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	<title>Ghigliottina.it &#187; Elisa Bonfadini</title>
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	<description>Settimanale online di informazione</description>
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		<title>Festival del lusso</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 06:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[lusso]]></category>
		<category><![CDATA[lusso essenziale]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; arrivato il festival del lusso a Roma dal 17 al 23 Maggio. Roma interpreta una nuova Dolce Vita alla riscoperta della straordinarietà del quotidiano. Dal 17 al 23 Maggio, è ripartito il Festival del Lusso Essenziale con un percorso di incontri, mostre e  progetti che si snoda lungo Via Nazionale. Parole chiave di questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; arrivato il festival del lusso a Roma dal 17 al 23 Maggio. <span id="more-3723"></span><strong>Roma interpreta una nuova Dolce Vita </strong>alla riscoperta della straordinarietà del quotidiano. Dal 17 al 23 Maggio, è ripartito il Festival del Lusso Essenziale con un percorso di incontri, mostre e  progetti che si snoda lungo Via Nazionale. Parole chiave di questa seconda edizione: semplicità, autenticità e straordinarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il successo dello scorso anno ha preso il via la seconda edizione del <strong>Festival del Lusso Essenziale</strong>: un contenitore ricco di progetti e iniziative che si propone come luogo in cui sperimentare, attraverso linguaggi diversi, un nuovo stile di pensiero. <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 17 al 23 Maggio, Roma ha ospitato un evento unico che, a 50 anni di distanza, re-interpreta la Dolce Vita, proponendo una lettura contemporanea fatta di nuovi miti quali: tempo, spazio, natura, e sollecita una riflessione sulla <em>joie de vivre </em>come riscoperta di quella parte di realtà autentica fatta di quotidianità vera e straordinaria.<strong> Scoprire lo straordinario nel quotidiano: questo il messaggio che il Festival cerca di raccontare. </strong>Perdersi nei luoghi con un occhio nuovo utilizzando la prospettiva felliniana di “affrontare un film sulla Roma moderna  come un documentario sull’Amazzonia”. I luoghi si offrono agli spettatori nelle loro forme più nascoste e curiose tutte da studiare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’itinerario di questa edizione del <strong>Festival</strong> disegna gli spazi della nuova Dolce Vita partendo da <strong>Via Nazionale</strong>, l’elegante strada umbertina che, durante la seconda guerra mondiale, espose all’interno del negozietto Funny Face Shop i primi lavori di un giovanissimo Fellini umorista. “The most ferocius and amusing caricaturists are eyeing you!sit down and tremble!”</p>
<p style="text-align: justify;">Così, iniziando da: <strong>Mercati di Traiano</strong>, <strong>Giardini di Villa Aldobrandini</strong>, <strong>Palazzo delle Esposizioni</strong> e proseguendo per tutta <strong>Via Nazionale</strong> fino alle <strong>Terme di Diocleziano</strong>, si scoprono inaspettati e straordinari nuovi punti di vista. <strong>Una passeggiata nella nuova Dolce Vita, fra antichi giardini e orti certosini tra le mura delle Terme di Diocleziano, fili di lana sull’arredo urbano di Via Nazionale, installazioni luminose nello Spazio Fontana di Palazzo delle Esposizioni e un giardino sonoro nei Giardini di Villa Aldobrandini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un ricco cartellone di convegni, workshop ed eventi caratterizza alcuni momenti importanti della settimana romana del <strong>Festival del Lusso Essenziale</strong>, con la partecipazione di artisti, designer, sociologi e architetti per riflettere sulla straordinarietà del quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione e’ un’iniziativa ideata da <strong>Lusso Essenziale</strong>, realizzata <strong>con il sostegno del Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali – Dipartimento Cultura, Servizio Mostre ed Eventi Culturali Cittadini e della Moda in collaborazione con la Camera di Commercio </strong><strong>di Roma. </strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FESTIVAL DEL LUSSO ESSENZIALE: LUOGHI, PERCORSI E PROGETTI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Lusso Essenziale</strong> è una carta geografica con latitudini e longitudini, progetti e luoghi come riferimenti, colori per marcare strade, piazze, musei, giardini e con una legenda che fornisce la chiave d’interpretazione di uno spazio urbano che si lascia leggere in un modo del tutto nuovo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mercati di Traiano &#8211; Grande Aula</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Grande Aula ritrova la sua vocazione pubblica e torna ad essere la struttura di servizio del Foro destinata a cerimonie ufficiali. La sala rettangolare &#8211; livello principale del corpo di fabbrica denominato Grande Aula che si sviluppa su 4 livelli &#8211; ospita durante il festival un ciclo di conferenze. Si comincia <strong>martedì 18 maggio</strong>, alle <strong>ore 20</strong>, con la <strong>conferenza “l’uomo artigiano”</strong>, dedicata al valore emozionale delle tecniche manuali del fare dell’essere umano, che inaugura il programma dei <strong>“racconti ai Mercati”</strong>. Seguono, rispettivamente, <strong>mercoledì 19</strong> <strong>e giovedì 20 maggio</strong>, alla stessa ora, <strong>“scene di giardino”</strong>, appuntamento incentrato sul giardino come luogo d’incontro tra natura e artefatto, e <strong>“la semplicità del lusso essenziale”</strong>, conferenza sulla semplicità attraverso la quale sottrarre ovvietà e aggiungere valore al quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Semplice, autentico, straordinario: parole chiave dell’alfabeto del lusso essenziale, accompagnano lo spettatore alla riscoperta della straordinarietà del quotidiano. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un calendario denso di worshop e laboratori, come quelli dedicati all’orto biologico e al giardino sostenibile, i “knit café: incontri di maglia”, e gli aperitivi essenziali fanno parte di questo percorso di riscoperta, rigorosamente slow.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autenticità è l’artigianalità dell’homo faber espressa da “mano-mente-desiderio-ragione”, dell’uomo “creatore di sé stesso” capace di mettere un impegno personale nelle cose che fa.</p>
