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	<title>Ghigliottina.it &#187; Stefano Giovinazzo</title>
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	<description>Settimanale online di informazione</description>
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		<title>Mirko Gentili</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 13:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Mirko Gentili]]></category>

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		<description><![CDATA[Mirko Gentili è nato il 13 novembre 1982, laureato in “Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo” presso la facoltà di “Scienze della Comunicazione” della “Sapienza” di Roma, con una tesi sul digitale terrestre in Italia e in Spagna. Appassionato di tematiche economiche ed europee, ha scritto alcuni articoli in varie testate on-line, tra cui “Repubblica.it” e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3926" title="FOTO_MIRKO GENTILI []" src="http://www.ghigliottina.it/new/wp-content/uploads/2010/09/FOTO_MIRKO-GENTILI-.jpg" alt="FOTO_MIRKO GENTILI []" width="120" height="90" />Mirko Gentili</strong></span> è nato il 13 novembre 1982, laureato in “Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo” presso la facoltà di “Scienze della Comunicazione” della “Sapienza” di Roma, con una tesi sul digitale terrestre in Italia e in Spagna. Appassionato di tematiche economiche ed europee, ha scritto alcuni articoli in varie testate on-line, tra cui “Repubblica.it” e “Laspecula.com”.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Email</strong></span>: <a href="mailto: m.gentili@ghigliottina.it">m.gentili@ghigliottina.it</a></p>
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		<title>Arriva la “Boing Generation”</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 09:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella “beat generation” tutto – la gente, la musica, la vita – correva, correva, correva, saltava, saltava, saltava, vibrava, vibrava, vibrava, picchiava, urlava, ballava, schizzava, sfuggiva, colpiva e scompariva, gridava, rideva, viveva, moriva, risorgeva all’infinito. Nella “BOING generation” regna l’apparenza. Ma è un’apparenza molle, informe, che incassa i colpi della vita in modo diverso: li [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella “beat generation” tutto – la gente, la musica, la vita – correva, correva, correva, saltava, saltava, saltava, vibrava, vibrava, vibrava, picchiava, urlava, ballava, schizzava, sfuggiva, colpiva e scompariva, gridava, rideva, viveva, moriva, risorgeva all’infinito. Nella “<strong>BOING generation</strong>” regna l’apparenza. Ma è un’apparenza molle, informe, che incassa i colpi della vita in modo diverso: li assorbe nella sua melma, con l’indifferenza di chi non è nemmeno stato sfiorato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle parole di Luca Sacchieri, giovane autore di &#8220;<em><strong>Boing Generation</strong></em>&#8221; (Edizioni della Sera, 2010), capiamo il senso, e forse ne siamo molto attratti, di questa new generation: la storia dei canguri senza marsupio. Avventura in cui ci sono &#8220;<em>quattro uomini on the road, avanti e indietro nello spazio e nel tempo</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro fresco, d&#8217;avventura, contorto e chiaro allo stesso tempo: quattro storie che avanzano parallele, che vivono felici, che cercano, fiere, di esistere. Un libro che gode di luce propria come ha afferma lo scrittore e critico <strong>Paolo di Paolo</strong> che ha firmato la quarta di copertina: “<em>La luce di questo romanzo è il neon. C’è molta, moltissima musica. C’è uno sguardo ironico, giocoso. Spesso non riesce a prendersi sul serio. Poi, all’improvviso, si. Ci sono molte attese. Ragazzi e ragazze che fanno l’amore, tempeste. Persone che vanno via. Che generazione è questa Boing Generation? Dove sta saltando?</em>”<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; proprio questo il punto. La Boing Generation salta e ci fa saltare. Per capire dove ci sta portando bisogna solo arrivare all&#8217;ultima pagina (rigorosamente saltellando).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luca Sacchieri</strong> è nato a Roma nel 1982.  Dopo la Maturità Classica, si è laureato in Scienze della Comunicazione. Ha pubblicato due romanzi Tributo ad un ragazzo che come me (Proposte Editoriali, 2003), C.H.A.T. – Come Ho Amate Te (Fermento, 2004) e tre racconti La linea gialla (in “Parole in corsa V°, Full Colour Sound, 2007), Bricolage (in “Tutta la mia città”, Giulio Perrone, 2008), Consigli per gli acquisti (in “Dal manoscritto al libro”, Giulio Perrone, 2008). Luca è librofilo, fumettofilo, rockofilo, calciofilo, internetofilo, cinefilo e cinofilo, ma fondamentalmente si annoia.</p>
<p style="text-align: justify;">Autore: Luca Sacchieri<br />
Titolo: Boing Generation. La storia dei canguri senza marsupio<br />
Editore: Edizioni della Sera<br />
Anno di pubblicazione: 2010<br />
Prezzo: 12 euro<br />
Pagine: 264</p>
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		<title>&#8220;Vite sicure&#8221; sulle strade</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 08:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[edizioni della sera]]></category>
		<category><![CDATA[ilaria guidantoni]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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		<description><![CDATA[Strage stradale. Sempre più spesso questo termine rimbalza, purtroppo senza scalfire più di tanto le nostre coscienze, dalle tv ai giornali prima di finire in prima pagine per gli sballi del sabato sera. Da poche settimane è in libreria un volume che affronta seriamente questo argomento sotto diversi punti di vista: si tratta di &#8220;Vite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Strage stradale. Sempre più spesso questo termine rimbalza, purtroppo senza scalfire più di tanto le nostre coscienze, dalle tv ai giornali prima di finire in prima pagine per gli sballi del sabato sera. Da poche settimane è in libreria un volume che affronta seriamente questo argomento sotto diversi punti di vista: si tratta di &#8220;<strong><em>Vite sicure. Viaggio tra strade e parole</em></strong>&#8221; (Edizioni della Sera, 2010) di Ilaria Guidantoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro, un saggio a più voci sulla sicurezza stradale (presentato a Roma lo scorso 15 aprile nella cornice istituzionale della Sala delle Colonne di Palazzo Marini),, è un percorso multidisciplinare per parlare di un tema &#8220;scottante&#8221;, sempre attuale, su cui c&#8217;è molta distrazione malgrado in gioco ci siano vite umane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volume, edito dalla casa editrice romana <strong>Edizioni della Sera</strong>, inaugura la