è di indubbia forza ma proprio per questo motivo non può essere vissuta come un’emergenza e deve comunque rappresentare la natura di una coalizione come quella del centrosinistra composta da diverse identità e culture politiche e con una cultura sociale molto radicata nel mondo del lavoro oltre che dell’impresa”.
E proprio di questo si è discusso durante il congresso regionale, come ha raccontato il segretario regionale del Pd Alessandro Mazzoli. Alla riunione, a cui hanno preso parte diversi deputati, senatori e amministratori, nessun commento è arrivato dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti che ha abbandonato la seduta per primo lasciando i suoi colleghi nel dubbio: Bonino si, Bonino no!
Nel trambusto più generale Pier Ferdinando Casini ha preso le distanze dalla candidata anticlericale per eccellenza e ha fatto sapere subito che “se i candidati sono Bonino e Polverini (sindacalista dell’Ugl scelta da Fini e Berlusconi) noi siamo con la Polverini”.
“Per il Pd sostenere la mia candidatura è una grande opportunità per uscire dal pantano – ha dichiarato la Bonino, Vicepresidente del senato in carica, affrontando la questione dell’appoggio o meno che potrebbe arrivare dal Partito Democratico – una proposta in grado di offrire un’alternativa liberale credibile a tutti quegli elettori di destra e di sinistra stufi della mancanza di democrazia in un Paese dove le leggi e le regole si cambiano in corso d’opera. Se io correrò da sola o per la coalizione dipenderà dalle scelte del segretario nazionale del Pd e io aspetto di vedere il segnale giusto. Io parlo con molta disponibilità con tutti – ha concluso – non sempre però avviene l’opposto”.
Secondo Bersani il partito sta seguendo un filo logico, ma in realtà gli interrogativi del Pd per le regionali rispecchiano le tanti discussioni che da quando il partito è nato avvengono su questioni nazionali e generali: Radicali o componente cattolica del Pd? Udc o Di Pietro?
In sintesi: Casini esclude Di Pietro e viceversa, l’appoggio alla Bonino nel Lazio, anche se a giudicare dalle prime reazioni è molto ben visto dalla base, significherebbe l’uscita dal Partito della Binetti e di altri esponenti dell’ala cattolica, oltre che l’appoggio dell’Udc di Casini a Renata Polverini, leader sindacale dell’Ugl e candidata del Pdl alle regionali del lazio. Insomma le regionali saranno sicuramente un altro test importante per capire il destino del Pd nel panorama politico italiano. Per ora Bersani si trova ancora in mezzo al guado delle alleanze incrociate
