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Come “Educare alle regole”

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Un libro sulle difficoltà dei giovani a comprendere le norme della società.

Giovani sempre più fuori controllo, che crescono apparentemente troppo in fretta. Ragazzi che rifiutano ogni sorta di regola. “Educare alle regole”(Erickson) affronta le difficoltà degli adolescenti nel comprendere e rispettare le norme.

Con “rispettare le regole” non si intende il rispetto singolo di questa o quella norma, ma di “regole” intese come senso del limite, della misura, del saper vivere in società, cosa che al giorno d’oggi i nostri adolescenti conoscono ben poco. E’ un concetto che sta alla base della nostra cultura, del nostro vivere, ma che forse, nella confusione delle lingue e nell’intersezione dei linguaggi, è andato smarrito.

Non si può a questo punto non rivolgere un ammonimento anche agli adulti, ai genitori, a tutti coloro che sono chiamati, in una veste piuttosto che in un’altra, ad educare l’uomo del domani. A loro compete la grave responsabilità di educare i giovani, di far capire loro il ruolo che avranno nel futuro, fornendogli strumenti necessari affiché possano essere in grado di vivere al meglio, di conseguenza anche la capacità di cogliere e far proprie tutte  quelle norme sottese.

Porsi al livello del ragazzo, rendersi amico tra gli amici, non sortirà alcun effetto, se non quello di spianargli la strada verso la ribellione.

Non è un compito semplice, bisogna avere la massima pazienza e autorevolezza per far capire ai giovani d’oggi perché sia importante darsi, e non solo attenersi alle regole. Bisogna far in modo che il ragazzo possa essere in grado di capire autonomamente le ragioni dell’esistenza di queste e del perché poi vadano rispettate.

Tutto questo è “Educare alle regole”, un testo attualissimo, che fornisce una serie di materiali e di strumenti costruiti attorno al concetto di regola, riuscendo a darne il giusto valore e rispetto, segreto massimo del saper educare.

L’essere dell’uomo non si forma attraverso il piacere, attraverso la massima accondiscendenza, con il facile permissivismo che genera ragazzi come quelli che abbiamo oggi. I giovani vanno educati dando loro responsabilità, dando loro compiti ben precisi, i quali richiedono regole ben precise.  I ragazzi vanno educati e non lasciati a se stessi. Dobbiamo essere in grado di vedere ciò che è e ciò che dovrà essere colui che per un breve tratto di strada ci è stato affidato come un dono da custodire e far crescere.

Gianluca Daffi, laureato in psicologia, collabora con il Dipartimento di Psicologia dell’università Cattolica di Milano e con lo SPAEE (Servizio di Psicologia dell’Apprendimento in età evolutiva) per lo stesso ateneo. Insegna presso vari enti pubblici e privati nell’ambito dei percorsi per l’assolvimento dell’obbligo formativo.

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