collana interessante di Giornalismo &#8220;<em>Cronache moderne</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo, con il contributo di Aci, Assosegnaletica, 3M centro studi e Anita, come si legge nella prefazione affidata ad Ascanio Rozera (Segretario generale Aci) è<em> <em>&#8220;</em>un  valido strumento d’analisi, utile supporto alla definizione di più mirate strategie per un maggiore coinvolgimento del mondo dei media</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole dell&#8217;autrice, giornalista da anni dentro la lotta per la sicurezza stradale, &#8220;<em>è un viaggio, in compagnia di molti dei protagonisti del settore, che parte, 10 anni fa, quando l’incidentalità non era percepita come emergenza. Sulla linea del traguardo si incontra la sicurezza stradale, diventata nel frattempo un argomento di moda. L’analisi, realizzata con interviste a giornalisti del settore e a rappresentanti istituzionali – dall’ACI alle associazioni delle imprese, delle vittime della strada e dei consumatori – nonché ad alcuni politici, evidenzia un’evoluzione non ancora compiuta nel raccontare questo fenomeno che tocca un diritto costituzionale, la mobilità delle persone e i valori essenziali della vita e della salute collettiva.</em>&#8220;<em><br />
</em><br />
E ancora: &#8220;<em><strong>Quanto e come si parla di sicurezza stradale sulla stampa</strong>, in televisione, alla radio, nei dibattiti pubblici e nelle campagne di sensibilizzazione? Come è cambiato negli anni lo stile e, soprattutto, la comunicazione ha centrato l’obiettivo efficacia oltre che efficienza?</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, un buon lavoro sul rapporto tra media e sicurezza stradale. Un intervento attuale e attento della realtà che ci circonda e che spesso non viene inquadrata nella maniera opportuna: quella dell&#8217;urgenza.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Vite sicure&#8221; verrà presentato a Roma lunedì 17 maggio alle ore 11 presso la <a href="http://www.edizionidellasera.com/?p=778" target="_blank">Sala del Carroccio del Campidoglio</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ilaria Guidantoni</strong>, fiorentina, vive e lavora tra Roma e Milano. Giornalista politico economico di trasporti, infrastrutture, territorio e patrimonio immobiliare. Consulente Rapporti istituzionali e comunicazione di ANITA e ASSOSEGNALETICA (Confindustria). Vice presidente dell’Associazione Il Chiasmo dei Territori. Laureata in Filosofia Teoretica all’Università Cattolica, Perfezionamento in Bioetica e Sommelier AIS. Collaboratrice di varie testate; è stata Direttore di “Sviluppo Impresa”; scrive la rubrica Politica e Infrastrutture de “leStrade”. Già Consulente Censis, Anci, Tecla, inEvoluzione.com, Fotocronache Olympia, Fondazione Jorio Vivarelli, Assistal, CNI e Membro CdA Bic Lazio. Collabora con l’associazione culturale La Quercia delle Fate e Los Toritos.</p>
<p style="text-align: justify;">Autore: Ilaria Guidantoni<br />
Titolo: Vite sicure. Viaggio tra strade e parole<br />
Editore: Edizioni della Sera<br />
Anno di pubblicazione: 2010<br />
Prezzo: 15 euro<br />
Pagine: 160</p>
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		<title>Disordine reale e ordine virtuale</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 06:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Impresa e relazioni sociali nei social network Venerdì 23 aprile alle ore 9.30 presso la sala Conferenze del Garante per la Protezione dei Dati Personali, in piazza Monte Citorio, il mondo accademico, il mondo delle imprese e quello delle associazioni si incontrano per discutere e delineare le giuste sinergie attuabili con l’uso dei social network.
Organizzato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Impresa e relazioni sociali nei social network <span id="more-3507"></span><strong>Venerdì 23 aprile alle ore 9.30 presso la sala Conferenze del Garante per la Protezione dei Dati Personali, in piazza Monte Citorio, il mondo accademico, il mondo delle imprese e quello delle associazioni si incontrano per discutere e delineare le giuste sinergie attuabili con l’uso dei social network.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Organizzato dal Gruppo Giovani Professionisti ed Imprenditori (GGPI)</strong> <strong>e da Civicrazia</strong>, frutto di una collaborazione nata più di un anno fa, <strong>il convegno ha come filo conduttore l’identità del singolo in quanto parte attiva di un contesto sociale</strong>, che risulta essere, sempre più, disordinato e con poche aspettative. Di contro il web, ed i social network in particolare, nonostante la mancanza di un contatto umano, offrono la possibilità di intrecciare continuamente relazioni, affari, amicizie. &lt;&lt;<em>Di ciò non può non tenere conto l’intera sistema istituzionale</em> – afferma <strong>Giuseppe Fortunato, Presidente di Civicrazia e componente del Collegio per la Privacy -</strong>. <em>Occorre pertanto che tutti coloro che ricoprono pubbliche funzioni ascoltino le tantissime voci che chiedono, ciascuna, una improcrastinabile riforma e, tutti insieme, la realizzazione del cittadino protagonista</em>&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">&lt;&lt;<em>Creare felicità</em> – è questo l’auspicio di <strong>Germana Burgarella, Presidente del Gruppo Giovani Professionisti ed Imprenditori</strong> -. <em>Sempre più il <strong>compito delle associazioni e delle imprese</strong>, grazie proprio all’interazione offerta dai social network, sarà quello di <strong>elevare la qualità della vita degli associati e dei consumatori</strong> piuttosto che offrire soltanto informazioni o presentazioni, indiscutibilmente appetibili, di un bene</em>&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno confermato la loro presenza : <strong>Enrico Menduni</strong> (Università Roma Tre); <strong>Alessandro Prunesti</strong> (School Business Sole 24h); <strong>Luca Bolognini</strong> (Istituto Italiano Privacy); <strong>Angelo Deiana</strong> (Co.LAP.); <strong>Diego Giovinazzo</strong> (Confimpresa); <strong>Antonio Persici</strong> (Unirec); <strong>Alberto Castelvecchi</strong> (Castelvecchi editore); <strong>Tony Siino</strong> (BlogItalia); <strong>Roberto Re e Daniela Bonetti</strong> (HRD Training Group); <strong>Lucia Fiorentino</strong> (Civicrazia); <strong>Pietro Giordano</strong> (Adiconsum); <strong>Stefano Loparco</strong> (Dimensione Europea).</p>