<p style="text-align: justify;">La straordinarietà è quella immediata e accessibile che si cela negli orti, che prende forma nei movimenti e nelle voci delle persone che popolano i giardini e si arrampica nei paesaggi urbani popolati da piante pioniere che disegnano un “giardino planetario”. La semplicità è amare i progetti, le cose, le esperienze che rendono la vita più semplice. “E’ sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo” .</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Via Nazionale – Palazzo delle Esposizioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’elegante strada umbertina che durante la seconda guerra mondiale espose, all’interno del negozietto Funny Face Shop, i primi lavori di un giovanissimo Fellini umorista -“The most ferocius and amusing caricaturists are eyeing you! sit down and tremble!” &#8211; lascia scoprire il suo fisico da Nuova Dolce Vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Via Nazionale ospita l’<strong>installazione di arte pubblica “Nazionale 2010”</strong>, <strong>dell’artista Magda Sayeg</strong>, e coinvolge il passante in un continuo gioco di deriva situazionista in cui l’attraversamento spinge ad osservare con occhi diversi. In una strada che sa di boulevard parigino si può esplorare una dimensione del tempo, dello spazio e della natura, del tutto inaspettata. I grandi marciapiedi, i caffè delle due esedre, i palazzi con le mensole decorate di fine Ottocento, i Giardini di Villa Aldobrandini, permettono di guardare, di ascoltare, di viaggiare  e di fermarsi. Di abituarsi ai propri ritmi e seguire il proprio umore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo Spazio Fontana di Palazzo delle Esposizioni</strong> si trasforma in un microcosmo luminoso:<strong> </strong>“<strong>Knitted Microcosm In Pink”. </strong><strong>I visitatori sono invitati a perdersi tra i grandi tubi luminescenti rivestiti di maglia colorata realizzati da Magda Sayeg per poi ritrovarsi attraverso il suono della lana che li accompagna. E’ il suono del ferro e del legno.</strong> Il suono del knitting, curato da Architettura Sonora/Applied Acoustics con il sound di Lorenzo Brusci e Mario Madia, invade lo spazio.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La lana, con l’alternarsi del suono e della luce naturale e artificiale, diventa testo, racconto, generando un pattern sempre diverso. E’ il lavoro di una sofisticata designer che utilizza il suo studio sul textile per creare installazioni luminose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto in esclusiva di Magda Sayeg</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In occasione della seconda edizione del Festival del Lusso Essenziale, Magda Sayeg realizzerà un’opera in esclusiva. Fili di lana colorati si lasciano intrecciare dalle sue mani per avvolgere una smart che, girando per la città, racconta la storia della nuova Dolce Vita vissuta come una contemporanea riscoperta di una straordinarietà del quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giardini di Villa Aldobrandini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I Giardini si arrampicano su una terrazza inventando una dimensione di felicità collettiva da consumare tra antiche specie arboree, palme, cipressi, magnolie e camelie. Rampe di scale antiche permettono ai visitatori di conquistare uno sguardo di straordinaria quotidianità sulla città.</p>
<p style="text-align: justify;">Un giardino pubblico accoglie e si prende cura del passante, casuale o abitudinario, offrendogli riparo dai rumori del traffico e una pausa di abbandono e di meditazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suono, la luce, la selezione di particolari specie vegetali, formano una nuova possibile sintesi tra natura, cultura e tecnologia. E suggeriscono forme nuove ed avanzate di qualità urbana.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorpresa, sosta, scoperta e sorriso, guidano i visitatori all’interno del <strong>Giardino Sonoro </strong>realizzato<strong> nei Giardini di Villa Aldobrandini. Moduli sonori ambientali, curati da Architettura Sonora/Applied Acoustics, </strong><strong>amplificano</strong><strong> le caratteristiche paesaggistiche e più specificatamente botaniche dell’area coinvolta</strong>. Il suono interagisce con variabili antropiche e climatiche, maschera il rumore della città e permette di scoprire i suoni del paesaggio, i suoni artificiali e le composizioni sonore solitamente nascoste e impercettibili all’ascolto giornaliero. Un esempio virtuoso di design urbano per spazi pubblici simbolico e multisensoriale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Terme di Diocleziano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il giardino, luogo deputato all’incontro tra natura e artefatto, è il filtro simbolico insostituibile attraverso il quale gli uomini hanno sempre cercato di configurare il loro stesso rapporto con la natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dice che l’uomo nasca in un giardino e che  “non esiste al mondo nessuna civiltà che non abbia mai provato il bisogno di avere i suoi giardini”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Terme di Diocleziano, con il Chiostro di Michelangelo, i Giardini dei 500, gli orti dei monaci certosini, documentano quest’arte che contiene in sé una più profonda ricerca di senso: la storia degli uomini in cerca di una loro rappresentazione del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Giovani artisti raccontano attraverso le loro opere la straordinarietà del paesaggio, in una mostra collettiva dal titolo <strong>L’arte dei giardini. Proposte di <em>Prossimità</em> della Natura, </strong>curata da Roberta Perfetti, che abbraccia gli spazi interni ed esterni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli artisti: Andrea Aquilanti, Alessandro Cannistrà, Gea Casolaro Giacomo Costa, Massimo Catalani, Ettore Frani, Piero Gilardi, Jesus Mari Lazkano, Hiromi Masuda, Maria Elisabetta Novello, Hannu Palosuo, </strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La seconda edizione del Festival del Lusso Essenziale è realizzata grazie a Smart, il più giovane marchio automobilistico. Autentica vettura culto che colora i panorami urbani delle principali città del mondo, smart è la combinazione ideale di mobilità, ecologia e lifestyle, ed è perfetta per le esigenze dei nostri giorni.</p>
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		<title>Stage di Musical a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 06:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al via gli stage di musical a Roma con Stefania Pacifico.
