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	<title>Ghigliottina.it &#187; Alessandro Ribaldi</title>
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	<description>Settimanale online di informazione</description>
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		<title>Semifinali di andata di Champions League</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 06:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökul ha probabilmente pesato, non poco, su questo turno di Champions League. Le due squadre in trasferta, Lione e Barcellona, costrette a sorbirsi un estenuante e lungo viaggio in pullman causa blocco del traffico aereo, hanno entrambe perso.Da un lato c’è stato un Inter – Barcellona, dove errori grossolani dell’arbitro hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökul ha probabilmente pesato, non poco, su questo turno di <strong>Champions League</strong>. Le due squadre in trasferta, <strong>Lione e Barcellona</strong>, costrette a sorbirsi un estenuante e <strong>lungo viaggio in pullman</strong> causa blocco del traffico aereo, hanno entrambe perso.<span id="more-3557"></span>Da un lato c’è stato un <strong>Inter – Barcellona</strong>, dove errori grossolani dell’arbitro hanno sfavorito nettamente la squadra catalana che però può recriminare di essersi ricordata di saper perfettamente giocare al calcio solo nelle battute finali dell’incontro. Dall’altro lato c’è stata un’altra semifinale dove la paura di osare l’ha trasformata in un match più consono a un turno preliminare della scomparsa Coppa delle Fiere. Due squadre, <strong>Bayer e Lione</strong>, non in grado di incantare e divertire, dove l’unico <strong>fuoriclasse </strong>in campo è stato l’<strong>arbitro Rosetti </strong>che, al contrario del suo collega Benquerenca, non ha sbagliato un colpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dati alla mano, l’Inter ha vinto 3 a 1 e ciononostante non dovrà considerarsi già in finale perché il suo avversario si chiama, comunque, sempre Barcellona. La squadra di mister Guardiola è nettamente la più forte al mondo e due gol di svantaggio non credo possano considerarsi un’impresa dal difficile superamento. I nerazzurri dallo loro hanno la storia. La storia che dice che l’<strong>Inter non vince questa competizione dal 1965 </strong>e quindi non ci metterà solo le gambe per coronare un traguardo che manca dalla bellezza di <strong>45 anni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, chi supererà questa sfida – anche se il pallone è rotondo – credo possa considerarsi con più di mezza coppa in tasca dato che <strong>Lione e Bayern Monaco</strong>, vedendo quello che hanno mostrato mercoledì, hanno dimostrato di essere una manciata di gradini sotto come forza e bravura.  <strong>Il Bayern ha vinto 1 a 0</strong> solo grazie ad un tiro da fuori di Robben, corretto in rete dalla capigliatura di <strong>Muller</strong> che l’ha reso imparabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto ciò, però, è anche doveroso considerare che una finale è pur sempre una finale e che i valori in campo, ad un passo dalla vittoria, potrebbero tramutarsi e far uscire caratteristiche e qualità che fino ad ora non erano affatto pervenute.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul piano delle panchine, inoltre, c’è da dire che <strong>Van Gaal</strong> non è certo un signor nessuno per quanto riguarda tattica e vittorie e anche se il suo Bayern Monaco non è zeppo di campioni, al contrario di Inter e Barça, la sua <strong>eventuale presenza in finale</strong> potrà sicuramente regalare qualche <strong>inaspettata emozione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel complesso quello che questa competizione dimostra ogni anno, salvo rare eccezioni, è come i valori delle compagini partecipanti tendano sempre ad uscire fuori alla distanza.  Spirito, mentalità, carattere sono questi le qualità principali che serviranno alla squadra che il <strong>22 maggio</strong> allo stadio Bernabeu di <strong>Madrid</strong> vorrà alzare la coppa dalle grandi orecchie. I pronostici non sono facili da fare e per questo li evitiamo volentieri. Limitiamoci ad ammirare uno spettacolo che, da diversi anni a questa parte, è la più bella vetrina di calcio giocato del globo. Mettiamoci comodi, quindi, e aspettiamo ansiosamente il verdetto finale.</p>
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		<title>UE: Turchia sì o no?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 06:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Gökhan è il mio migliore amico. Gökhan è il mio migliore amico ed è turco.E’ perfettamente integrato in Italia, anche se non nascondo affatto come a casa sua si respirino certe affascinanti tradizioni della nazione e cultura che rappresenta, ciononostante è fiero delle sue origini anche se in un contesto lontano centinaia di chilometri dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gökhan è il mio migliore amico. Gökhan è il mio migliore amico ed è turco.