<p style="text-align: justify;">Modera la giornalista <strong>Adriana Apicella</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al termine seguirà degustazione vini  nel foyer della sala conferenze.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La stampa è invitata a partecipare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prego dare conferma di presenza ai seguenti indirizzi mail: <a href="mailto:ufficiostampa@civicrazia.org">ufficiostampa@civicrazia.org</a>; <a href="mailto:info@ggpi.it">info@ggpi.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è Gruppo Giovani Professionisti ed Imprenditori</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nato nel Novembre 2008 per ispirazione di Germana Burgarella, il Gruppo Giovani Professionisti ed Imprenditori (<a href="http://www.ggpi.it/">www.ggpi.it</a>) si caratterizza per la sua originalità e per il suo carattere distintivo ma soprattutto per la sua nascita. Il gruppo, infatti, si è costituito inizialmente su Facebook, con l’obiettivo di creare una rete tra professionisti e imprenditori dei più svariarti settori: giuridico, amministrativo, economico, sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante questo anno e mezzo di vita ha organizzato convegni, workshop e speed business, ovvero occasioni di incontro in ambiente informale per parlare e mettere in piedi affari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi è Civicrazia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Soggetto di oltre 4.000 associazioni ed organismi, Civicrazia (<a href="http://www.civicrazia.org/">www.civicrazia.org</a>) è nata nel giugno del 2006 acclamando all’unanimità quale presidente Giuseppe Fortunato, componente del Collegio per la Protezione dei Dati Personali e Coordinatore del Laboratorio Privacy Sviluppo (<a href="http://www.laboratorioprivacysviluppo.it/">www.laboratorioprivacysviluppo.it</a>). La sua mission è centrata sull’art. 3 della Costituzione, ovvero il pieno sviluppo della persona umana. Il 30 novembre 2009 è stato varato il suo Manifesto atto a raggiungere, concretamente, nel futuro, una democrazia compiuta (e non cartacea) in cui i diritti siano realmente tutelati e il cittadino sia, a tutti gli effetti, protagonista della vita pubblica.</p>
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		<title>Rainbow MagicLand</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 23:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Martedì 27 ottobre presso il Tempio di Adriano a Roma, per promuovere l&#8217;iniziativa &#8220;Rainbow MagicLand&#8221;, si è tenuta la tavola rotonda dal titolo &#8220;L&#8217;industria dei parchi a temi in Italia tra prospettive reali e opportunità&#8220;. Il dibattito, a cui ha partecipato un pubblico numeroso e una folta schiera di giornalisti e addetti all&#8217;informazione, ha coinvolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Martedì 27 ottobre presso il Tempio di Adriano a Roma, per promuovere l&#8217;iniziativa &#8220;Rainbow MagicLand&#8221;, si è tenuta la tavola rotonda dal titolo &#8220;<strong><em>L&#8217;industria dei parchi a temi in Italia tra prospettive reali e opportunità</em></strong>&#8220;. Il dibattito, a cui ha partecipato un pubblico numeroso e una folta schiera di giornalisti e addetti all&#8217;informazione, ha coinvolto Renato Mannheimer, presidente dell&#8217;Ispo, e Giuseppe Taini, Amministratore delegato di Alfa Park.<span id="more-1483"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo parco a tema aprirà a Valmontone nella primavera del 2011. A seguire la tavola rotonda è stata moderata da <strong>Bruno Vespa</strong>.<!--more--></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em><strong>La vacanza tradizionale sta subendo una profonda trasformazione</strong>. </em><em>Sempre più short break per la classe media &#8211; la prima a risentire della crisi. A sostituirla, periodi limitati di 3-4 giorni in uno dei parchi tematici italiani o europei (&#8230;) </em><em>soprattutto perché tali strutture possono &lt;&lt;diventare il nucleo forte da cui, a raggiera, parte tutta una costellazione di esperienze parziali, ma di alta qualità, che inglobano il turismo locale tramite elementi di forte localizzazione&#8221;. </em>Ad affermarlo con certezza sono gli esperti del mondo accademico, dell&#8217;informazione e del settore turistico imprenditoriale interpellati dalla società di ricerche <strong>Ispo</strong>.<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parchi a tema, un nuovo modello di vacanza</strong>.<em> </em>Secondo la ricerca condotta dall&#8217;istituto diretto dal professor Renato Mannheimer, questi parchi rappresentano una nuova fruizione della vacanza tradizionale, oltre che un &#8220;<strong><em>importante indotto economico e occupazionale</em></strong>&#8220;.<em> </em>Un polo importante per il turismo italiano e per incentivare le attrazioni già di notevole spessore presenti nella Capitale.<em> </em>Il Parco &#8220;<em>Rainbow Magicland, infatti, si candida a diventare uno dei principali parchi di divertimento d&#8217;Italia (&#8230;) coinvolgendo, a regime, oltre 3 milioni di visitatori annui e con un impegno di circa 2.000 addetti</em>&#8220;.<em> </em>Un grande business a soli 30 chilometri da Roma.<em><br />
</em><strong><br />
Un polo di attrazione economico-strutturale</strong>.Il parco a tema che sorgerà a Valmontone tra un anno e mezzo circa, permetterà al visitatore di avere un&#8217;esperienza <em>&#8220;esaltante e assolutamente memorabile, un vero evento che non si dimenticherà&#8221; </em>e che conferirà nuove e meno elitarie connotazioni.<em> &#8220;L&#8217;interattività del parco apre nuovi mondi di possibilità: gioco, apprendimento, magia, sorpresa, coinvolgimento&#8221;. </em>In questo senso, conclude la ricerca dell&#8217;Ispo,<em> il parco rappresenta &#8220;<strong>un continuum  di città</strong>&#8220;</em>, così da &#8220;aggiungere nuovo turismo a località che lo avevano già, proprio per la vicinanza alle città d&#8217;arte&#8221;.</p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La discussione politico-economica sui parchi in Italia</strong>. Dopo gli interventi di apertura e la presentazione della ricerca sui parchi a tema, Bruno Vespa ha moderato la discussione della mattinata a cui sono intervenuti, tra gli altri, <strong>Mauro Cutrufo</strong>, vicesindaco del Comune di Roma, la Camera di Commercio di Roma, l&#8217;Unione Industriali di Roma, l&#8217;Assessorato al Turismo della Regione Lazio, Iginio Straffi, presidente di Rainbow e Corrado Peraboni amministratore delegato di Fiera Milano Expocts.</p>
<p>Foto: http://www.gialli.it</p>
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		<title>La &#8220;Non Guida&#8221; per turisti e non</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 23:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità roma]]></category>
		<category><![CDATA[deinotera editrice]]></category>
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		<category><![CDATA[sala carroccio campidoglio]]></category>
		<category><![CDATA[zaira maranelli]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una passeggiata per la capitale, un tuffo nella storia con Giuseppe Maranelli.