Francesca Cipriani presenta: stage di musical con Stefania Pacifico: capo balletto e responsabile della Compagnia della Rancia.
Un vero laboratorio intensivo sul Musical, organizzato a Roma il 29 e 30 maggio presso la sede del teatro Golden (via Taranto 36 – zona San Giovanni).
Ad aprire e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al via gli stage di musical a Roma con Stefania Pacifico.<span id="more-3687"></span></p>
<p>Francesca Cipriani presenta: stage di musical con <strong>Stefania Pacifico</strong>: capo balletto e responsabile della <strong>Compagnia della Rancia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un vero laboratorio intensivo sul Musical, organizzato a <strong>Roma il 29 e 30 maggio presso la sede del teatro Golden</strong> (via Taranto 36 – zona San Giovanni).</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aprire e dirigere i lavori sarà <strong>Stefania Pacifico</strong>, capo balletto e responsabile artistico della <strong>compagnia della Rancia</strong>, che offrirà la sua professionalità ed esperienza a coloro che vorranno misurarsi con l’ecletticità e la complessità di questo genere che in Italia sta dando vita a nuove e importanti produzioni. <strong>Articolato in due giornate</strong> di lezioni, per un totale di 12 ore, il corso consisterà in una full immersion nelle discipline della danza, del canto, della recitazione, che nel musical dinamicamente si intrecciano e spesso si sovrappongono: dallo studio tecnico all’analisi della storia del genere, dall’allestimento di coreografie alla preparazione di brani da repertorio, gli alunni avranno l’opportunità di arricchire il proprio bagaglio teorico, imparare  i tempi e le strategie di lavoro, misurare le proprie attitudini specifiche, valutare gli ambiti di miglioramento.</p>
<p style="text-align: justify;">La costante supervisione di Stefania Pacifico si avvarrà delle competenze di <strong>Gerardo Porcelluzzi</strong>, ballerino e coreografo, per il settore danza e il supporto di <strong>Davide Misiano</strong>, cantante e insegnante di canto, per l’approccio alla tecnica vocale, entrambi insegnanti nella scuola romana di Musical “<em><strong>Di Lunedì e non solo</strong></em>” e stretti collaboratori di Stefania Pacifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Un nuovo modo di fare scuola per dare ai giovani l’opportunità di arricchire il proprio percorso individuale attraverso un contatto diretto con la realtà vitale del Musical italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Per informazioni e prenotazioni</strong>: info@francescacipriani.net; cell. 392 2215178.</p>
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		<title>“Amici” di Maria De Filippi</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 06:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[francesca cipriani]]></category>
		<category><![CDATA[gabriella scalise]]></category>
		<category><![CDATA[maria de filippi]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[stage canto]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via lo stage di canto di Gabriella Scalise.Musica: dopo &#8220;Amici di Maria De Filippi&#8221; proseguono le lezioni di canto di Francesca Cipriani.
Presentazione dello stage di canto tenuto da Gabriella Scalise, insegnante della trasmissione di Canale 5.