<span id="more-2925"></span>E’ perfettamente integrato in Italia, anche se non nascondo affatto come a casa sua si respirino certe affascinanti tradizioni della nazione e cultura che rappresenta, ciononostante è fiero delle sue origini anche se in un contesto lontano centinaia di chilometri dalla nazione che gli ha dato la vita. Gökhan (oltre ad essere il mio migliore amico) è un turco in Italia e non ambisce minimamente ad essere globalizzato dalla nostra cultura o dal nostro continente. Ha il suo modo di vivere ed è fiero di questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché vi racconto del mio migliore amico? Perché è sempre più attuale il tema della<strong> Turchia e </strong>del suo<strong> ingresso nell’Unione Europea</strong>. Partiamo dal principio: l’Europa – intesa come territorio – finisce ad est con i monti Urali, ad ovest con l’Oceano Indiano includendo l’Islanda, mentre il mar Nero, il Bosforo, il mar di Marmara e i Dardanelli la separano dall’Asia. Quindi, cartina alla mano, meno del 5% del territorio turco appartiene al vecchio continente. E allora perché si discute tanto sul voler fare entrare questa nazione nell’Europa “politica” se poi in realtà di Europa non è? Il discorso è ovviamente controverso e non bastano certo lapalissiane conoscenze geografiche per negarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">La Turchia e il suo ingresso in Europa potrebbe essere schematicamente riassunto in <strong>tre fronti</strong>: quello <strong>etnografico</strong> che abbiamo già affrontato, quello <strong>storico</strong> e quello <strong>politico</strong>. La storia ci ha insegnato come non esista nessun cammino necessariamente segnato. L’Europa non si sta allargando (o si allargherà) perché scritto o deciso da qualcuno, ma perché lo stanno volendo gli europei. E, lungo il suo processo di unificazione, riscriverà di continuo la storia della sua coscienza identitaria, ridiscuterà di continuo i suoi confini. Essa è frutto di volontà: non si è mai nazione, se non nella misura in cui si vuole esserlo. A questo punto sarebbe interessante capire perché gli europei vogliano questo allargamento e – ancor più interessante – capire se questa “voglia” non sia realtà spinta dalla pressione di qualche macropotenza mondiale (leggi U.S.A.). Non è certo un segreto che <strong>Obama</strong> abbia più volte sollecitato l’UE a <strong>far entrare</strong> la <strong>Turchia in Europa</strong>. A detta sua perché il paese in questo modo <strong>rafforzerebbe la sua laicizzazione</strong>. A detta mia perché avere un nuovo stato satellite a stelle e strisce nel vecchio continente in una posizione così di controllo e vantaggio non sarebbe poi tanto male.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, quello che non è troppo chiaro è perché si vuole laicizzare uno stato? La religione islamica rappresenterebbe un problema? E poi, scusate, ma quale violenza a livello culturale potrebbe rappresentare lo stravolgere il processo religioso di un popolo. Vorrebbe come dire: va bene entrate in Europa ma d’adesso in poi segni della croce e carne di maiale! Il mio amico Gökhan, come detto, è fiero di quello che è e se il paese che lo ospita gli obbligasse di diventare clone dello stile di vita dei suoi abitanti credo proprio che sarebbe molto meno felice di quanto in realtà sia. Quindi, ricapitolando: la <strong>Turchia non è geograficamente Europa</strong>, il suo ingresso politico nel vecchio continente è su pressione degli Stati Uniti d’America, Gökhan  è orgoglioso della sua storia, la Turchia in Europa per laicizzarla.  Ho l’impressione che qualcosa non torni. A questo punto, credo proprio che scriverò una lettera alla Casa Bianca proponendogli di far entrare il Messico negli Stati Uniti, vediamo cosa rispondono.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo ora al fronte politico. La Turchia nella sua storia non ha certo un bel rapporto con l’Europa. Ci sono state guerre e evidenti inimicizie. Se la memoria storica fosse un fattore per evitare il processo di unificazione, tanto varrebbe non provarci neppure. E’ pure vero che anche gli europei stessi per secoli si sono combattuti, qualche esempio: inglesi e francesi, spagnoli e inglesi, francesi e spagnoli, tedeschi e francesi (è pur sempre però casa loro). Tornando sul piano religioso c’è da considerare che <strong>l’Europa non è un “club cristiano”</strong> e nell’unione ci sono già un grande numero di cittadini musulmani. Insomma qua la questione si fa decisamente molto più controversa. A renderla più chiara però potrebbe bastare il discorso legato ai <strong>diritti umani</strong>. Problemi legislativi, codice penali, prassi poliziesca e carcerari in Turchia sono decisamente anni luce lontani dagli standard occidentali è evidente e anche Gökhan ne è consapevole. Poi ci sarebbe il discorso del trattamento delle minoranze etniche, non me ne vogliate ma non riesco proprio a fare il discorso dello struzzo quando si parla della <strong>questione curda</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma come si vede la Turchia in Europa non è certo una facile questione, tanti temi scomodi da affrontare e, probabilmente, tanti interessi. Io cosa dico? Che Gökhan a prescindere rimarrà il mio migliore amico.</p>
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		<title>Cassano vs Del Neri: pace fatta</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 06:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