Conoscere Roma attraverso percorsi alternativi, con aneddoti, storie, e curiosità simpatiche e fedeli alla storia. Questo e molto altro troviamo all&#8217;interno del volume di Giuseppe Maranelli &#8220;La Non guida di Roma&#8221; (Deinotera editrice, 2009). Il libro è stato presentato lunedì 19 ottobre presso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Una passeggiata per la capitale, un tuffo nella storia con Giuseppe Maranelli.<span id="more-1296"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Conoscere Roma attraverso percorsi alternativi, con aneddoti, storie, e curiosità simpatiche e fedeli alla storia. Questo e molto altro troviamo all&#8217;interno del volume di Giuseppe Maranelli &#8220;<strong><em>La Non guida di Roma</em></strong>&#8221; (Deinotera editrice, 2009). Il libro è stato presentato lunedì 19 ottobre presso la prestigiosa sala del Carroccio al Campidoglio. All&#8217;evento, seguito da un pubblico interessato, hanno partecipato oltre allo scrittore, il direttore editoriale Zaira Maranelli e il Presidente del consiglio comunale Marco Pomarici.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa di Giuseppe Maranelli è una <strong>guida insolita</strong> rispetto a quelle esistenti. Come afferma l&#8217;editore, che ha aperto la discussione della scorsa settimana, &#8220;<em>non ci sono mappe. Questo libro offre al cittadino romano la possibilità di trovare un tempo di riflessione e ammirare tutto cià che lo circonda e conoscerne le storie</em>&#8220;. Questo volume rappresenta &#8220;un saggio a tutti gli effetti, dove tutti i fatti sono stati verificati con cura&#8221;. Lo stile usato in questo lavoro, sottolinea la Maranelli, adotta un &#8220;<strong><em>linguaggio  volutamente immediato, domestico, familiare</em></strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché nel Pantheon piove di  		meno? Perché alla destra della  		Fontana di Trevi si trova un grosso vaso da barbiere?</strong> Dove si può attraversare  		l’Italia in soli tre passi? Queste e tante altre curiosità vengono soddisfatte nella &#8220;Non guida&#8221;. L&#8217;On. Pomarici ha voluto da subito esprimere i suoi più vivi complimenti alleditore e allo scrittore per aver darto vita ad un buon prodotto destinato sia ai turisti sia ai romani sempre meno attenti alla meraviglie con cui ogni giorno sono a contatto. &#8220;<em>Questo libro fa parte della nostra tradizione e consiglierei a tutti di portarlo sempre nella propria borsa</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento si è concluso con alcune pillole a cura dell&#8217;autore che ha ricordato il suo lungo e felice rapporto con i turisti nel territorio romano. Questo meraviglioso scambio professionale è stato un input importante per la stesura della &#8220;<em>Non guida di Roma</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe Maranelli</strong>, lavora da 30 anni nell’ambito del turismo. Gestisce un portale su Roma: <a href="http://www.rometorurismservices.com" target="_blank">www.rometorurismservices.com</a>. Da sempre a contatto con i turisti di ogni paese, ha imparato a riconoscerne gli interessi e le curiosità. L’idea della Non guida nasce per rispondere a queste esigenze e alla volontà di raccontare una Roma inedita e inaspettata.</p>
<p>Autore: Giuseppe Maranelli<br />
Titolo. La Non guida di Roma. Tutto quello che non avreste mai potuto sapere<br />
Editore: Deinotera<br />
Anno di pubblicazione: 2009<br />
Prezzo: 15 euro<br />
Pagine: 196</p>
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		<title>Un’Italia mondiale stacca il biglietto per Sudafrica 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 23:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alberto Gilardino nel finale regala all&#8217;Italia, con una giornata di anticipo, l&#8217;accesso diretto ai campionato del mondo del Sudafrica. Un tocco sottomisura dell&#8217;attaccante viola su assist felpato di Iaquinta, infatti, permette a Marcello Lippi di giocarsi il prossimo impegno casalingo contro la nazionale di Cipro, davanti al pubblico parmense, in un clima tranquillo.