Dopo il programma “Amici di Maria De Filippi” tornano le lezioni di canto di Gabriella Scalise, da due anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al via lo stage di canto di Gabriella Scalise.<span id="more-3684"></span><strong>Musica</strong>: dopo &#8220;Amici di Maria De Filippi&#8221; proseguono le lezioni di canto di Francesca Cipriani.</p>
<p>Presentazione dello stage di canto tenuto da Gabriella Scalise, insegnante della trasmissione di Canale 5.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il programma “<strong><em>Amici di Maria De Filippi</em></strong>” tornano le lezioni di canto di <strong>Gabriella Scalise</strong>, da due anni docente nella popolare trasmissione di Canale 5 che ha chiuso i battenti poche settimane fa. Dagli schermi tv le lezioni si sposteranno nella capitale, dove Francesca Cipriani ha organizzato <strong>uno stage formativo della durata di due giorni</strong>, allo scopo di fornire ai partecipanti le linee guida per un approccio globale e specificamente artistico alla complessa disciplina del canto.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie ai metodi di insegnamento di Gabriella Scalise – che nel suo curriculum vanta collaborazioni con artisti del calibro di <strong>Giorgia, Alex Britti, Alex Baroni, Edoardo Bennato, Mario Biondi</strong>, ecc. – i cantanti saranno impegnati in un laboratorio intensivo che li vedrà misurarsi da un lato con la tecnica vocale, sì da acquisire una più consapevole padronanza delle diverse qualità vocali, dall’altro con l’eterogeneo mondo degli stili e con la necessità di una ricerca della propria natura artistica, altrettanto importante per rendere costante e vivo il rapporto intimo con la musica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corso, della durata di due giorni, si terrà il 29 e 30 maggio a Roma, presso Danza 2000, via Gino Capponi 88 (Metro Furio Camillo).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per info e prenotazioni</strong>: www.francescacipriani.net; cell: 392 2215178.</p>
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		<title>NavigaMI: salone nautico a Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 06:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[dal 30 aprile al 2 maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Dopo 50 anni torna]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo 50 anni torna, dal 30 aprile al 2 maggio, sul Naviglio Grande il salone della nautica del capoluogo milanese. L&#8217;evento è nato dalla partnership tra Navigli Lombardi e Yacht &#38; Sail &#8211; Rizzoli Publishing Italia (RCS MediaGroup) con il patrocinio e il contributo dell’Assessorato alle Attività produttive. La manifestazione, che torna a Milano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Dopo 50 anni torna, dal 30 aprile al 2 maggio,<strong> sul Naviglio Grande</strong> il salone della nautica del capoluogo milanese. L&#8217;evento è nato dalla partnership tra <strong>Navigli Lombardi e Yacht &amp; Sail &#8211; Rizzoli Publishing Italia (RCS MediaGroup)</strong> con il patrocinio e il contributo dell’Assessorato alle Attività produttive. La manifestazione, che torna a Milano a cinquant’anni dalla nascita, è stata presentata alla  Bit2010.<span id="more-3608"></span><strong>Milano</strong>, la città italiana con più appassionati di nautica, organizza il primo evento dedicato ai natanti e alle imbarcazioni fino a 12 metri: <strong>un salone galleggiante</strong> che offrirà ai visitatori la possibilità di salire a bordo delle barche e di provarle sul Naviglio Grande. “<em>Da quattro anni l’Assessorato che rappresento ha scelto di sostenere e potenziare  gli  eventi  che  si sviluppano intorno al concetto di rivalutazione della Darsena e delle antiche vie d’acqua cittadine</em> &#8211; ha ricordato  l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Identità Massimiliano Orsatti intervenendo alla presentazione dell’iniziativa -.</p>
<p style="text-align: justify; "><em>&#8220;Nella convinzione che iniziative come questa valorizzino una grande tradizione imprenditoriale e artigianale, da sempre presente sul territorio milanese e lombardo, la nautica. <strong>NavigaMI</strong></em> – ha aggiunto &#8211; <em>oltre a esporre natanti e bellissime imbarcazioni, rappresenta un’occasione importante per incrementare e migliorare la rete di attività che stiamo realizzando per valorizzare e promuovere un quartiere ad alto interesse storico e culturale come i Navigli, sempre più determinante per lo sviluppo turistico della città soprattutto in vista di Expo 2015&#8243;</em>.</p>
<p><strong> Il salone dedica ampio spazio alla cantieristica</strong>. Il pubblico troverà anche aree dedicate ad accessori e attrezzature, scuole di vela, società di charter per il noleggio delle imbarcazioni e temporary shop di aziende di<br />
abbigliamento nautico.</p>
<p>Per incentivare l’uso e l’acquisto delle imbarcazioni, durante il periodo della manifestazione sarà organizzato un corso per il conseguimento della patente nautica, con l’obiettivo di offrire <strong>a giovani universitari cento patenti a prezzo vantaggioso,</strong> mentre i ragazzi dai 7 ai 15 anni potranno provare le piccole barche messe a disposizione dalla Federazione Italiana Motonautica.</p>
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		<title>Expo 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 06:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[esposizione universale]]></category>
		<category><![CDATA[expo 2010]]></category>
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		<category><![CDATA[Prestigiacomo]]></category>
		<category><![CDATA[shanghai]]></category>
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		<description><![CDATA[Al via l&#8217;Esposizione Universale 2010 di ShanghaiL’Esposizione Universale di Shanghai 2010 che avrà luogo dal 1 maggio fino al 31 ottobre, sarà la grande occasione per esplorare il potenziale delle città nel 21° secolo, un momento significativo alla scoperta dell’evoluzione dei centri urbani e del concetto di civilizzazione del nostro Pianeta.
