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Diavoli all’inferno, Viola in purgatorio

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Nella prima giornata degli ottavi di Champion’s League il Milan, sette volte campione d’Europa, cade giù all’inferno, in casa propria, per mano dei diavoli rossi del Manchester. Lo striscione di fronte alla curva Sud, esposto prima del calcio d’inizio, parlava già chiaro: “Capire tu non puoi. Tu chiamale se vuoi… emozioni!”. Certamente le  emozioni non sono mancate, come del resto non mancheranno al ritorno.L’ottima prestazione di Ronaldinho e gli inserimenti d’ Inzaghi e Seedorf, eseguiti forse troppo tardi, non sono serviti a molto se non ad illudere gli 80.000 presenti allo stadio S.Siro;  il risultato finale è stato, oltre al 2-3, il rammarico del Milan per una partita immeritatamente persa e un’ipoteca sul passaggio ai quarti per il cinico Manchester, che ha saputo finalizzare tre dei sei tiri verso la zona controllata da Dida, protagonista di una serata che si ricorderà lungamente.

Per Leonardo e la sua squadra sarà necessario chiudere il match di ritorno con almeno 2 reti di scarto. A detta dello stesso tecnico rossonero intervistato nel post partita: Non è finita. Vincere 2-0 all’Old Trafford sarebbe normale”. Se lo dice Leo c’è da star tranquilli, ma avrà il coraggio di schierare quattro attaccanti e levare un centrocampista quando già si intravedranno le fiamme dell’inferno che, anche se sono ordinaria amministrazione nell’habitat dei diavoli, non sono certo un buon segnale?

Anche i Viola si sono complicati la vita con il Bayern Monaco.

Durante il recupero del primo tempo subiscono  una rete su rigore e poi, una volta pareggiato il risultato, viene espulso ingiustamente Gobbi. Infine la squadra di casa  raddoppia in nettissimo fuorigioco a pochi minuti dalla fine. Sia l’espulsione che il secondo gol del Bayern sono figli di una serataccia dell’arbitro. Il bilancio è di 2-1:  nell’attesa del ritorno, previsto per il 9 marzo, Firenze avrà il suo purgatorio, esattamente come l’illustre cittadino  Dante aveva immaginato.

Osservando questi ottavi sembrerebbe quasi che le italiane stiano soffrendo del medesimo “male” dell’Inter, stato d’animo che impedisce di approdare ai quarti e che lascia il cratere a volute una mera utopia.  La Beneamata potrà ancora crogiolarsi in paradiso per qualche giorno, solo perché non ha mai commesso peccati e non ha ancora giocato. Le statistiche parlano chiaro: l’Inter e i quarti di Champion’s League sono concetti  che non si correlano facilmente. Speriamo che le prestazioni delle altre italiane siano un efficace stimolo per l’Internazionale e che Carlo Ancelotti, attuale allenatore del Chelsea, non abbia ancora fame di vittorie e sete di rivalsa nei confronti di Mourinho.

Nell’attesa che si giochino le partite di ritorno possiamo solo  tifare Inter, indipendentemente dalle fedi calcistiche: infatti, qualora quest’ anno e il prossimo le prestazioni delle squadre italiane ricalcassero quelle dell’anno scorso di Juventus, Roma e della stessa Inter, in futuro si rischierebbe di avere a disposizione solo 3 posti in Europa  invece che i 4 attuali.

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