Classifica: gli Hotel più sporchi del mondo
Alla BIT la Borsa Internazionale del turismo 2010 le Regioni Italiane puntano molto sul web. La regione Liguria ha presentato il nuovo portale che raccoglierà l’intera offerta turistica della Regione con possibilità di prenotazione online e verifica istantanea della disponibilità alberghiera (www.turismoinliguria.it).
La Regione Piemonte mira a creare una Snow Tribe attraverso la creazione di una community virtuale. La Regione Toscana investe su una campagna web che cercherà di recuperare la perdita di turisti stranieri del 2009.
Dall’altro lato è proprio il web e in particolare il social network Tripadvisor a creare qualche problema agli albergatori. Tripadvisor raccoglie recensioni, anonime celate da nickname, da parte di viaggiatori in merito ad hotel, villaggi e residence. Le recensioni spesso sono corredate da foto. Come ogni anno il sito ha di recente pubblicato la classifica degli hotel più sporchi d’Italia e degli altr Paesi del mondo, basandosi sulla totalità delle recensioni ricevute dall’hotel. Tra questi alcuni hotel romani, sardi, uno fiorentino e uno calabro. Gli albergatori naturalmente hanno protestato, come già nel 2009, accusando una grave danno d’immagine.
Gli operatori lamentano che la propria reputazione on line sia in balia di utenti anonimi dietro cui si possono celare competitor e concorrenti. Sos albergatori, un’associazione di imprenditori riminesi del settore, ha infatti effettuato un esperimento per dimostrare la facilità di scrivere recensioni diffamanti o al contrario celebrative senza alcun controllo di veridicità. A livello internazionale la rivista Travel and Leisure ha condotto un’inchiesta dove il giornalista è riuscito a scrivere una recensione negativa riguardo un hotel che non era ancora stato inaugurato.”La recensione o review viene persino indicizzata su Google e quindi diviene subito visibile nella maggior parte dei casi quando cerchiamo sul motore di ricerca il nome dell’hotel” lamentano gli esercenti.
Il sito internet Tripadvisor si difende adducendo che non certo una singola recensione può far entrare nella classifica una struttura ma in base ad una numerosa compagine di review si possa stilare un elenco attendibile. In realtà non si tratterebbe solo di un singolo sito ma dell’intera rete e delle opinioni che circolano inesorabilmente su questa, salvando, però, siti come Venere, Bookings e Tablethotels dove le recensioni vengono scritte da clienti che realmente hanno soggiornato nella struttura.
Fenomeno che si sta sviluppando, come denuncia il sito Turismo e Consigli, è il ricatto del cliente. Alcune persone infatti cercano di ottenere uno sconto sul proprio soggiorno, minacciando una cattiva recensione su Tripadvisor.
Enrico Ferretti, titolare di una web agency e ideatore del sito Turismo e Consigli, ha creato il progetto “Albergo Sicuro”, in collaborazione con Codacons e Comitas (Coordinamento micro-piccole-medie imprese per la tutela e assistenza). Gli albergatori vittime di false recensioni potranno avvalersi di assistenza legale gratuita se iscritti al Comitas. Il progetto mira anche a redigere delle linee guida per gli stessi siti per non permettere queste pratiche di concorrenza sleale: ad esempio impedire che gli esercenti recensiscano la propria struttura e soprattutto garantire sempre il diritto di replica e la possibilità di cancellazione delle review false.