Per 184 giorni Shanghai sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Al via l&#8217;Esposizione Universale 2010 di Shanghai<span id="more-3594"></span><strong>L’Esposizione Universale di Shanghai 2010</strong> che avrà luogo dal 1 maggio fino al 31 ottobre, sarà la grande occasione per esplorare il potenziale delle città nel 21° secolo, un momento significativo alla scoperta dell’<strong>evoluzione dei centri urbani e del concetto di civilizzazione del nostro Pianeta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per 184 giorni<strong> Shanghai sarà polo di attrazione per governi e persone di tutto il mondo. </strong>Si tratta della prima esposizione universale incentrata sul tema della città, Shanghai 2010 metterà a confronto esperienze diverse di sviluppo, conoscenze avanzate sull&#8217;urbanistica e nuovi approcci all’habitat umano (stili di vita innovativi, nuove condizioni di lavoro) al fine di incoraggiare e promuovere uno sviluppo sostenibile tra differenti comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella nuova era, l’Expo di Shanghai auspica un<strong> </strong><em><strong>progresso incentrato sull’uomo</strong></em><strong>.</strong> Un cammino fatto di innovazione scientifica e tecnologica, diversità culturale e cooperazione vincente per un futuro migliore, puntando sul legame cruciale tra rinnovamento e interazione tra i popoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ci sono <strong>200 nazioni</strong>, moltissime <strong>organizzazioni internazionali </strong>coinvolte, <strong>oltre 70 milioni di visitatori previsti, l’Expo di Shanghai sarà un evento di portata internazionale straordinaria</strong>.</em> Un record di partecipazione e di pubblico mai avuto nella storia delle Esposizioni Universali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il logo dell’Expo</strong> si ispira alla figura del carattere cinese<strong></strong> che significa “il mondo”. <em>L’emblema proietta l’immagine di tre persone &#8211; io, tu, lui/lei – nel momento dell’abbraccio, a simbolo della grande famiglia del genere umano in armonia e felicità.</em> Il logo rappresenta così il focus dell’Expo 2010 sui temi di “<strong>comprensione, comunicazione, unione e cooperazione</strong>” rimandando al concetto di sviluppo sostenibile incentrato sui valori umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Padiglione Italia, in occasione della apertura di prova, e&#8217; stato letteralmente preso d&#8217;assalto da <strong>diverse migliaia di visitatori</strong>, tanto che gli organizzatori sono stati costretti a richiedere l&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine locali, per contenere il grande afflusso di persone attratte dalle eccellenze del Made in Italy esposte. Lo ha rivelato Beniamino Quintieri, commissario generale del governo per l&#8217;Expo di Shanghai 2010, durante la conferenza stampa che si e&#8217; svolta a Firenze, per presentare i programmi della Regione Toscana all&#8217;esposizione universale.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;G<em>li organizzatori hanno giustamente pensato di fare due-tre prove, prima dell&#8217;apertura ufficiale</em> -ha spiegato Quintieri- <em>dopo l’apertura di circa la meta&#8217; dei padiglioni, e la distribuzione di circa</em><strong><em> 200 mila biglietti</em></strong><em>, noi siamo stati invasi dal pubblico. Per cui, a un certo punto, abbiamo anche dovuto chiudere il padiglione e chiamare la polizia per contenere il grande afflusso di gente. Questo e&#8217; beneaugurante -ha osservato il commissario del governo- perche&#8217; dimostra l&#8217;attenzione dei cinesi verso l&#8217;Italia</em>&#8220;. Progettato dall’architetto <strong>Giampaolo Imbrighi</strong><strong> </strong>e dai suoi Associati, il padiglione illustra i <strong>valori culturali italiani senza dimenticare quelli del paese ospite</strong>, con un omaggio alla città di Shanghai e al famoso gioco che prende il suo nome.</p>
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		<title>20eventi: l&#8217;arte contemporanea</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 06:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro incontri sull’arte contemporanea aprono 20eventi 2010.La V edizione di 20eventi si apre con un ciclo di 4 incontri sull’arte contemporanea in collaborazione con la Real Academia de Espana di Roma, che si svolgeranno dal 7 aprile al 13 maggio 2010 nella sede di Piazza San Pietro in Montorio. Il ciclo di incontri, dal titolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quattro incontri sull’arte contemporanea aprono 20eventi 2010.<span id="more-3479"></span>La <strong>V edizione di <em>20eventi</em></strong> si apre con <strong>un ciclo di 4 incontri sull’arte contemporanea</strong><strong> </strong>in collaborazione con la<strong> Real Academia de Espana </strong>di <strong>Roma</strong>, che si svolgeranno dal <strong>7 aprile al 13 maggio</strong> <strong>2010</strong> nella sede di Piazza San Pietro in Montorio. Il ciclo di incontri, dal titolo<strong> <em>“A bordo dell’opera – il tessuto dell’opera d’arte”</em></strong>, parte dalla visione dell’arte ed i suoi risvolti sulla società come un tessuto di idee, per portare relatori e pubblico a confrontarsi con alcuni dei temi più attuali dell’arte contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo incontro si è svolto il <strong>7 aprile </strong>ed ha avuto per protagonisti <strong>Bartolomeo Marì</strong>, Direttore