L&#8217;Irlanda italiana. C&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Alberto Gilardino</strong> nel finale regala all&#8217;Italia, con una giornata di anticipo, l&#8217;accesso diretto ai campionato del mondo del Sudafrica. Un tocco sottomisura dell&#8217;attaccante viola su assist felpato di Iaquinta, infatti, permette a Marcello Lippi di giocarsi il prossimo impegno casalingo contro la nazionale di Cipro, davanti al pubblico parmense, in un clima tranquillo.<span id="more-1049"></span><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Irlanda italiana</strong>. C&#8217;è un tocco del Belpaese nell&#8217;Eire che sabato sera gli azzurri hanno incontrato. Giovanni Trapattoni e Marco Tardelli hanno impresso nel gioco e nell&#8217;assetto tattico irlandese uno stampo italiano. Adattando, però, modulo e schemi alle risorse a disposizione e alla cultura calcistica del luogo. Nelle parole del Trap quel &#8220;sono più ordinati in campo&#8221; si traduce in ore e ore di  lavagna, esercitazioni pratiche in campo, elasticità mentale a variazioni tattiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Camoranesi sugli scudi, Chiellini va, Pirlo disegna</strong>. L&#8217;Italia premondiale è tutta qui. Sulle serpentine e i colpi da biliardo di Mauro German Camoranesi, oltre ai suoi sporadici ma incisivi colpi di testa. Sulle chiusure e la sicurezza difensiva di Giorgio Chiellini. Sulle trame disegnte da Andrea Pirlo, sulle sue giocate e  il suo ritmo. Poi la profondità assicurata da Vincenzo Iaquinta, protagonista sabato sera, dui una partita tutta corsa e grinta. E poi il ritorno di Grosso, di nuovo padrone della fascia sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lippi e la corazzata 2006-2010</strong>. Per il ct toscano ormai è quasi fatta. Lo squadrone che ha vinto, e dominato, il mondiale tedescho di tre anni fa, fra poco meno di 9 mesi approderà in Sudafrica per difendere il titolo. Un&#8217;avventura che non smette di regalare emozioni, che stupisce per la qualità del gioco (superiore a quello delle nazionali precedenti, esclusa la selezione del 1990 di Azeglio Vicini). Un percorso tecnico, tattico, emotivo che a giugno culminerà nella prova finale.</p>
<p style="text-align: justify;">La prossima gara contro Cipro a giochi ormai fatti sarà un test importante per valutare la condizione fisica di qualche giocatore, visto il turn over a cui Lippi dovrebbe ricorrere soprattutto nel reparto offensivo.</p>
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		<title>L’Inter in vetta, la Juve cade</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 23:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[serie a]]></category>
		<category><![CDATA[settima giornata serie a]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella settima giornata del campionato di Serie A, la squadra di Mourinho torna in vetta strappando una vittoria in extremis contro l&#8217;Udinese sprecona e poco cinica. La Juventus stecca a Palermo, la Roma supera il Napoli, la Lazio resiste all&#8217;attacco viola e sfiora una vittoria esterna con un clamoroso match point di Foggia. La Sampdoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella <strong>settima giornata del campionato di Serie A</strong>, la squadra di Mourinho torna in vetta strappando una vittoria in extremis contro l&#8217;Udinese sprecona e poco cinica. La Juventus stecca a Palermo, la Roma supera il Napoli, la Lazio resiste all&#8217;attacco viola e sfiora una vittoria esterna con un clamoroso match point di Foggia. La Sampdoria bloccata in casa dal Parma mentre continua la favola Chievo&#8230;<span id="more-880"></span><br />
<strong><br />
Nerazzurri di misura</strong>. Di nuovo sù. L&#8217;Inter, nel posticipo di sabato sera,  riprende il cammino e si piazza al primo posto come guida di un torneo veramente esaltante. E, visti gli ultimi anni, sui generis viste le insidie delle provinciali, vedi Parma e Chievo, e le società in espansione come la Sampdoria. Al &#8216;93 l&#8217;Inter era ancora inchiodata sul pari dopo un destro in corsa sotto al sette di Dejan Stankovic e un piatto destro implacabile di Di Natale (a quota 9 reti). Poi un guizzo di Sneijder che beffa l&#8217;estremo friuliano regala tre punti ai padroni di casa e una settimana di respiro per Mou.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Juventus stritolata al Barbera</strong>. Lenta, stanca, senza idee. L&#8217;undici di Ferrara viene battuto, e dominato per lunghi tratti, da un Palermo ben messo in campo tutto grinta e ripartenze. Ma anche bel gioco. La squadra disposta da Zenga distrugge le fonti del gioco juventino e ferisce gli avversari con un destro secco di Cavani e un colpo al volo di Simplico in soli cinque minuti. Un Palermo almeno da zona Uefa come afferma lo stesso allenatore rosa nero a fine match.<br />
<strong><br />
Il Parma blocca la capolista</strong>. Un diagonale preciso di Galloppa non permette ai doriani di essere soli in testa alla classifica dopo sette giornate disputate. Al gol di Pazzini, il Parma reagisce con gioco e azioni in velocità come quello che porta il centrocampista giallo blu al pareggio che ha il sapore della vittoria per Francesco Guidolin. L&#8217;undici di Del Neri, furioso con il direttore di gara per un rigore negato, mette in tasca il punto e si affianca all&#8217;Inter. E fino al prossimo turno guarda ancora tutti dall&#8217;alto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un Milan imbarazzante</strong>. Non basta il ritorno al gol di Ronaldinho a dar vita ad una nuova era rosso nera. L&#8217;Atalanta spinge il primo tempo sull&#8217;acceleratore e dopo un cross dalla destra non finalizzato da Cristiano Doni, ci pensa Tiribocchi in mezza girata bassa ad infilare Storari. L&#8217;arrembaggio del Milan si concretizza in un paio di conclusioni veramente pericolose di Seedorf e un piatto sottomisura di Pato. L&#8217;ex pallone d&#8217;oro, ancora ombra del giocatore conosciuto da tutti (vuoi per condizione fisica vuoi per disposizioni tattiche), rimette in carreggiata i compagni con una perla a due passi dalla porta. Nei restanti minuti la squadra di Leonardo non riesce a tirar fuori una vittoria. La crisi continua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Totti raggiunge Batistuta</strong>. Una doppietta del capitano giallorosso punisce un Napoli discreto in vantaggio dopo pochi minuti con un destro debole ma efficace di Lavezzi. Bastano poi una deviazione fortuita e un destro di rara precisione di Francesco Totti a regalare la vittoria alla Roma di Ranieri che continua la propria striscia positiva. Con questi due reti il capitano raggiunge Gabriel Omar Batistuta a quota 176 sigilli in serie A.<br />
<strong><br />
