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Basket: Roma, un’altra brutta sconfitta

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La Acea perde all’overtime 73-77 con Pesaro e saluta le Final Eight di Coppa Italia

L’Acea Roma si presentava al turno infrasettimanale per trovare continuità e coltivare le residue speranze di qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Invece la squadra di Lardo esce dallo scontro con Pesaro con una sconfitta pesante e una prestazione pessima. Nemmeno gli ospiti brillano per gioco ed intensità ma nel tempo supplementare (4 sconfitte su 4 negli overtime stagionali per Roma) hanno la meglio 77-73 e ottengono il pass per la manifestazione che si terrà a Torino il prossimo febbraio.

Kakiouzis in azione. Per il greco ieri sera 19 punti e 3 assist

Kakiouzis in azione. Per il greco ieri sera 19 punti e 3 assist

Nel 1° quarto il match non decolla. La Virtus mostra le solite lacune offensive e si affida all’ottimo impatto di Slokar (partito dalla panchina) che realizza 5 punti e lotta sotto canestro, permettendo a Roma di rimanere in scia: 18-20.

La lentezza della partita si protrae anche nel 2° parziale. La difesa dell’Acea è troppo fallosa (Slokar 4 falli prima dell’intervallo) e regala liberi agli avversari, mentre l’attacco si regge soprattutto su Kakiouzis (8 punti) che porta i suoi avanti di 2. Poi, una rimessa sciagurata di Maestranzi da il là al contropiede di White che sulla sirena firma il 35 pari con una schiacciata.

La pausa lunga addormenta ancora di più il match. 10-10 è il parziale del 3° periodo, caratterizzato da una pessima precisione al tiro. Pesaro gioca male, Roma fa peggio e la partita resta ancora in equilibrio (45-45).

La partita non si accende nemmeno negli ultimi 10′. Sono gli errori e non le buone giocate a scaldare il poco pubblico accorso al PalaTiziano. Roma risponde agli 11 punti di Hickman con la fisicità di un intelligente Slokar e con sporadici capolavori (forzati) dei suoi singoli. L’equilibrio non si rompe nemmeno sulla sirena, quando il ferro beffa lo sloveno e prolunga la partita ai supplementari (62-62).

Nel supplementare l’Acea lotta, più per inerzia che per bravura, va sotto di 5 e ha la forza di impattare di nuovo sul 71-71, ma la partita finisce qui: la Scavolini Siviglia allunga, Roma finisce la benzina e si arrende 73-77.

Queste le parole di Lino Lardo al termine dell’incontro: E’ chiaro che oggi non posso essere soddisfatto anche se in un campionato così equilibrato molte partite girano per piccole cose, la differenza però non la devono fare una palla che entra o che esce ma la solidità e la grinta”.

Slokar e Kakiouzis sono i migliori. Il greco arrivato nella capitale quasi per caso (tagliato da Cremona) si prende molte responsabilità ed è presente nei momenti delicati chiudendo con 19 punti. Lo sloveno conferma i miglioramenti evidenziati nelle ultime partite. Segna meno (9 punti ieri sera) di altre volte ma è fondamentale la sua presenza sotto canestro e l’essere un ottimo riferimento offensivo, quando (spesso) le idee latitano. Gioca il 4° quarto e il supplementare gravato di 4 falli, senza commettere il quinto.

Deludono in molti, ma il peggiore in “campo” è Lardo. La squadra in difesa è troppo molle e in attacco non ha gioco di squadra. Troppe volte i movimenti non sono coordinati, la palla non circola come dovrebbe e l’unica soluzione è forzare il tiro. Al termine del girone d’andata (7 vittorie, 9 sconfitte) non ci sono miglioramenti, il coach è spesso nervoso e a tratti sembra sconsolato. La stagione è ancora lunga ma intanto la Virtus Roma fallisce il primo obiettivo, non centrando la qualificazione, per il 3° anno di fila, alle Final Eight di Coppa Italia.

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