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Che Antonio Cassano non sia un giocatore facile da gestire è cosa nota a tutti. Come non ricordare le tante “cassanate” della sua carriera: ai tempi dell’Under 21 il difficile rapporto con Gentile, la messa ai margini di Capello prima nella Roma e poi nell’esperienza al Real Madrid e – ultima in ordine di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che <strong>Antonio Cassano</strong> non sia un giocatore facile da gestire è cosa nota a tutti. Come non ricordare le tante <strong>“cassanate” della sua carriera</strong>: ai tempi dell’<strong>Under 21</strong> il difficile rapporto con <strong>Gentile</strong>, la messa ai margini di <strong>Capello</strong> prima nella <strong>Roma</strong> e poi nell’esperienza al <strong>Real Madrid </strong>e – ultima in ordine di tempo – una presunta lite con l’allenatore della Sampdoria che l’ha fatto finire ad un passo da un clamoroso trasferimento alla Fiorentina.<span id="more-2681"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo ultimo episodio della vita di Fantantonio aveva effettivamente dell’incredibile. A Genova è calcisticamente rinato, ha trovato il suo karma e la donna della sua vita. Ha tutto l’appoggio del direttore sportivo Marotta e del presidente <strong>Garrone</strong> che proprio recentemente ha dichiarato:<strong> <em>“Cassano? Per me è come un figlio acquisito”.</em></strong> In queste ultime settimane, però, qualcosa con Del Neri sembrava non andare perfettamente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’antefatto: dieci giorni fa, con il talento di Bari vecchia fermo ai box, l’allenatore blucerchiato aveva detto senza troppe mezze misure che non l’avrebbe convocato contro l’Atalanta a <em>“prescindere”</em>. E, da questa affermazione, ecco montato il nuovo <strong>caso Cassano</strong> tanto ghiotto per media ed opinione pubblica. Lanciandosi in ipotesi sensazionali abbiamo letto di tutto: diverbi dai toni infiammati tra lui e il mister, multe e messa fuori rosa del fantasista barese e, forse l’aspetto più eclatante, un suo <strong>quasi certo passaggio in maglia viola. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Già più di qualche quotidiano aveva piazzato in prima pagina l’avvenuto passaggio di Cassano alla Fiorentina proprio a causa di questo suo <strong>irrecuperabile rapporto con Del Neri</strong>. La realtà, fortunatamente, è stata ben diversa. Mentre il processo mediatico continuava a gettare, come al solito, benzina sul fuoco Cassano – ribadendo quanto sia fuoriclasse non solo nel rettangolo di gioco ma anche nella vita – ha tirato fuori l’aspetto migliore del suo carattere. Ha riso e scherzato con i tifosi, come se nulla fosse, non evitando affatto il contatto con la gente come per dire che nulla stava succedendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, proprio cosi alla fine così è stato. All’ennesimo interrogatorio sottopostogli anche il mister friulano ha scelto la via dell’intelligenza e dell’ironia affermando<em>: “La situazione è la stessa di sempre con Antonio, anche se prima non andavamo di certo a cena insieme…”</em> insomma ha chiuso con maturità e professionalità un tormentone, forse mai nato, che stava raggiungendo livelli inverosimilmente romanzati. Se dissidio c’è stato (e su questo dubitiamo) è ormai alle spalle ed è facilmente deducibile anche da questa ennesima dichiarazione di <strong>Del Neri</strong> in merito ad alcune frasi del patron blucerchiato: <strong><em>“Le parole del presidente danno energia a chi deve ritrovarsi fisicamente per darci una mano sino a fine stagione”.</em></strong><em> </em>E qui non serve certo essere un esperto di parafrasi per capire quanto mai mano non fu più tesa nei confronti del numero 99 pugliese.</p>
<p style="text-align: justify;">Antonio Cassano fa notizia non c’è dubbio e appena si può non si perde occasione per metterlo alla gogna e fantasticare sul suo conto e questo caso è stata un’inconfutabile prova. Noi siamo del parere che non sia proprio successo un bel niente e si siano solo alimentate pagine di giornali che forse non sapevano proprio come poter essere riempite. <strong><em>“Io non ho mai detto che Cassano non faceva parte più parte di questo gruppo.</em></strong><em> Dalle mie parti di fronte a certe comportamenti si dice fare baruffa. Non siamo mai stati separati in casa: io ho fatto una scelta tecnica. Quando starà bene, rientrerà in gruppo. E’ un patrimonio della società”</em>. Parola di <strong>Luigi Del Neri</strong>. Ancora qualche dubbio su un improbabile caso Cassano?</p>
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		<title>Antonio Conte: esempio di stile e coerenza</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 11:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<description><![CDATA[
Come calciatore è stato per anni pilastro, capitano e inesauribile motore di centrocampo della più titolata squadra italiana, la Juventus. Buono anche il suo contributo in nazionale che, dal mondiale americano del ’94 all’Europeo Belgio Olanda del 2000, l’ha sempre visto presente in innumerevoli convocazioni da parte dei diversi selezionatori azzurri. Da come ha messo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Come calciatore è stato per anni pilastro, <strong>capitano</strong> e <strong>inesauribile motore di centrocampo</strong> della più titolata squadra italiana, la <strong>Juventus</strong>. Buono anche il suo contributo in nazionale che, dal mondiale americano del ’94 all’Europeo Belgio Olanda del 2000, l’ha sempre visto presente in innumerevoli convocazioni da parte dei diversi selezionatori azzurri. Da come ha messo gli scarpini al chiodo ha iniziato una nuova avventura, quella di allenatore.