Come è facile cadere
Si mormorava avesse già in tasca il premio della critica per il miglior testo e, invece, Marco Castoldi, in arte Morgan, non parteciperà all’edizione 2010 del Festival della canzone italiana. Almeno non come concorrente ufficiale della gara, perché i colpi di scena a Sanremo sono ben accetti (si sa!) e resta viva l’ipotesi di una sua presenza come ospite.
Ormai noto il fatto: le dichiarazioni infelici di Morgan al mensile Max sull’uso della droga come antidepressivo. Immediata la burrasca mediatica che ha oscurato la sensibile portata artistica e musicale dell’eclettico artista. L’esclusione dalla kermesse sanremese, decisa d’intesa dal direttore di Raiuno, Mauro Mazza, con il direttore generale, Mauro Masi, e il direttore artistico del Festival, Gianmarco Mazzi, ha fatto il giro di telegiornali, talk show, arene e salotti televisivi.
Il pentimento, sull’approccio leggero al tema spinoso della droga, a Radio Gioventù durante il confronto con il ministro delle Politiche giovanili Giorgia Meloni, è proseguito a Porta a Porta. Morgan ha raccontato della depressione in cui è scivolato e del percorso di recupero intrapreso due anni fa, delle terapie inadatte (“Non si passa da una sostanza tossica a un’altra”) e del suo amore per la figlia e la musica (“la parte buona di me”).
Come spesso accade, l’Italia si è divisa. Molti i colleghi scesi in difesa di Castoldi e contro una demonizzazione ipocrita del singolo: Claudia Mori, Pupo, Vasco Rossi, Ivano Fossati, solo per citarne alcuni. La voce politica non si è risparmiata. Stilata di pareri duri dal centro-destra: Gasparri e La Russa plaudono all’espulsione, il leghista Castelli etichetta Morgan, alla pari dei drogati, come un complice della mafia, il trio di deputate del Pdl Alessandra Mussolini, Gabriella Carlucci e Mariella Bocciardo chiedono il test anti-dopping per tutti i cantanti del concorso canoro. Toni più morbidi, invece, per il Pd che, con Pier Luigi Bersani e Livia Turco, ha auspicato il perdono.
L’Italia, in Europa, registra il più alto consumo di cocaina, (con spese abituali che sfiorano i 4mila euro al mese) con il 3,2% dei giovani tra i 15 e i 34 anni. E’ curiosa la passione spasmodica per la vicenda che, sulla scia dell’emulazione, giustifica la ghettizzazione o l’eliminazione fisica del problema (caso Roberto Cucchi, per esempio) piuttosto che una più limpida politica di contrasto e controllo della droga a livello nazionale e internazionale. A partire magari dalle stesse aule parlamentari (come non ricordare l’illuminante inchiesta delle Iene per la quale il 60% dei deputati rifiutò il test anti-droga).
Il brano “La sera” avrebbe segnato il ritorno dell’ex Bluvertigo alla competizione dell’Ariston. La lucida follia del discusso giudice di X-Factor è inciampata nel cliché umano della superficialità. Il periodo di sbandamento passerà, l’eco della polemica aleggerà a Sanremo ancora per un po’.