Fiorentina e Lazio non si superano</strong>. Gara pimpante su ritmi alti e con campioni di tutto rispetto in campo. Mutu, Jovetic e Gilardino da un lato, Rocchi, Zarate e Foggia dall&#8217;altro. Il risultato di parità se da una parte sta stretto ai viola che recrimina per un gol fantasma non assegnato a Gila, dall&#8217;altra la squadra di Ballardini ha sciupato un gol mostruoso con un tocco ravvicinato di Foggia a portiere battuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le altre di A</strong>. Il Chievo continua a stupire e la doppietta di Marcolini a Cagliari, in vantaggio con Matri, conferma il buon lavoro di Mimmo Di Carlo sulla panchina veronese.  Il Genoa ritorna alla ribalta con un tris senza storia ai danni di un Bologna che, nel giorno dei festeggiamenti del centenario, contesta l&#8217;arbitro per un paio di penalty non assegnati.  Siena Livorno e Bari Catania non si fanno male.</p>
<p>Foto: http://www.fantagazzetta.com</p>
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		<title>Web 2.0 e i nuovi paradigmi della formazione</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 01:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[erickson centro studi]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[social networking]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Web 2.0 e social networking&#8221; (Erickson, 2009) a cura di Antonio Fini e Maria Elisabetta Cigognini ci parla del mondo di Facebook, di Linkedin, di Twitter e di come questi strumenti, quotidiani per alcuni meno per altri, siano diventati anche altro. Nelle loro parole capiamo come poter utilizzare queste piattaforme e farli diventare dei nuovi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong><em>Web 2.0 e social networking</em></strong>&#8221; (Erickson, 2009) a cura di Antonio Fini e Maria Elisabetta Cigognini ci parla del mondo di Facebook, di Linkedin, di Twitter e di come questi strumenti, quotidiani per alcuni meno per altri, siano diventati anche altro. Nelle loro parole capiamo come poter utilizzare queste piattaforme e farli diventare dei nuovi paradigmi per la formazione.<img title="Continua..." src="http://www.ilrecensore.com/wp2/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /> <span id="more-692"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Per gli addetti ai lavori, web 2.0 è ormai la bibbia di internet. Per coloro che si avvicinano alle reti sociali ci potete indicare una definizione?</strong><br />
&#8220;Negli ultimi anni effettivamente il termine &#8220;web 2.0&#8243; è diventato di uso comune, al punto da essere ripreso spesso anche dai media generalisti e, in alcuni casi, anche in modo eccessivamente sensazionalistico, tipico di un media che parla di un altro media. Difficile comprendere la Rete se raccontata dalla televisione. Anche le definizioni di web 2.0 non si contano, così come le discussioni sulla reale consistenza del termine: c&#8217;è infatti chi sostiene, anche giustamente, che il suffisso 2.0 non sia giustiticato dal momento che le tecnologie utilizzate sono sempre le stesse, stessi protocolli, stesso substrato software. E&#8217; un termine moda ovviamente, anzi, di una moda quasi già passata che cerca già altre classificazioni. C&#8217;è già chi parlava di web 3.0 due anni fa&#8230; Ora si parla web al cubo..<br />
Nonostante queste obiezioni, è innegabile che la trasformazione nel modo di percepire il web da parte del pubblico vi sia stata. Ma se è vero che nelle evoluzione non vi sono muri o gradini, spesso è utile alla comprensione porre dei paletti classificatori. Il web 2.0 è la transizione dal Web come &#8220;deposito di informazioni&#8221; al Web come &#8220;ambiente sociale&#8221;, nel quale i contenuti, si badi, non perdono d&#8217;importanza. Al contrario, i contenuti divengono una delle caratteristiche chiave del web 2.0, sono gli utenti stessi a crearli. Si può dire che il vero salto dal web di prima generazione alla sua seconda release sia dato dall&#8217;<em>assenza di</em> <em>mediazione</em> per l&#8217;accesso, la creazione e la fruizione di contenuti. Di qualsiasi voglia natura e in tempo reale. Si pensi ai blog o a servizi come Flickr o YouTube che sono sostanzialmente <em>contenitori</em> in attesa di essere &#8220;riempiti&#8221; dagli utenti. Proprio il volume degli utenti che concorrono ad incrementare i contenuti nei contenitori costituiscono il modello di business e di vita del 2.0.<br />
L&#8217;utente-autore e la dimensione sociale, il web e i suoi servizi come &#8220;luogo d&#8217;incontro&#8221; non sono novità assolute, ma con la semplificazione tecnica offerta dai servizi che abbiamo oggi a disposizione, diventano una possibilità per un numero elevato di utenti.<br />
E&#8217; necessario però evitare toni autocelebrativi: il mondo del web 2.0 implica alcune criticità non banali. Il mito stesso dell&#8217;utente-autore è in parte da limitare: non sono poi così tanti coloro che hanno un ruolo veramente attivo, all&#8217;opposto la possibilità per chiunque di aggiungere informazioni sul web porta con sé la necessità (per tutti) di sviluppare &#8220;difese&#8221; contro il cosiddetto information overload, il diluvio informativo che rischia di travolgere chiunque non sia dotato di specifiche competenze anche piuttosto complesse.<br />
Il paradosso è che prima la tecnologia era complessa e per pochi esperti della rete (sia da un punto di vista tecnico, sia da un punto di vista comunicativo), ora è più alla mano, <em>non è mediata</em>, ma necessita di un tipo di expertise e di consapevolezza d&#8217;uso che non è nelle mani di tutti, nè risulta essere innato o semplicemente derivante dal condividere le proprie fotografie su Flickr. E&#8217; per questo che servono approcci formativi consapevoli e competenze tutte da costruire.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Il volume in esame affronta il social networking e tutti quei &#8220;nuovi paradigmi per la formazione&#8221;. Ce ne parlate brevemente?</strong> <strong>In che modo entrano in contatto, e che sviluppo hanno, il mondo del web 2.0 e la formazione?</strong><br />
&#8220;Usando un&#8217;unica espressione, si tratta delle condizioni per cui il <em>lifelong learning diviene possibile</em>: i nuovi paradigmi per la formazione al tempo del 2.0 creano le condizioni per cui sia possibile, per un soggetto adulto e motivato, affrontare efficacemente il proprio percorso di formazione continua, restando inserito nelle reti sociali (professionali, di studio, di interesse) al al di là del singolo corso, master o esperienza lavorativa, e potendo sempre compiere percorsi di auto-formazione, durante, dopo e &#8220;oltre&#8221; il &#8220;corso&#8221;.<br />