<span id="more-2377"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente stiamo parlando di <strong>Antonio Conte</strong>, che proprio in questi giorni è tornato agli onori della cronaca per aver deciso di terminare la sua avventura con l’<strong>Atalanta,</strong> dimettendosi dopo una serie di risultati certamente non convincenti. Ma partiamo dal principio: Antonio Conte comincia la sua carriera di mister come vice di De Canio al Siena nel 2006; nella stagione successiva ha già la sua <strong>prima panchina</strong> da “comandare”, quella dell’<strong>Arezzo</strong> in serie B che in quella stagione parte con ben 6 punti di penalizzazione: l’inizio non è certo positivo e come presumibile lo porterà ad un esonero che alla resa dei conti risulterà prematuro. Infatti verrà richiamato nuovamente in primavera con una situazione ancor più catastrofica di quella che aveva lasciato. Ciononostante un’incredibile rimonta lo porta a giocarsi la salvezza all’ultima giornata, che però non avverrà per un’inaspettata vittoria dello Spezia (concorrente diretta nella lotta salvezza) proprio sul campo della “sua” Juventus, all’epoca condannata alla serie cadetta per il noto scandalo di Calciopoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Conte, però, dimostra di essere un leone indomabile anche in panchina tanto quanto lo era sul rettangolo di gioco, per questo motivo il <strong>28 dicembre 2007</strong> va a sostituire il dimissionario Materazzi al <strong>Bari</strong> immischiato nella lotta per non retrocedere sempre in serie B. Finire sulla panchina barese per un leccese e un po’ come essere bianco ad Harlem e questo i tifosi salentini non glielo perdonano. Subirà un’aggressione dalla frangia più estremista degli ultras giallorossi, ma incurante di tutto sarà capace di portare la squadra di Matarrese ad una tranquilla posizione di metà classifica andando ben oltre qualsiasi pronostico. L’anno dopo viene confermato e, con la maggiore conoscenza del gruppo di giocatori a disposizione, stronca ogni avversaria concludendo il campionato primo in classifica e regalando al Bari la serie A.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembrerebbe ad un passo dalla Juventus per il dopo Ranieri, ma a sorpresa rinnova con il Bari. Le sorprese però sono destinate a non finire qua: a pochi mesi dall’inizio del campionato, il <strong>23 giugno 2009, </strong><strong>la società e l&#8217;allenatore rescindono consensualmente il contratto</strong> in seguito a divergenze di opinioni riguardo al potenziamento della squadra. Insomma, una bel carattere questo Antonio Conte.</p>
<p style="text-align: justify;">E ora arriviamo ai giorni nostri. Il 13 settembre 2009 <strong>Conte sostituisce Gregucci sulla panchina dell’Atalanta</strong> che fino ad allora non aveva ottenuto neanche una vittoria nella massima serie. Il  cambio di marcia è sorprendente: arrivano bel gioco e risultati. Inoltre, senza troppi problemi <strong>mette tra le riserve Cristiano Doni</strong>, che là a Bergamo è considerato quasi una divinità. È proprio la scelta di escludere lo storico capitano atalantino la causa che incomincia a incrinare il rapporto tra lui e il pubblico neroazzurro. E se in un primo momento con i punti e le vittorie la pressione è molto lieve, quando la squadra non riesce più a vincere Conte inizia ad essere messo sotto accusa. Il pubblico gli è contro e il suo 4-4-2 non gira più. Il 7 gennaio si gioca il tutto per tutto con il Napoli in casa, ma anche in questa circostanza arriva la sconfitta. Il malcontento dei bergamaschi è, quindi, notevole: contestazione, cori contro l’allenatore leccese e ultras in fiamme pronti a metterlo alla gogna.</p>
<p style="text-align: justify;">Conte a quarant’anni non ha ancora imparato le logiche del compromesso. <strong>Lui è fatto così: tutto o niente</strong>. Senza troppi problemi urla ai tifosi in faccia la sua rabbia e nel colloquio a fine partita tra loro e la squadra pare che non se le siano proprio lasciate a dire.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indomani capisce che è di troppo. Dimissioni e addio Bergamo. Antonio Conte ha di nuovo dimostrato di che pasta è fatto: non sarà ancora uno stratega della panchina, ma sicuramente è una persona coerente e con una propria morale. <strong>Ha deluso e si è messo il tifo contro e allora, con grande lealtà e onestà intellettuale, ha chiesto la rescissione del contratto</strong> ancor prima di ogni mossa eventuale del presidente Ruggeri e, soprattutto, ha rinunciato a gran parte dell’ingaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando questo caso e raffrontandolo a quello di altre panchine di serie A, dove allenatori alle prime armi non risultano essere in grado di fare il loro mestiere e sono in crisi di risultati e gioco da diversi mesi, pur rimanendo saldi alle loro panchine (e ai loro lauti stipendi), è veramente stimabile e ammirevole il carattere dell’allenatore leccese. D’altronde signore lo si può anche diventare, ma “Conte” &#8211; mai come in questo caso &#8211; si nasce.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scenari mondiali</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 11:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono 180 i giorni che mancano all’inizio di quello che sarà la diciannovesima edizione del mondiale di calcio: Sudafrica 2010. E siccome il tempo, in attesa dell’undici giugno, in qualche modo deve essere occupato proviamo a passare ai “raggi x” gli otto gironi, vedendo e analizzando le squadre che li compongono. Cominciamo.
