Donne da Nobel
Consegnati i Premi Nobel per la Pace a tre donne
Tre donne che fanno Primavera e poco importa se ci troviamo a due settimane da Natale. Sabato scorso, a Oslo, sono stati consegnati i Premi Nobel per la Pace a Ellen Johnson Sirleaf, presidente della Liberia, Leymah Gbowee, pacifista sua connazionale, e Tawakkol Karman, attivista yemenita.
La Cerimonia si è svolta nella sede del comune di Oslo, alla presenza della Famiglia Reale norvegese, nella stessa data in cui si è celebrato il 63’ anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani.
Concomitanza tutt’altro che casuale in questo 2011. Un anno in cui è stato compiuto un passo fondamentale nella lotta per la libertà e la democrazia, in Paesi stritolati da dittature e abusi di potere per mano di leader che, quando è stato il momento, non hanno esitato a sparare sul proprio popolo.
La scelta di premiare tre donne, però, ha anche un altro valore simbolico che Thorbjoern Jaglan, presidente della Commissione norvegese, ha voluto sottolineare. Con un occhio di riguardo a quanto sta accadendo in Siria e agli sviluppi delle sommosse in Yemen, ha affermato: “La Primavera Araba diventerà un nuovo inverno, se le donne saranno tagliate fuori un’altra volta”.
La Liberia, Paese dilaniato da una guerra civile che in quattordici anni ha causato la morte di oltre 250 mila persone, dal 2005 si è fatta portatrice del nuovo ruolo delle donne, scegliendo come capo di Stato Ellen Johnson Sirleaf, primo presidente in rosa del Continente africano, riconfermata il mese scorso.
Fautrice della battaglia per l’emancipazione femminile, ha ribadito l’invito a tutte le donne, affinché “alzino la propria voce per raggiungere la libertà”. Le fa eco Leymah Gbowee, ideatrice dello sciopero del sesso, durante i sanguinosi scontri che hanno dilaniato la Liberia fino a pochi anni fa.
Un’iniziativa ispirata all’antica Grecia, basata su un principio lampante: dove non c’è pace, non ci sono nemmeno donne. In questo modo, è riuscita a partecipare al tavolo delle trattative fissato dal passato regime di Charles Taylor.
Tawakkol Karman rappresenta invece il volto delle proteste in Yemen contro Ali Abdullah Saleh. Membro del partito islamico Al Islah, “Giornalista senza catene”, come ama definirsi, ha fondato l’omonima associazione e il suo arresto ha contribuito a scatenare la mobilitazione contro il regime yemenita.
Prima donna araba a ricevere il Premio Nobel, denuncia però lo scarso interesse dell’Occidente alle rivolte nel suo Paese. Afferma, infatti, che “La situazione in Yemen non ha ottenuto la stessa attenzione internazionale delle altre rivoluzioni nella regione”. E se lo dice un Premio Nobel…