del <strong>MACBA</strong> di Barcelona e <strong>Massimo Barbero</strong>, Direttore del <strong>MACRO</strong> di Roma che tra “<strong><em>Bordi e incrinature” </em></strong>hanno cercato di stabilire limiti e confini di ciò che definiamo opera d’arte. Il <strong>20 aprile</strong>, con <em>“<strong>Ricami e Strappi</strong>”</em>, si affronterà il tema della creatività<strong><em> </em></strong>con <strong>Simonetta Lux</strong>, professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea nell’Università di Roma “La Sapienza” e direttrice del <strong>MLAC, </strong>e con<strong> Jesus Carrillo</strong>, Direttore Programmi Culturali del Museo Reina Sofia di Madrid. Il <strong>7 maggio</strong> <strong>Juan Vidarte</strong>, Direttore del museo <strong>Guggenheim di Bilbao</strong> e <strong>Margherita Guccione</strong>, Direttore di <strong>MAXXI Architettura di Roma</strong> in “<strong><em>Trame e Transiti</em></strong>” parleranno di Architettura e scenografia urbana e del paesaggio. L’ultimo incontro, il <strong>13 maggio</strong>, metterà a confronto, tra “<strong><em>Asole e Risvolti</em></strong>”, <strong>Nilo Casares</strong>, critico d’arte e Curatore internazionale multimedia, e <strong>Flaminio Gualdoni, </strong>Preside Comunicazione e Didattica dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, sulla net.art e i suoi possibili sviluppi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <strong>22 maggio</strong> al <strong>6 giugno 2010</strong>, <strong><em>20eventi</em></strong> tornerà a far fiorire l’arte contemporanea in Sabina. I quattro borghi di <strong>Fara Sabina, Montopoli, Bocchignano, Toffia</strong> e la splendida <strong>Abbazia di Farfa</strong> si trasformeranno in un laboratorio dove far nascere idee e condividere esperienze. Decine di artisti si incontreranno per dar vita ad un convivio artistico aperto a tutti che coinvolgerà in prima persona gli abitanti dei paesi e tutto il pubblico presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la <strong>V edizione</strong> di <strong><em>20eventi</em></strong> i borghi della Sabina si confronteranno con le più avanzate tendenze della produzione artistica dei giovani artisti provenienti dalla <strong>Escola Massana</strong> di <strong>Barcellona</strong> e dei borsisti della <strong>Real Academia de Espana </strong>di<strong> Roma</strong>, insieme ai giovani artisti italiani provenienti dell’<strong>Accademia di Belle Arti di Frosinone</strong>.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>20eventi</em></strong> è una manifestazione realizzata soprattutto da giovani e rivolta ad un pubblico eterogeneo, che nasce con l’obiettivo di offrire ai giovani artisti l’opportunità di confrontarsi con il pubblico, anche quello che solitamente non frequenta musei e gallerie. L’ottimo radicamento che negli anni la manifestazione ha ottenuto nel territorio ha dato avvio al progetto <strong><em>Strada dell’Arte</em></strong>, realizzata con il contributo della Regione Lazio, che consisterà in una struttura complessa e unica nel suo genere, composta da un centro espositivo permanente e da manifestazioni periodiche che animeranno i borghi della Sabina.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle installazioni, alle performance e agli incontri con gli artisti, la V edizione di <strong><em>20eventi</em></strong> ospiterà un <strong>concorso</strong> <strong>fotografico</strong> e una <strong>caccia all’arte</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sedici giorni di festa</strong>, tra il <strong>22 maggio e il 6 giugno</strong> che offriranno un’occasione per passare un weekend in Sabina e scoprire, oltre all’arte contemporanea, i tesori ereditati dal passato e custoditi da questa antica terra. <strong><em>20eventi </em></strong>è promosso dalla <strong>Provincia di Rieti, con il sostegno della Regione Lazio e dei Comuni coinvolti.</strong></p>
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		<title>Freud e la creatività artistica</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 06:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<category><![CDATA[psicoanalisi]]></category>
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		<description><![CDATA[Freud e Picasso: tra genio, sregolatezza e analisi pscicologica.L&#8217;arte, impostasi sempre più nell&#8217;opinione pubblica, viene tutt&#8217;oggi guardata, osservata e studiata da cultori di diverse discipline con sempre maggior interesse. &#8220;Elementi di psicoanalisi dell&#8217;arte. Freud e la creatività artistica&#8221; (Editing art, 2007) di Ruggero Sicurelli, si propone di rileggere i contributi classici proposti da Freud e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Freud e Picasso: tra genio, sregolatezza e analisi pscicologica.<span id="more-3427"></span>L&#8217;arte, impostasi sempre più nell&#8217;opinione pubblica, viene tutt&#8217;oggi guardata, osservata e studiata da cultori di diverse discipline con sempre maggior interesse. &#8220;<strong>Elementi di psicoanalisi dell&#8217;arte. Freud e la creatività artistica</strong>&#8221; (<em>Editing art</em>, 2007) di Ruggero Sicurelli, si propone di rileggere i contributi classici proposti da Freud e dai suoi allievi sulla psicoanalisi applicata all&#8217;arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Fondata da <strong>Freud</strong>, la psicoanalisi, si propone tra le altre cose di mettere a punto un apparato teorico idoneo da essere preso in considerazione anche dai cultori delle discipline umane, le più diverse. A tutt&#8217;oggi, seppur sia divenuta quasi una moda, quella di far riferimento alla <strong>psicoanalisi riconducibile alle opere d&#8217;arte</strong>, si ha un&#8217;esponenziale carenza di contributi specifici concernenti alla psicoanalisi dell&#8217;arte vera e propria.