 Gruppo A. E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono 180 i giorni che mancano all’inizio di quello che sarà la diciannovesima edizione del mondiale di calcio: Sudafrica 2010. E siccome il tempo, in attesa dell’undici giugno, in qualche modo deve essere occupato proviamo a passare ai “raggi x” gli otto gironi, vedendo e analizzando le squadre che li compongono. Cominciamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Gruppo A. </strong>E’ il raggruppamento dove ci sono i padroni di casa del <strong>Sudafrica</strong> insieme a <strong>Francia</strong>, Uruguay e Messico. Certamente non un girone di ferro, considerando che l’unica testa di serie è il Sudafrica che nel ranking mondiale della Fifa occupa la posizione numero 85. Insomma ai cugini d’oltralpe, dopo esser passati nello spareggio con l’Irlanda per merito di una mano galeotta, continua a dire bene, anche se è doveroso non sottovalutare le altre due componenti, <strong>Messico</strong> e <strong>Uruguay</strong>: la prima è dal 1990 che costantemente accede agli ottavi di finale, l&#8217;Uruguay invece, due volte campione del mondo nei tempi che furono, è una squadra giovane allenata da Oscar Tabarez, vecchia conoscenza del calcio italiano. <strong>Equilibrato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Gruppo B. Argentina</strong> netta favorita in questo gruppo dove a fargli compagnia ci saranno Grecia, Nigeria e Corea del Sud. La squadra di Maradona, anche se ha avuto un cammino turbolento in fase di qualificazione, è una formazione zeppa di fuoriclasse (Messi e Aguero, tanto per citarne due) e con un carattere che di solito, in competizioni come questa, tende a uscire fuori. Le altre: la <strong>Grecia</strong>, a parte il trionfo inaspettato nel campionato europeo 2004, ha sempre fallito nei grandi tornei uscendo ai primissimi turni nelle rare volte in cui è riuscita a qualificarsi. La <strong>Nigeria</strong> non è più quella che sorprese tutti a Usa 94, è vero, ma rappresenta tuttora la più seria candidata al passaggio al turno successivo. Infine La <strong>Corea del Sud</strong>, anche se è alla settima qualificazione di fila, non sembra affatto una squadra competitiva e le sue possibilità di approdare agli ottavi di finale sono scarse. <strong>Prevedibile</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Gruppo C. </strong>Capello e la sua <strong>Inghilterra</strong> non possono certo lamentarsi con la sorte essendo stati inseriti in un gruppo dove ci sono USA, Algeria e Slovenia. I leoni di sua maestà dovrebbero ottenere piuttosto agevolmente il primo posto e conoscendo la caratura di “Don Fabio”, siamo sicuri che il cammino di questa nazionale non si fermerà di certo agli ottavi di finale. La lotta per il secondo posto appare invece piuttosto equilibrata. L’<strong>Algeria</strong> ha strappato la qualificazione con il cuore nell&#8217;arena di Khartoum e forse, proprio per questo motivo, una volta al via potrebbe rilevarsi una squadra in grado di vendere cara la pelle. La <strong>Slovenia</strong> è alla seconda presenza in un mondiale, ha un gioco divertente e una rosa formata da giocatori sparsi in tutta Europa: per il secondo posto potremmo addirittura sbilanciarci in un pronostico a suo favore. Gli <strong>USA</strong> sono una nazione calcisticamente in crescita e con un discreto gioco, ma poi basta pensare al fatto che chiamino il <em>football </em>con lo pseudonimo<em> </em>“soccer” per capire che forse non sono ancora maturati abbastanza. <strong>Interessante.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Gruppo D. </strong>E’ un bel girone che può dare senza dubbio uno spettacolo divertente nello svolgimento dei suoi incontri. C’è la <strong>Germania </strong>che, nonostante se ne dica ogni volta male, è sempre una squadra difficile da affrontare e in grado di spingersi fino agli ultimi turni del torneo. Poi l’urna ha pescato la <strong>Serbia,</strong> che potrebbe essere una sorpresa non solo del girone ma dell’intero mondiale, il <strong>Ghana,</strong> la squadra migliore tra le africane, e infine  l’<strong>Australia</strong>, nazionale farcita di giocatori che militano in squadre europee e allenata dal giramondo Pim Veerbek, ex tecnico di Antille Olandesi e Corea del Sud. <strong>Incerto. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Gruppo E. Olanda</strong>, <strong>Giappone</strong>, <strong>Danimarca</strong> e <strong>Camerun</strong>. Gli <em>“Orange”</em> sono certamente la nazione più forte del raggruppamento, ma con un divario nei confronti delle altre tutt’altro che abissale. Il Camerun è una squadra imprevedibile sia per il gioco, sia soprattutto per le qualità atletiche che, se dovessero essere ottimali, potrebbero fare la differenza, e non di poco. La Danimarca è squadra quadrata e solida  che darà tutto per strappare la qualificazione e che ha dalla sua un dato statistico non trascurabile: ogni volta che ha partecipato a un mondiale è sempre arrivata almeno agli ottavi. Infine il Giappone, che negli ultimi dieci anni non ha avuto un grosso ricambio generazionale regredendo per quanto riguarda individualità e livello tecnico.  