Negli scorsi anni si è parlato molto in sede internazionale ed europea dei processi di apprendimento formali in relazione agli aspetti degli apprendimenti non-formale e informale, che se condotti in rete acquisiscono una nuova importanza, ampliano il loro potenziale nel loro essere catturabili e monitorabili, e sono più facilmente integrati e recuperati nel proprio percorso formativo.<br />
L&#8217;appartenenza alle reti sociali della propria professione, dei propri interessi e hobby costituisce un canale preferenziale per l&#8217;aggornamento costante e la costruzione di conoscenza in un&#8217;ottica di formazione continua: le esperienze e i prodotti digitali di un soggetto che apprende in rete sono tutti riconducibili ad un&#8217;unico spazio formativo, al di là dei singoli ambienti di rete, che fa perno sull&#8217;identità digitale del soggetto. In questa visione, non è più la &#8220;scatola-corso&#8221; a contenere chi appre, ma è il singolo soggetto che si costruisce il suo percorso personale, che colleziona risorse e ambienti di conoscenza a lui utili, che organizza i suoi spazi informativi in base alle sue necessità, supportato e guidato dall&#8217;appartenenza alle rispettive reti sociali di riferimento.<br />
Se con il web 2.0 la Rete diviene un unico ambiente in costante evoluzione, gli apprendimenti in rete possono spaziare e svolgersi nei mondi digitali, attingendo da questi peculiarità, potenzialità e criticità specifiche da conoscere, studiare ed approfondire. Questo è uno degli scopi principali del volume, che ha un approccio analitico e strumentale: prendere consapevolezza delle specificità delle reti sociali per un loro uso efficace nei processi formativi, senza incappare nelle &#8220;illusioni&#8221; tecnologiche già viste nei primi anni dell&#8217;e-learning, e con profonda attenzione agli aspetti teorici e metodologici della progettazione formativa, dai principi di learning design alle tecniche di analisi dell&#8217;usabilità a quelle delle dinamiche sociali.&#8221;<br />
<strong><br />
Negli ultimi anni come è cambiato il ruolo e il profilo del blogger? E soprattutto dove sta andando?</strong><br />
&#8220;Da più parti si sostiene sempre più frequentemente che l&#8217;era dei blog è finita, che oggi la tendenza comunicativa in rete va verso forme più rapide ed essenziali come Twitter o lo &#8220;status&#8221; di Facebook. I flussi comunicativi sono ormai così intrecciati che non è raro vedere gli stessi contenuti replicati: un twit che passa in Facebook o viceversa, una notifica di un nuovo post nel blog che appare in Facebook o in Friendfeed. I &#8220;luoghi in rete&#8221; si moltiplicano e nascono nuovi problemi: proprio in questi giorni discutevamo con un collega su &#8220;dove&#8221; commentare un post? Direttamente sul blog o in Facebook? Certo è più facile discorrere sulla &#8220;piazza-Facebook&#8221; piuttosto che &#8220;andare a trovare&#8221; gli amici nelle loro &#8220;case-blog&#8221;!<br />
Ma la questione è più complessa: nel caso descritto nel nostro libro il blog riveste un un&#8217;importanza primaria: è il mezzo comunicativo principale, attraverso il quale si riflette, si propongono iniziative, si discute. Credo che ancora oggi (e molti blogger ne sono convinti) il blog sia un mezzo insostituibile per comunicare in modo più riflessivo e meditato, aldilà della frenesia degli instant messaging e del lifestream di twitter. Sono semplicemente diversi, rispondono a esigenze diverse, possono tranquillamente convivere.<br />
Per quanto concerne l&#8217;informazione non-mediata, blogger sono anche un canale espressivo e libero, in italia oggi forse l&#8217;unico o quasi. Il tam tam che passa nelle reti sociali è più celere e diretto dei canali broadcaster; é l&#8217;espressività di una situazione stagnante e opprimente (vedi movimento blogger liberi), mentre in alcune situazioni (vittoria usa di obama) sono strumenti di comunicazione decisivi. Ma per arrivare a questo in Italia abbiamo un problema di bacino d&#8217;utenza incredibile: la popolazione digitale italiana è ancora ben lontana dal rappresentare la popolazione reale, l&#8217;e-democracy è un punto d&#8217;arrivo per ora distante, che certo la forza dei blogger contribuisce ad avvicinarla.<br />
Per la diffusione della conoscenza: i blog sono luoghi di scambio di riflessione e conoscenza veloce, ben più veloce rispetto alla pubblicazione di journal o chapter in libri costosi e inaccessibili. Sono lo spazio dove circola la conoscenza dei ricercatori, e la maggior parte dei blog di ricercatori ed esperti è il primo punto informativo anche per il pubblico di non addetti ai lavori o studenti novizi.<br />
Certo ci sono notevoli criticità: pesante overload informativo (come seguire centinaia di blog, magari commentando?), tendenza all&#8217;auto-raccontarsi, esibizionismo intellettuale. Ma il lifelong learner consapevole sviluppa in fretta spirito critico e capacità di discernimento; è per questo che gli approcci formativi alla rete e al social networking sono cruciali, servono buoni lettori per buoni blogger.&#8221;<br />
<strong><br />
Facebook, Linkedin, Twitter, Myspace per citare i più vissuti dal popolo di intertnet. Quali i pregi e quali i rischi di questo mondo parallelo?</strong><br />
&#8220;Uno dei rischi è proprio quello di considerarli mondi paralleli, e di popolarli senza considerare che gli elementi caratteristici sono i medesimi della vita reale: affidabilità e veridicità delle informazioni, privacy e tutela dei propri livelli di visibilità nella condivisione delle informazioni e risorse, processi di costruzione dell&#8217;identità, dinamiche che favoriscono o al contrario inibiscono la partecipazione. Le reti sociali digitali amplificano e dilatano gli stessi elementi e gli stessi meccanismi del mondo reale: diversi studi affermano che solo una piccola parte della propria rete sociale digitale è estranea alle relazioni intraprese nella vita di tutti i giorni; l&#8217;errore è entrare in un ambiente di rete con leggerezza, non pensando che le informazioni condivise siano staccate e indipendenti rispetto alla propria identità digitale.<br />
Molti settori professionali fanno correre il tam tam delle proposte lavorative solo su Linked-in, mentre artisti e cantanti usano gli ambienti sociali in rete (MySpace, Facebook) per dialogare direttamente con i propri fan e l&#8217;uso di Twitter supera la precisione e la celerità di informazione delle ansa. Nessuno di noi però si sognerebbe mai di lasciare un 12enne attaccato ad un computer (magari in un gioco virtuale online collaborativo) a trascorre le sue giornate e serate sviluppando una socialità virtuale, così come non lo si dovrebbe lasciare ugualmente inebetito e passivo davanti alla televisione (senza neppure il beneficio dell&#8217;interazione sincrona a distanza). Se buon senso e moderazione dovrebbero correre sul filo dell&#8217;equilibrio in ogni mondo, è altrettanto importante sviluppare competenze e abilità specifiche per un uso consapevole delle reti sociali, che non trascurino le peculiarità e le specificità di cui si è parlato prima, soprattutto non prescindendo dal necessario supporto formativo per l&#8217;acquisizione di tali compenteze, processo tutt&#8217;altro che banale.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che modo avete trattato l&#8217;aspetto importante dell&#8217;e-learning in relazione al web 2.0?</strong><br />
