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Crolla il prezzo dell’uva: è rivolta

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La vendemmia 2009 dovrebbe essere ottima per qualità. Ma i viticoltori non sono contenti. Svalutazione complessiva del prodotto rischia di ricadere anche sui terreni dove le uve sono coltivate. La situazione è seria, soprattutto in Sicilia, dove ottocento viticoltori rischiano prima di vedere diminuiti drasticamente i loro compensi, poi di rimanere senza lavoro.

Sabato 12 settembre cento vignaioli hanno occupato la cantina La Torre di Racalmuto, in provincia di Agrigento, per chiedere l’intervento dello stato e della Regione. La zona è quella dove viene prodotto il pregiato e famoso Nero d’Avola. All’occupazione hanno partecipato i sindaci di Racalmuto e Grotte e anche la Cia, la Confederazione Italiana Agricoltura, ha dato il suo appoggio alla protesta.

Il sindaco di Racalmuto,  Salvatore Petrotto,  sentito da Ghigliottina, ha deciso di spiegarci i motivi della protesta tramite il blog da lui curato. “Per l’anno 2008 – si legge nel sito – i viticoltori che conferiscono l’uva alla cantina La Torre hanno ricevuto un acconto di circa 10 centesimi al chilogrammo e in alcuni casi di 7 centesimi, e attendono ancora il saldo dei rimanenti 5 centesimi per chilogrammo. E lo stesso sta accadendo quest’anno. Il basso prezzo dell’uva venduta alla cantina – aggiunge il sindaco Petrotto – ha prodotto un disastroso effetto domino anche sul prezzo di tutte le uve siciliane, coinvolgendo anche quei  viticoltori che vendono ad altri acquirenti il proprio raccolto.”

Il sindaco della cittadina agrigentina chiede il rinnovamento della classe manageriale della cantina e lo sviluppo di strategie di marketing che possano riportare l’azienda agli antichi splendori. Un’azienda, la Torre di Racalmuto, che ha ricevuto negli anni riconoscimenti e premi e che oggi, senza l’intervento delle autorità regionali e nazionali, rischia di chiudere. Le autorità locali hanno spedito una lettera alle più alte cariche dello Stato e della Regione chiedendo  interventi economici urgenti per arginare la crisi.

Qualche risposta è arrivata: l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino, ha organizzato un incontro con i sindaci e le altre autorità provinciali che si terrà oggi, lunedì 21 settembre, e l’occupazione della cantina è stata per il momento sospesa. Ma se il confronto non dovesse andare a buon fine le proteste riprenderanno.

La crisi del settore riguarda anche il resto della penisola, ma nelle altre regioni stanno studiando soluzioni più efficaci per evitare che le cantine si trovino in crisi. In Toscana è il mondo delle Cooperative a tendere la mano ai viticoltori. La Confcooperative di Siena ha stipulato una convenzione con sei banche di credito senesi: l’accordo permetterà a tutti i viticoltori iscritti alle tre cantine sociali della confederazione senese – Agricoltori del Chianti Geografico, Vecchia Cantina di Montepulciano, Viticoltori Senesi Aretini – di ricevere immediatamente il pagamento dell’uva, senza attendere i normali tempi tecnici che prevedevano qualche mese d’attesa per la remunerazione.

Gli agricoltori senesi potranno così procedere con gli investimenti e le spese tecniche necessarie per ottenere un ottimo Chianti, Montepulciano e Brunello.

Bibliografia:

http://ilpaesedisciascia.blogspot.com/search/label/Agricoltura

http://www.toscana.confcooperative.it/default.aspx

Foto: http://www.pensierinblu.com

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