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli artisti, nella loro produzione, si ritiene, siano stimolati da esperienze evocanti dei ricordi dimenticati. Questi, a loro volta, verrebbero dipinti sottoforma di desideri insoddisfatti. Per Freud quindi l&#8217;arte ha una valenza &#8220;<em>restauratrice</em>&#8220;, ovvero ha la funzione di sanare, seppur in modo parziale, gli strappi aperti dal processo di civilizzazione, affermando appunto: &#8220;<em>l&#8217;arte offre soddisfacenti sostitutivi per le più antiche rinunce imposte dalla civiltà e contribuisce a riconciliare l&#8217;uomo con i sacrifici da lui sostenuti in nome della civiltà stessa.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il volume sfrutta le opere d&#8217;arte di <strong>Pablo Picasso</strong>, una presenza criptica la sua,  che accompagna il lettore per tutto il volume, per &#8220;aiutare&#8221; la psicoanalisi nel suo percorso conoscitivo e di analisi, appunto, dell&#8217;arte in senso generale. Ed è forse il fatto che ai suoi maggiori dipinti venga accreditato un fondamentale inconscio durante la loro realizzazione ad aumentare l&#8217;importanza della disciplina psicologica in relazione alla lettura dell&#8217;opera d&#8217;arte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ruggiero Sicurelli, laureato in Sociologia e Psicologia. Da anni si occupa di creatività artistica. Ha pubblicato: &#8220;<em>Arteterapia, la creatività che cura</em>&#8220;, <em>&#8220;Occhi e occhiali nella storia dell&#8217;arte</em>&#8220;.</p>
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		<title>Heartjob racconta l’adolescenza</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 06:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[heartjob]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[marco mazzucchelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Quotidianità fatta di normalità, un vivere fatto di cose semplici.
Dodici storie. Un viaggio verso Amsterdam fatto da un gruppo di amici tutti adolescenti. Vite di ragazzi che si intrecciano, amori difficili o non dichiarati, ragazzi che subiscono il peso di etichettature per lo più sempre discriminanti ed ingiuste. Questo è Heartjob (Il filo, 2008) sguardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Quotidianità fatta di normalità, un vivere fatto di cose semplici.<span id="more-3424"></span></p>
<p style="text-align: justify; ">Dodici storie. Un viaggio verso <strong>Amsterdam </strong>fatto da un gruppo di <strong>amici tutti adolescenti</strong>. Vite di ragazzi che si intrecciano, amori difficili o non dichiarati, ragazzi che subiscono il peso di etichettature per lo più sempre discriminanti ed ingiuste. Questo è <strong><em>Heartjob </em></strong>(Il filo, 2008) sguardi teneri che a tratti rilasciano un senso fiabesco.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ed ancora un viaggio. <strong>Spagna</strong>, dove tutto ruota attorno a strani  interessi legati al mondo della droga. Momenti sofferti e crudeli, come quello nel quale perde la vita un giovane ragazzo di venticinque anni nel pieno del suo amore.</p>
<p style="text-align: justify; ">Un dipinto fatto di parole di un mondo, quello adolescenziale, in gradi di farci vedere che una generazione senza regole, disciplina ed autorità poste al loro controllo, <strong>giovani </strong>sbandati e senza valori, siano però <strong>capaci di amare vivendo con estrema intensità e semplicità le proprie emozioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify; "><strong>La giovinezza</strong>, che si rivela matura e acerba, di certo sempre “sfrontata”, consapevole del mondo dove cresciamo, dove viaggiamo, che si rivela sempre diverso e affilato.</p>
<p style="text-align: justify; ">Una quotidianità “<em>normale</em>”invece perché la realtà di ogni giorno, analizzata nelle sue sfaccettature più intime e negli interessanti risvolti che possono regalare le pieghe temporali, può essere più terribile e rivelatrice di qualsiasi altro contesto, fantascientifico o vampiresco che sia.</p>
<p>Un linguaggio quello utilizzato dal giovane autore, anch&#8217; esso <strong>semplice</strong>, <strong>pulito e diretto</strong>, che rapisce il lettore e lo conduce per mano nella lettura fino all&#8217;ultima pagina. Un linguaggio che si avvicina molto  a quello della generazione di cui lui racconta.</p>
<p><strong>Marco Mazzucchell</strong>i è nato a Tradate (VA). Si è laureato in Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale al Politecnico di Milano e attualmente lavora in uno studio di progettazione architettonica e ingegneristica. La raccolta di racconti Heartjob è la sua prima pubblicazione.</p>
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		<title>&#8220;Palace of the end&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 06:08:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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		<category><![CDATA[judith thomson]]></category>
		<category><![CDATA[neo edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[palace of the end]]></category>
		<category><![CDATA[piece teatrale]]></category>

