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Caravaggio ambasciatore a Cuba

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Fino al 27 novembre in mostra a L’Avana, tredici capolavori del grande artista italiano.

E’ l’incanto del mistero dell’arte che si rinnova e che viene investito di un ruolo importante: diventare un “ponte”, un collegamento tra due culture tra loro lontane, non solo geograficamente.

Ed è così che Caravaggio si fa “ambasciatore” speciale della cultura italiana a Cuba, attraverso tredici delle sue opere, tra cui il sensuale e sospeso “Narciso che si specchia nella fonte”, che non ha mancato di raccogliere consensi e suscitare entusiasmo sin dall’inaugurazione della mostra.

Narcissus (1594-96) - Caravaggio

Un’inaugurazione affollatissima quella al Museo Nazionale di Belle Arti della capitale caraibica, alla quale hanno preso parte non solo i nomi che “contano” nel panorama politico di Cuba (eccezione fatta per tre grandi assenti: il ministro della cultura Abel Prieto, a causa di impegni istituzionali, e Raul e Fidel Castro), ma anche personaggi del mondo culturale cubano, come ad esempio Miguel Bornet, autore di Biografia di un Cimaron, opera tradotta in sessanta lingue; il giovane pittore Josè Luis Farina, emozionatissimo e felicissimo, convinto assertore del fatto che a Caravaggio, alla sua opera di ricerca su luce ed ombra, si debba la base di tutta la pittura e il drammaturgo Anton Arufat, anch’egli incantato davanti all’opera del misterioso e tormentato Michelangelo Merisi da Caravaggio.

La cultura (e la bellezza) come un mezzo per unire due universi distanti: un concetto che riecheggia anche nelle affermazioni del sottosegretario per i Beni culturali Riccardo Villari,  che ha descritto la mostra come non solo un’occasione di valorizzazione di uno dei momenti più alti del patrimonio culturale italiano, ma anche una base solida e duratura sulla quale si costruiscono quei legami sui quali “si fonda l’autentica amicizia”.

Mariela Castro, figlia secondogenita di Raul, presente all’inaugurazione, ha ringraziato l’Italia per aver avuto la “generosità di portare tanta meraviglia” e ha definito la mostra una “occasione privilegiata per il popolo cubano”, auspicando che questo processo di avvicinamento non si interrompa, ma anzi, continui e si riveli sempre più prospero.

Incanta, sorprende, affascina Caravaggio con le sue ombre cariche di significati e di “non detti” così in contrasto con i colori e le tante luci di Cuba, trasudanti, però, al tempo stesso ed in maniera sottile, quasi ectoplasmica, una sensualità piena, corposa, tracciata con linee passionali e sfumati quasi erotici.

Organizzata dalla Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiBac, dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma e dall’Ambasciata Italiana a Cuba, in collaborazione con la Blue Panorama Airlines, la mostra “Caravaggio a Cuba” si inserisce dunque, con vigore e vitalità, all’interno di un interessante progetto di “gemellaggio” tra Italia e Cuba.

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