BookJockey Day: copiare è arte
Il 28 novembre, alla Triennale di Milano non perdetevi il BookJockey Day, un laboratorio per imparare a scrivere cover. Di che si tratta? Il teorema è semplice: leggendo e copiando si impara. Cosa? Sì, proprio così. Niente scherzi. O forse sì perché la giornata che si preannuncia sarà spassosissima. Sarà per il tema, sarà per gli ospiti che vi parteciperanno. Vinicio Capossela, affiancato da Cinaski, l’amico di sempre, e poi: Maurizio Matrone, Paolo Nori, Matteo B. Bianchi, Annamaria Testa, Attilio Azzola.
Tutto nasce da alcune domande, gettate lì, come se niente fosse. Gordon Lish ha stravolto il vero Carver? Scarpa e Faletti hanno copiato? Ma forse è qualcosa di molto più in là nel tempo: Plauto, soprattutto Terenzio. Plagio, imitazione, cover. Chiamiamolo come ci pare ma il fatto di prendere spunto da chi ci ha preceduto è un qualcosa di cui non può fare a meno. In fondo anche calcare o copiare possono diventare processi artistici. Bisogna capire come. E soprattutto quando.
Nei musei gli scultori o i pittori copiano i modelli amati. Gliene facciamo una colpa? Le cover band riportano in vita artisti del passato, morti purtroppo troppo presto, o sanciscono il successo di quelli in vita. Che facciamo, smettiamo di ascoltarli? E poi grandi autori che interpretano grandi autori. La Vanoni ci ha fatto una carriera. I Nomadi devono ringraziare Guccini per i loro più grandi successi. Chi non vorrebbe reinterpretare De André? Pensate a Morgan che ha preso “Non all’amore non al denaro né al cielo“, capolavoro del grande cantautore genovese, ha cambiato il nome, mettendo il suo, e lo ha reinterpretato di sana pianta.
Arte del riciclo. E allora: perché non rendere un onesto omaggio alle proprie muse, ai propri numi tutelari? Con una nuova interpretazione si può rimettere in vita qualsiasi cosa, in fondo. O no? Perché non scrivere una propria, originale, cover letteraria?
E allora vai con Capossela, giocoliere di parole, che in pausa dal suo ultimo “Solo Show”, ne proporrà una sua. Di cover, intendo. Letteraria.
Maurizio Matrone, illustrerà la filosofia delle cover letterarie; gli altri ospiti proporranno esempi spettacolari nel campo del cinema, dell’arte, della musica e della letteratura. Lui che ha riportato in vita Bontempelli. Riscrivendolo.
Vi ricordate la questione che Borges aveva posto per il Don Chisciotte?
Paolo Nori dimostrerà come persino una differente lettura ad alta voce di un testo ne possa cambiare radicalmente l’effetto. Insomma, grandi cose. Giostrate
Tra i concorrenti, tutti dotati del numero che hanno ricevuto tramite Ri’Card, verranno estratti a sorte con il classico cestello in ottone a manovella i fortunati che si sfideranno a eliminazione diretta.
La giuria esprimerà il voto pubblicamente con le palette numeriche.
Tutte le riscritture prodotte saranno comunque pubblicate sul sito letteraturarinnovabile.com.
Tutti i partecipanti riceveranno in dono Un anno che ha i numeri… Agenda rinnovabile e un attestato di partecipazione.
Per qualsiasi informazioni e per iscriversi: www.letteraturarinnovabile.com