&#8220;Come già detto, i processi formativi e di apprendimento sono parte integrante delle azioni e dell&#8217;uso consapevole che si fa degli ambienti di social networking. L&#8217;e-learning, dopo tanta teoria sugli apprendimenti collaborativi che però restavano imbrigliati nei profili di una piattaforma e-learning proprietaria (nel senso informatico del termine o di un&#8217;istituzione formativa), fa spaziare ora i suoi processi di apprendimento ( in serendipity, auto-apprendimento o collaborativi) nella Rete, dagli ambienti tipo PLE come l&#8217;esempio di LTEver del libro o gruppi di apprendimento in Facebook, poggiandosi proprio sui gruppi sociali come nodi di conoscenza: un singolo soggetto entra in contatto con altri soggetti della rete, per cui le conoscenze non sono date solo dai contenuti quanto dal saper percorrere i legami fra i contenuti e, soprattutto, i partecipanti. E&#8217; un po&#8217; l&#8217;essenza della corrente di pensiero del connettivismo, proposta da George Siemens e da noi spesso ripresa (anche in modo critico) per spiegare i meccanismi che sono alla base delle modalità di apprendimento (solo in parte nuove, ma con grandi possibilità di sviluppo) che si possono riscontrare tra gli &#8220;abitanti&#8221; del social web.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Fini</strong> è insegnante, consulente e formatore. Collaboratore del Laboratorio di Tecnologie dell&#8217;educazione dell&#8217;Università di Firenze e docente in Master e corsi postlaurea, è dottorando di ricerca in «Telematica e Società dell&#8217;Informazione». Il suo blog, www.fininformatica.it, è parte integrante della sua attività di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maria Elisabetta Cigognini</strong> collabora come consulente e progettista e-learning in ambito aziendale e universitario dal 2003. Dopo il master in «Progettista e gestore della formazione in rete» dell&#8217;Università di Firenze consegue il dottorato di ricerca in «Telematica e Società dell&#8217;Informazione» nel 2008, sul tema della gestione della conoscenza personale in rete (PKM &#8211; Personal Knowledge Management). Fra i suoi interessi di ricerca gli usi formativi degli ambienti di social networking e l&#8217;e-knowledge.</p>
<p>Autore: Antonio Fini &#8211; Maria Elisabetta Cigognini (a cura di) &#8211; Elvis Mazzoni &#8211; Gisella Paoletti &#8211; Paola Ponti &#8211; Sara Rigutti<br />
Titolo: Web 2.0 e social networking. Nuovi paradigmi per la formazione<br />
Editore: Erickson centro studi<br />
Anno di pubblicazione: 2009<br />
Prezzo: 19,50 euro<br />
Pagine: 186</p>
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		<title>&#8220;Il fatto&#8221;, giornalismo &#8220;travagliato&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 00:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Giovinazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>
		<category><![CDATA[antefatto]]></category>
		<category><![CDATA[antonio padellaro]]></category>
		<category><![CDATA[il fatto quotidiano]]></category>
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		<description><![CDATA[In edicola dal 23 settembre &#8220;il Fatto quotidiano&#8221; ha fatto subito il pieno di lettori.
Marco Travaglio, giornalista sempre più alla ribalta sia per professione sia per apparizioni tv, è il fiore all&#8217;occhiello del nuovo giornale. Un prodotto nuovo, deciso, spietato. E  soprattutto diverso. Ma è davvero così? L&#8217;ennesimo prodotto della stampa nazionale arriva sul palconoscenico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In edicola dal 23 settembre &#8220;<strong><em>il Fatto quotidiano</em></strong>&#8221; ha fatto subito il pieno di lettori.<span id="more-670"></span><strong><br />
Marco Travaglio</strong>, giornalista sempre più alla ribalta sia per professione sia per apparizioni tv, è il fiore all&#8217;occhiello del nuovo giornale. Un prodotto nuovo, deciso, spietato. E  soprattutto diverso. Ma è davvero così? L&#8217;ennesimo prodotto della stampa nazionale arriva sul palconoscenico mediatico dopo una buona attesa durata alcuni mesi, quando il popolo della rete ha cominciato ad interrogarsi sul ritorno di Travaglio al giornalismo scritto più che televisivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è questa la novità: <strong>Travaglio</strong> ha continuato a scrivere sui giornali ma non era, da tempo, tra i fondatori di una nuova idea giornalistica. Da questo punto di vista, l&#8217;incontro con Antonio Padellaro ha fatto il resto. Quello che ne risulta, tuttavia, è un giornalismo che rispecchia la falsariga del Travaglio di &#8220;Anno Zero&#8221;. Il coraggio e l&#8217;ironia di informare non mancano, malgrado questo provochi una ripetizione che viene accolta generosamente, ed esaltata, dal popolo di sinistra. Un giornalismo sincero, basato sui fatti, urlato ma spesso unidirezionale e ridondante.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo stile</strong>. Graffiante, senza scrupoli, ambiguo. Le 20 pagine de &#8220;Il fatto quotidiano&#8221; rompono qualcosa nel presente editoriale italiano. Ci sono le verità spesso taciute che vengono enfatizzate, sottolineate. Quello che appare, dai primi giorni di pubblicazione, è che calcare la mano su argomenti attuali e su cui altri giornali stanno vendendo copie e facendo registrare un boom di clic, porta lettori non tanto per la notizia quanto per la ripetizione della stessa. In un quadro più ampio si nota uno spazio maggiore, forse troppo, dedicato alla politica e meno attenzione alla cronaca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong>La grafica</strong>. Come dicono i lettori, dai commenti pubblicati sulla bacheca di Twitter (username @antefatto), il lavoro grafico va migliorato. Da apprezzare l&#8217;editoriale tutto in prima pagina, come pochi se ne vedono ormai negli altri quotidiani in edicola. La scelta del colore, rosso, e la mancanza di poche cornici grafiche ad effetto danno un&#8217;immagine di un giornale poco giovane.</p>
<p>Info: <a href="http://antefatto.it" target="_blank">http://antefatto.it</a></p>
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