E’ nel traffico il vero Far West
Sempre più litigiosi gli italiani al volante. Il clacson è l’ultimo tra i motivi.
“Ma va a morì ammazzato!” e poi: “Ma chi ti ha dato la patente, Topo Gigio?” e ancora: “Ma che ti venisse un colpo pirata della strada”: con tutta probabilità sono queste le tre frasi candidate all’Oscar dell’insulto per la strada, una disciplina non ancora realizzabile, ma solo perché le carene delle autovetture non hanno ancora installate orecchie o recettori in grado di memorizzare e riportare quello che sono costrette ad ascoltare ogni giorno. Si tratta di un premio immaginario, ma quanto sarebbe divertente sapere qual è il maleaugurio più usato dagli italiani? Di sicuro vincerebbe uno in romanesco, ma anche nelle altre parti d’Italia si difenderebbero bene.
Il contesto è noto a tutti gli automobilisti, scene da ogni giorno. Basta un niente, ad esempio un semaforo nell’ora di punta: una vettura in pole position, l’attesa insopportabile della carovana che troppo lentamente sta eseguendo il deflusso verso casa. In più si è stanchi al termine di una dura giornata lavorativa, aggiungi qualche goccia di pioggia che costringe l’avviamento di un tergicristallo cigolante. Fa freddo. Scatta il verde e con esso un colpo di clacson della prima macchina inseguitrice. C’è agitazione, arriva un insulto per la mancata accelerazione della prima in ripresa stile Formula uno. Saltano i nervi, si abbandona la propria identità, l’offeso scende dalla macchina e qui inizia il far west senza esclusione di colpi. Siamo un popolo con l’animo da lottatore quando impugna il volante e si mette in sella alla quattro ruote fiammante. Poi lo scenario si incattivisce in presenza, accanto ai contendenti, di donne davanti alle quali non poter assolutamente sfigurare. Dal paesino alle metropoli, ogni incrocio diventa un potenziale ring.
Ben 28 milioni di automobilisti, secondo una ricerca realizzata da TNS Italia per Assicurazione.it, abbastanza frequentemente non le mandano a dire al verificarsi di un imprevisto nel traffico cittadino. Succede sempre, non appena un corpo estraneo si permette di deviare la rotta costringendo a un repentino cambio di strategia nella manovra o all’occorrenza di episodi simili. Jekyl diventa Hiyde e si rende responsabile di atteggiamenti inenarrabili, paroliere di concetti al limite estremo della volgarità, autore di gesti degni di un capo ultrà da stadio. Il 59 per cento degli intervistati scaglia fulmini, soprattutto in occasione di manovre pericolose per la sua incolumità, pensate e messe in scena dal potenziale assassino di turno. Un cambio di corsia senza preavviso, una frenata troppo brusca o un sorpasso criminale fanno andare in bestia e sono le trasgressioni meno tollerate. In 17 milioni invece (il 52 per cento), dedicano volentieri un augurio appassionato a chi “dimentica” di dare la precedenza e si intrufola furbescamente a razzo in rotonda senza aspettare il proprio turno. Botte da orbi vanno spesso in scena ogniqualvolta un altro mezzo di trasporto ostruisce la carreggiata e blocca il traffico degli altri veicoli(41 per cento). Il talento dell’italiano nel mettere le quattro frecce su percorsi super trafficati, si sa, è unico al mondo e questo lo contraddistingue. Quando ci sono le quattro frecce si può fare di tutto. Come per dire “Io ho avvisato, che vuole mo’ questo che mi suona”. Infatti il clacson secondo l’indagine ormai intimorisce solo il 18 per cento dei guidatori e si trova all’ultimo posto nei motivi di litigio on the road. Sta diventando un suono abituale, non gli si presta più attenzione, è quasi inutile ormai come quello dell’antifurto da appartamento.
In effetti capita spesso di interpellarsi di quale infanzia disagiata abbia vissuto lo spericolato appena transitato a un centimetro del nostro specchietto mentre andava a tutta velocità fra i sentieri cittadini in piena notte. Una delle spiegazioni è che commettendo infrazioni di ogni sorta è molto probabile farla franca agli occhi della legge. Ben il 63 per cento delle manovre mozzafiato viene effettuato lontano da volanti e autovelox e quindi passa inosservato. Quindi bisogna farsi giustizia da sé, o a parole minacciando il nemico redarguendolo nel caso gli venga in mente di ripetere il gesto in un’altra occasione, o passando direttamente ai fatti. Frenata improvvisa, sangue alla testa, uscita repentina dei due protagonisti dall’auto e zuffa colossale col seguito all’ospedale più vicino al misfatto. Scene da guerriglia urbana di quotidiana normalità. Così com’è ormai routine infrangere il codice stradale. Ne sanno qualcosa il 56 per cento delle persone intervistate, improvvisi Giancarlo Fisichella dal momento dell’accensione, ma fermati frequentemente per eccesso di velocità. Auricolari e vivavoce sono invece oggetti misteriosi per il 52 per cento, usualmente fermato mentre regge un telefono cellulare all’orecchio, trattandolo come fedele compagno di viaggio. Chissà se questi almeno stanno chiacchierando a proposito del tragitto da seguire. Non sarebbe una scusante, ma almeno una storia credibilissima da raccontare al posto di blocco. Semaforo rosso invisibile invece per un terzo del campione, indifferente ai diversi colori dell’indicatore di precedenza all’incrocio.
Beh, attenzione nelle tranquille gite fuori porta con pranzo al sacco, tipiche domeniche in famiglia: se da quelle parti appare anche il tamarro sul proprio fuoristrada aggressivo,dentro il cestino del pic-nic, fra un panino e il fiasco di vino, sarà indispensabile nascondere anche fionde e oggetti contundenti. Così, tanto per non risultare impreparati se al momento di uno stop dovesse scoppiare il finimondo.
