E’ nato Imhalal, il google islamico
Un motore di ricerca sensibile alle parole e alle immagini proibite
La diffusione di Internet nel mondo ha segnato un nuovo passo verso la modernità, ma ha prodotto anche alcuni effetti indesiderati. Non c’è dubbio, infatti, che il libero accesso a informazioni, prodotti, idee e notizie ha accorciato di molto le distanze, ma la riduzione degli spazi ha anche portato nelle case di alcune persone contenuti e immagini offensivi per la propria sensibilità o il proprio credo, senza che loro lo volessero o se ne rendessero conto.
Così i credenti di molte fedi, nonostante antivirus, antispam, parental control, parental guidance e blocchi di accesso veri e propri, negli ultimi anni hanno rinunciato ad utilizzare questa formidabile risorsa, per evitare foto, articoli o pagine web che potrebbero essere in conflitto con la propria fede.
Negli ultimi mesi, per risolvere questo problema, sono stati fatti nuovi tentativi: se già esistevano Cathoogle, una versione di google sensibile alle regole del Cattolicesimo e Seekfind, motore di ricerca Cristiano, ora è nato anche Koogle, motore di ricerca per una navigazione kosher progettato per seguire i dettami dell’Ebraismo ortodosso, e Imhalal, motore di ricerca basato sulle credenze, gli usi e i costumi dell’Islam, sensibile a immagini e parole proibite.
Tutti questi motori di ricerca nascono con l’obiettivo di permettere ai credenti osservanti di utilizzare il web con la garanzia di non incorrere, ad esempio, in materiali pornografici, offensivi per la propria morale, o contrari al proprio credo. Con l’aiuto di filtri impostati al suo interno il motore di ricerca seleziona le pagine web da includere o escludere durante la navigazione, proponendo all’utente i risultati più adatti depurati dalle possibili sorprese indesiderate.
Imhalal (che significa: “io sono lecito”) è l’ultimo nato tra questi motori di ricerca. Halal è il termine che nella religione musulmana indica ciò che è lecito e corretto. E’ contrapposto ad “haram”, “il proibito”. Il suo fondatore, Reza Sardeha, un giovane irano-kuwaitiano che vive in Olanda, assieme ad alcuni amici, ha deciso di creare questo nuovo motore di ricerca con lo scopo di proporre un’alternativa valida a tutti i navigatori musulmani osservanti. Imhalal, come dichiara Reza Sardeha, non vuole essere un sito di censura, ma piuttosto una guida, che lasci all’utente la libertà di scegliere.
Ma come funziona? Quando si digita una parola chiave per la ricerca, ad esempio “sex”, un avviso informerà l’utente che la parola ricercata potrebbe avere un livello haram di due su tre. Se si è sicuri dell’esattezza della parola si può continuare comunque a navigare e il motore di ricerca selezionerà pagine in cui il sesso è citato come materia di studio o parte di notizie giornalistiche, ed escluderà automaticamente materiali, ad esempio foto o filmati pornografici, che possono risultare haram e quindi proibiti.
Reza Sardeha ha grandi speranze riguardo la fortuna del suo progetto e spera che si possa diffondere a livello mondiale tra i navigatori musulmani. Certo è che, se useranno Imhalal, gli utenti saranno liberi di decidere con coscienza se violare o meno le prescrizioni della propria religione. La libertà, almeno nella rete, resta garantita: Imhalal si può installare per scelta e chiunque non intenda sottostare ad alcun tipo di controllo può sempre scegliere uno dei tanti altri motori di ricerca non sensibili esistenti.
Informazioni:
http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/tecnologia/motore-ricerca-islamico/motore-ricerca-islamico/motore-ricerca-islamico.html
http://www.jpost.com/servlet/Satellite?pagename=JPost/JPArticle/ShowFull&cid=1251804465726
Foto: http://www.comuniclab.it