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		<description><![CDATA[La pièce teatrale sull&#8217;Iraq  “Palace of the end” (Neo Edizioni, 2009) .Tre monologhi, tre visioni particolari, che hanno come perno il conflitto in Iraq.  Tre personaggi realmente esistiti di cui l&#8217;autrice, Judith Thomson, immagina sensazioni e punti di vista. Il monologo &#8211; “Le mie piramidi” &#8211; dedicato a Lynndie England, soldatessa americana resa famosa dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La pièce teatrale sull&#8217;Iraq  “<strong><em>Palace of the end</em></strong>” (Neo Edizioni, 2009) .<span id="more-3198"></span>Tre monologhi, tre visioni particolari, che hanno come perno il <strong>conflitto in Iraq</strong>.  Tre personaggi realmente esistiti di cui l&#8217;autrice, Judith Thomson, immagina sensazioni e punti di vista. Il monologo &#8211; “Le mie piramidi” &#8211; dedicato a Lynndie England, soldatessa americana resa famosa dalle foto in cui sevizia prigionieri nel carcere di Abu Ghraib.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro la cui forza risiede nel suo racconto lucido, semplice ma allo stesso tempo duro. <strong>Un testo di denuncia</strong>, che accusa tanto l&#8217;avanposto delle democrazie occidentali, quanto l&#8217;avanposto della barberia irachena. Una denuncia fatta da chi l&#8217;arroganza della guerra la subisce, <strong>una guerra che non risparmia nessuno, etnie differenti, razze differenti, credi differenti, senza mai emettere giudizi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non ci sono ne buoni ne cattivi in questa guerra, solamente vittime. “Palace of the end”, con la forza del suo linguaggio, il rigore della rappresentazione, il suo opporre storie private alla Storia del mondo, raggiunge pienamente questo scopo.  <strong>Il suo sguardo diventa una testimonianza vivida e un’esortazione a capire che le origini del male possono essere lontane dai luoghi in cui solitamente ci ostiniamo a cercarle.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Judith Thompson</strong>, canadese, è docente di Teatro e Arte Drammatica presso l’Università di Guelph, in Ontario. Prolifica e riconosciuta autrice per il teatro, i suoi maggiori lavori, spesso costruiti per monologhi, conservano una grandissima forza letteraria. È considerata una delle più eminenti drammaturghe canadesi e la sua opera ha riscosso un successo internazionale. Tra i 12 maggiori testi pubblicati tra il 1980 ed il 2008, molti di questi hanno ricevuto premi e riconoscimenti. Sua la sceneggiatura di “Lost and Delirious“. Attualmente vive a Toronto con suo marito e i suoi cinque figli. Ad oggi le opere di Judith Thompson restano sconosciute in Italia.</p>
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		<title>&#8220;I cani la fuori&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 06:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Bonfadini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Undici racconti intrisi di gusto pulp e nero sarcasmo per Gianni Tetti.La raccolta di racconti “I cani là fuori” (Neo Edizioni, 2009) riesce a cogliere gli istinti più profondi dell’umanità, quei sentimenti ancestrali che spesso ci ricordano la nostra natura animale. Attraverso una scrittura sobria e schietta, senza ipocrisie né vani ghirigori stilistici.
Uno straniero che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Undici racconti intrisi di gusto pulp e nero sarcasmo per Gianni Tetti.<span id="more-3194"></span>La raccolta di racconti “<em><strong>I cani là fuori</strong></em>” (Neo Edizioni, 2009) riesce a cogliere gli istinti più profondi dell’umanità, quei sentimenti ancestrali che spesso ci ricordano la nostra natura animale. Attraverso una scrittura sobria e schietta, senza ipocrisie né vani ghirigori stilistici.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno straniero che insegue un altro straniero; un figlio reso ossessionato dai suo denti a causa del padre; un ragazzino con l&#8217;intenzione di diventare invisibile. Questi alcuni elementi degli undici racconti, <strong>undici storie che sono ognuna prologo ed epilogo della stessa trama.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La figura del cane, richiamato dal titolo, trova motivo di esistere tanto nel cinismo estremo che caratterizza gli accadimenti narrati e i vari personaggi, quanto nella costante presenza di questo mammifero all’interno delle singole narrazioni. Addirittura nel nono racconto “Certi ululati”,<strong> il protagonista sente il proprio doberman parlare, rendendolo così il catalizzatore principale della propria follia.</strong></p>
<p>Vite sospese in un mondo in cui gli uomini appaiono come lupi, come predatori e prede, come cacciatori e cacciati. Dove le voci degli stessi personaggi si trasformano in latrati che si innalzano da angoli intimi e nascosti di una città che non possiede un nome.</p>
<p><strong>Gianni Tetti</strong> è nato a Sassari l’11 aprile 1980. È laureato in Lingue e Letterature Straniere, lavora presso l’Università di Lettere e Filosofia di Sassari con una borsa di dottorato in Storia e Critica del Cinema e vive con Alice. Si occupa di sceneggiature collaborando a vari progetti cinematografici e televisivi. Per Neo Edizioni ha scritto il racconto “I cigni selvatici”, pubblicato nell’antologia “E morirono tutti felici e contenti”. “I cani là fuori” è il suo primo libro.</p>
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