Caso Claps: mistero senza fine
Elisa non se n’è mai andata. E’ sempre rimasta nella sua Potenza. Non solo, il suo corpo, mummificato era proprio nel luogo più sacro per un’intera comunità: la chiesa. Quella della Santissima Trinità, dove Elisa Claps è rimasta per diciassette anni, mentre fuori continuavano a cercarla, a chiedersi dove fosse finita, dove fosse stato occultato il suo corpo – perché era chiaro, oramai, che le speranze di ritrovarla in vita, si erano affievolite con il passare del tempo.
Ma lei, quello che di lei restava, non si è mai mosso dalla sua città, dal luogo dove, quel 12 settembre 1993 aveva un appuntamento con Danilo Restivo, un giovane un po’ “strano” che amava collezionare ciocche di capelli di donne, un giovane che ora ha 37 anni, vive da diversi anni in Inghilterra (dove si è sposato) e che è il principale sospettato per la scomparsa e l’omicidio della giovane Elisa.
Sono tanti i punti oscuri di questa vicenda dal tragico – ma, alla fine, aspettato – epilogo. Alcune cose, decisamente, non tornano. Ci sono buchi temporali, interrogativi di non facile risoluzione; ci si chiede perché la Chiesa della Santissima Trinità non sia stata scandagliata veramente da cima a fondo, dato che era lì, proprio lì che Elisa doveva vedersi con Restivo, come lei stessa aveva confidato ad un’amica; ci si domanda con una certa amarezza ed angoscia se davvero il viceparroco don Vagno sapesse della presenza del corpo nel sottotetto della chiesa almeno un mese e mezzo prima del ritrovamento dei resti, avvenuto il 17 marzo di quest’anno, e se davvero ne avesse fatto parola con il vescovo della città. Ed ancora, il vescovo sapeva davvero di quel povero corpo? E se sì, perché ha taciuto?
E poi c’è Restivo, nel suo ‘esilio’ inglese, a Bornemouth, imprendibile, tappato in casa, quasi che anche lui volesse finire nel dimenticatoio, anche lui un corpo in una soffitta, che tutti si ostinano a cercare nei luoghi sbagliati. Restivo, la cui vicina di casa, Heather Barnett, viene trovata, nel 2002, morta e seviziata e con due ciocche di capelli (che non verranno mai identificate, ma si è escluso appartenessero ad Elisa) strette nelle mani. Per questo crimine, Danilo Restivo venne arrestato nel 2004, ma fu poi lasciato andare, senza incriminazione alcuna. Pulito.
Ogni giorno, dal momento del ritrovamento del corpo, trapelano nuove notizie, nuove indiscrezioni, su come e “perché” (anche se i perché, in questi casi, fanno quantomeno sorridere cinicamente) sia morta Elisa, quando…Si decidono nuovi incidenti probatori e si cerca di trovare il bandolo di questa matassa forse solo apparentemente intricata, di ricostruire un puzzle i cui pezzi mancanti sono, forse, sempre stati a portata di mano.
Resta il fatto che Elisa aveva sedici anni al momento della scomparsa e che la sua famiglia è stata lasciata, di fatto, sola a fronteggiare un dramma più grande di lei. Hanno detto che Elisa è morta due volte. Non si può che dar loro ragione, aspettando che venga gettata, finalmente, una luce totale su questo caso di omicidio. Intanto, a Potenza (e tramite il gruppo su Facebook) un gruppo di cittadini ha dato il via ad una raccolta di firme per sconsacrare la chiesa dove è stata ritrovata Elisa; forse il modo della città di “saldare il debito” con questa sfortunata adolescente.