Malgrado ciò non ce la sentiamo di tagliarli fuori dal discorso qualificazione: possibile outsider. <strong>Avvincente</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gruppo F. </strong>Non bisogna vergognarsi, ma almeno ammettiamolo: siamo stati fortunati. L’<strong>Italia</strong> è stata inserita in uno dei gruppi meno ostici del mondiale. Oltre agli azzurri ci sono Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Tralasciando la <strong>Nuova Zelanda</strong>, una squadra che dovrebbe essere già appagata dal solo fatto di essere riuscita a qualificarsi, le altre due formazioni sono abbondantemente alla nostra portata. La <strong>Slovacchia</strong> è alla sua prima partecipazione e a parte l’estro di Hamsik e l’entusiasmo della debuttante non crediamo possa avere altre grandi qualità. Il <strong>Paraguay</strong>, invece, è il maggiore candidato insieme agli azzurri al passaggio del turno successivo. <em>“E’ forte e molti suoi giocatori giocano nel nostro campionato”</em>,  ha affermato Marcello Lippi. C’è da crederci? <strong>Agevole</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Gruppo G. </strong>Il <strong>Brasile </strong>crediamo che a questo giro avrà più di qualche difficoltà nel far ballare la <em>“samba”</em> ai suoi avversari. Il girone è equilibrato avendo, oltre alla <em>Seleçao, </em>Portogallo, Costa d’Avorio e Corea del Nord. Il <strong>Portogallo</strong> è da sempre la bella incompiuta, gioca bene ma non vince, questa volta Cristiano Ronaldo e soci c’è da scommettere che ce la metteranno tutta per far cambiare la tendenza. La <strong>Costa d’Avorio</strong> è una squadra dalla potenza devastante e se oltre il fiato e le gambe riuscisse pure a mettere un po’ di testa potremmo trovarci di fronte a una nazionale veramente pericolosa. La<strong> Corea del Nord</strong> è la più debole del gruppo, verissimo, ma è la classica squadra “anti-calcio”, che non fa giocare e con la tendenza a chiudersi. <strong>Duro. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Gruppo H. </strong>La <strong>Spagna </strong>questo girone può solo perderlo visto che a fargli compagnia ci saranno Cile, <strong>Svizzera</strong> e Honduras. Gli elvetici, allenati dal tedesco Ottmar Hitzfeld (uomo che ha una certa confidenza con la vittoria), cercheranno di non farsi soffiare il secondo posto da un <strong>Cile </strong>che ha chiuso sorprendentemente al secondo posto assoluto nel gruppo unico del raggruppamento sudamericano, mettendosi alle spalle squadre molto più blasonate come Paraguay e Argentina. L’Honduras torna a un mondiale dopo 28 anni, per capire la caratura della squadra forse non bisogna aggiungere altro. <strong>Semplice.</strong></p>
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		<title>Champions League: il punto prima dell’ultima giornata</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 06:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Girone A. Il Bordeaux è stata la grande sorpresa del girone. La squadra francese, infatti, ha già conquistato il primo posto matematico non perdendo neanche un incontro fra quelli disputati. Blanc professando un gioco vivace e dinamico, è riuscito a  mettere in difficoltà le ben più quotate Juventus e Bayer Monaco. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Girone A.</strong> Il <strong>Bordeaux</strong> è stata la grande sorpresa del girone. La squadra francese, infatti, ha già conquistato il primo posto matematico non perdendo neanche un incontro fra quelli disputati. Blanc professando un gioco vivace e dinamico, è riuscito a  mettere in difficoltà le ben più quotate <strong>Juventus</strong> e <strong>Bayer Monaco</strong>. Proprio nello scontro diretto dell&#8217;ultima giornata a Torino fra  i bianconeri (che hanno il vantaggio di due risultati su tre) e i bavaresi uscirà fuori il nome della seconda classificata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Girone B. </strong>In questo gruppo già qualificato il <strong>Manchester United</strong>, che se ottenesse un punto nell&#8217;ultima giornata ipotecherebbe inoltre il primo posto. L&#8217;altro biglietto disponibile per la fase finale del torneo se lo contenderanno <strong>Wolfsburg </strong>e <strong>Cska Mosca</strong>, entrambe appaiate a sette punti. I tedeschi giocheranno in casa contro i Red Devils, mentre la squadra russa se la vedrà con i turchi del Besiktas, ancora speranzosi di qualificarsi perlomeno in Europa League. In caso di arrivo di entrambe a dieci punti, sarà il Wolfsburg a passare per il vantaggio negli scontri diretti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Girone C. </strong>Girone nel quale  nulla ancora è deciso. Sono ancora tre, infatti, le squadre che sperano nella qualificazione. <strong>Real Madrid</strong>, però, con più di un piede e mezzo agli ottavi, dato che gli basterà perfino perdere con meno di quattro gol di scarto nell&#8217;ultimo incontro a Marsiglia per garantirsi la qualificazione. Al <strong>Milan </strong>invece non occorre prestare orecchio alla radiolina: tutto dipende da sé. Con i tre punti a Zurigo (già matematicamente ultimo) si va avanti, con il pareggio si rischia e non poco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Girone D. </strong>Tutto è deciso, o quasi. <strong>Chelsea </strong>sicuro del primo posto, <strong>Porto</strong> altrettanto del secondo. Unico discorso ancora aperto è quello del piazzamento di bronzo che garantisce l&#8217;accesso all&#8217;Europa League.