E’ arrivata la dieta genetica
Basta con le diete del minestrone, del riso e del cocco. Non si contano le diete che ci vengono proposte su riviste e tv: tutte ci propongono regole rigide per la cottura, per gli abbinamenti tra cibi, tutte ci costringono a mangiare alimenti che magari ci risultano disgustosi, a pesare le quantità, a contare i maccheroni, tutte sono generiche e, anche se personalizzate, non sono in realtà personali.
Ora è arrivata la g-diet . La nutrigenetica ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, infatti, l’analisi del DNA non viene utilizzata solamente per i test di paternità, ma anche per formulare una dieta personale, non personalizzata.
Il G-diet è stato studiato dalla G&life Srl all’interno dell’ Area Science Park di Trieste, e consiste in un tampone, con cui si preleva un campione di saliva, un test del gusto amaro e un questionario da compilare sullo stile di vita praticato. Il tutto va inviato all’azienda, in modo che i laboratori interni possano analizzare il nostro Dna e fornire il profilo genetico rappresentato per aree metaboliche e un piano nutrizionale calibrato non solo sul nostro genoma, ma anche sul nostro gusto e le nostre abitudini alimentari, rilevando predisposizioni a osteoporosi, diabete e malattie cardiovascolari. I consigli nutrizionali possono esser utili, però, non solo per perdere qualche chiletto di troppo, ma possono avere anche uno scopo preventivo e anti-aging. In questo caso è possibile acquistare solo g-profile, la confezione che contiene il solo tampone per il campione della saliva: i genetisti dell’azienda rinvieranno al cliente il profilo genetico con le indicazioni circa le abitudini, alimentari e non, da adottare per il nostro benessere, senza piano nutrizionale personale. Il profilo di g-profile potrà sempre esser valutato da nutrizionisti di nostra fiducia.
Per chi comunque non dovesse fidarsi di inviare le proprie informazioni genetiche via posta, in Italia è stata di recente presentata anche un’altra soluzione: il test DNA Vitalybra , dove è il farmacista autorizzato dall’azienda Planet srl, a raccogliere il campione, sempre tramite un tampone orale, e a farlo analizzare per avere le informazioni genetiche necessarie.
Oltreoceano, invece, sta dilagando la Cookie Diet, che, al contrario dei piani nutrizionali basati sul DNA nostrani, non ha ricevuto alcun plauso dal mondo scientifico. La dieta, già provata da mezzo milione di statunitensi, si basa su questi speciali biscottini iperproteici, che vanno abbinati solo ad un pasto leggero come un pollo bollito o verdura. L’organismo viene, però, privato anche di sostanze importanti come vitamine, potassio, sali minerali. Inoltre il costo di questi speciali biscotti non è tra i più popolari, infatti una scatola della durata di una settimana costa 39 dollari.
Naturalmente, anche se siamo in periodo natalizio e un antesignano di questa dieta dei biscotti potrebbe considerarsi proprio Babbo Natale, la Cookie Diet è sconsigliata dagli esperti, secondo i quali potrebbe provocare pesanti effetti collaterali come calcoli biliari, palpitazioni cardiache e problemi epatici.