<strong> Atletico Madrid </strong>nettamente favorito rispetto all&#8217;<strong>Apoel Nicosia</strong>, dato che con i 3 punti casalinghi dell&#8217;ultima contro il Porto non potrà correre nessun pericolo e continuare l&#8217;avventura in Europa, seppur nella meno importante ex Coppa Uefa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Girone E. </strong>E&#8217; il girone dove, inaspettatamente, è stata la <strong>Fiorentina </strong>a farla da padrone. Se ad inizio competizione si fosse scommesso sulla prima squadra italiana a qualificarsi credo che veramente pochi avrebbe puntato i loro averi sulla compagine viola. Fatto sta che Viola in testa, già qualificati e con un punto nell&#8217;ultima a Liverpool potrebbero addirittura chiudere primi nel girone. Anche il secondo accesso agli ottavi è però deciso e porta il nome del <strong>Lione</strong>. C&#8217;è quindi una vittima illustre in questo raggruppamento, quel Liverpool penta campione europeo che per quest&#8217;anno dovrà accontentarsi del declassamento in Europa Leauge.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Girone F. </strong>Era il girone più equilibrato e a una giornata dal termine risulta esserlo ancora. Tutto ancora da decidere e tutte e quattro le squadre ancora in corsa. La classifica dice: <strong>Barcellona</strong> 8 punti, <strong>Inter </strong>e <strong>Rubin Kazan </strong>6, <strong>Dinamo Kiev</strong> 5. Barça e Nerazzurri con maggiori possibilità di proseguire l&#8217;avventura europea, dipende tutto da loro. Con le vittorie  vanno avanti entrambe senza dover ricorrere a fastidiosi calcoli e avvicendamenti sugli altri campi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Girone G. Siviglia</strong> già qualificato. Un pareggio contro i Ranger Glasgow nel prossimo turno garantirà agli andalusi anche il primo posto. Nell&#8217;altro incontro “spareggio” tra <strong>Stoccarda</strong> e <strong>Unirea Urziceni,</strong> ai romeni basterà non perdere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Girone H. </strong>L&#8217;<strong>Arsenal</strong> si è dimostrata, ancora una volta, una squadra che gioca un ottimo calcio. Ha vinto il girone con una giornata di anticipo, non perdendo mai. Anche per il secondo posto è quasi fatta, l&#8217;<strong>Olimpiakos</strong> dovrà infatti “solo” pareggiare nella sfida casalinga contro i Gunners. Micro speranze per i belgi dello <strong>Standard Liegi </strong>che se dovessero vincere contro l&#8217;AZ Alkmaar e l&#8217;Arsenal non dovesse fare sconti ai greci battendoli, otterranno una storica qualificazioni agli ottavi.</p>
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		<title>Serie A e calcio mercato</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 06:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non manca poi molto al cosiddetto mercato di riparazione che impegnerà le squadre di serie A (e non solo) da gennaio fino al 1 Febbraio. Tra le voci che stanno girando intorno ai vari acquisti e cessioni ce ne sono, però, alcune che meritano dei doverosi approfondimenti. Per questo motivo proviamo a fare un punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non manca poi molto al cosiddetto <strong>mercato di riparazione </strong>che impegnerà le squadre di serie A (e non solo) da gennaio fino al 1 Febbraio. Tra le voci che stanno girando intorno ai vari acquisti e cessioni ce ne sono, però, alcune che meritano dei doverosi approfondimenti. Per questo motivo proviamo a fare un punto della situazione delle principali strategie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le romane</strong>. Le due squadre della capitale non viaggiano di certo in acque calme, un avvio di stagione al di sotto delle aspettative e una scissione sempre più evidente tra tifoseria e società  risultano essere le principali cause. Per questo motivo, per sperare di tornare in auge nel minor tempo possibile, le rispettive presidenze devono obbligatoriamente mettere mano al portafoglio. <strong>Rosella Sensi</strong> deve regalare al popolo giallorosso una punta. Per forza. I maggiori indiziati portano il nome di <strong>Luca Toni</strong>, bomber al capolinea nella sua avventura tedesca e desideroso  di tornare in patria per riconquistare un posto in nazionale in vista dei mondiali, e <strong>Rudd  Van Nistelrooy</strong>, esperto attaccante olandese che in un Real Madrid super affollato di giovani promesse non riesce più a trovare spazio. La <strong>Lazio</strong>, invece, deve prima fare i conti con il mercato in uscita. Ledesma e Pandev devono essere piazzati se non si vuole correre il rischio di vederli andar via a fine stagione a parametro zero. Inoltre, è proprio di questi giorni l&#8217;esternazione del malcontento di Foggia stufo di essere impiegato a mezzo servizio e non trovare spazio nell&#8217;undici titolare. Insomma, i problemi ci sono e pure evidenti. Una volta risolti, però, si dovrà anche rinforzare una rosa che allo stato attuale delle cose non sembra affatto competitiva. Si parla dell&#8217;argentino <strong>Aimar</strong>, il trequartista offensivo potrebbe portare una ventata di classe e fantasia risollevando le sorti dei biancocelesti. Lotito, però, sarà mai capace di tramutare queste voci in fatti? Come diceva qualcuno lo scopriremo solo vivendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Milan</strong>. Anche i rossoneri non sono partiti rispettando i pronostici e la sotto tono campagna estiva ha decisamente contributo a questo prima parte di stagione “diesel”. Per questo motivo sono stati già ufficializzati due importanti movimenti in entrata: il <strong>ritorno di Beckam</strong> e l&#8217;acquisto della <strong>giovane promessa ghanese Aiyiah </strong>bomber della nazionale che ha vinto i recenti mondiali under 20. Galliani e soci non sembrano, però, affatto fermarsi. Sta circolando da diversi giorni sui taccuini degli addetti ai lavori il nome di Georginio Wijnaldum, talentoso laterale olandese definito l&#8217;erede di Seedorf. Si tratterebbe di un investimento futuro vista la giovane età del giocatore, ma un suo arrivo a gennaio e un pronto inserimento in rosa non sembrerebbe poi una possibilità così remota.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Juventus. </strong>Il cammino della “Vecchia Signora” è stato fin qui un susseguirsi di alti e bassi. Infortuni, cali di forma e sconfitte inaspettate non sono riuscite ancora a far capire se questa squadra sia realmente in grado di competere con l&#8217;Inter per la lotta allo scudetto. Sicuramente tre terzini sinistri in rosa sono troppi: <strong>uno tra De Ceglie e Molinaro andrà via</strong>, con l&#8217;ultimo decisamente favorito. In attesa del ritorno di Del Piero, c&#8217;è però una suggestiva ipotesi per l&#8217;attacco bianconero. L&#8217;arrivo della giovane stella brasiliana <strong>Kardec,</strong> il suo agente ha così dichiarato: “<em>C&#8217;è un reale interesse da parte della Juve per il mio assistito, ma anche molti problemi da risolvere legati alla sua situazione contrattuale con Vasco de Gama”. </em>Non resta che attendere gli sviluppi per vedere se la Juventus giocherà, dopo Diego e Felipe Melo, sempre più a ritmo <em>samba.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fiorentina. </strong>A Firenze devono, innanzitutto, pensare a <strong>bloccare Vargas</strong>. Il funambolico giocatore peruviano è continuamente al centro di trattative, essendo cercato soprattutto da alcune squadre di Premier League. Lui ha rassicurato tutti dicendo che nella Fiorentina sta benissimo e che qui ha ancora molto da imparare. Se continuerà a ragionare col cuore i tifosi viola non dovrebbero correre nessun rischio, ma se dovesse iniziare a pensare col portafoglio&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Inter. </strong>Vorrebbe prendere <strong>Pandev</strong>, ma da subito e non aspettare fino a giugno. Si sta, quindi, cercando di ottimizzare un accordo con la Lazio per portarlo già da gennaio vista – tra l&#8217;altro &#8211; l&#8217;assenza forzata di Eto&#8217;o di un mese per la Coppa d&#8217;Africa.  La trattativa è a buon punto, bisogna superare un piccolo scoglio tra domanda e offerta e poi sicuramente arriverà l&#8217;ufficializzazione. Sul fronte cessione <strong>Quaresma</strong> sembra <strong>vicinissimo</strong> ad un ritorno <strong>al Porto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le altre. </strong>Il <strong>Genoa</strong> è quella con i maggiori obiettivi. Dopo il quasi certo arrivo di <strong>Menegazzo</strong>, sono spuntati due altri altisonanti nomi. Quello del terzino francese Francois Clerc attualmente in forza al Marsiglia e quello del nazionale spagnolo Joaquin, sicuramente capaci entrambi di fare un indubbio salto di qualità alla formazione rossoblù. Il <strong>Napoli</strong> ha invece chiesto in prestito <strong>Dossena</strong>, attualmente utilizzato poco dal Liverpool, fino a fine stagione. A <strong>Palermo Rubinho</strong> dopo aver perso il posto da titolare <strong>potrebbe fare le valigie</strong> e concludere la stagione in Inghilterra destinazione Fulham. L&#8217;Udinese, da sempre abilissima a pescare nei mercati esteri, sembrerebbe volersi rinforzare in attacco per porre fine alla scarsa vena realizzativa dei suoi attaccanti (Di Natale escluso). Il nome che circola è quello di <strong>Santiago Martin Silva Oliveira</strong>, quasi sconosciuto attaccante uruguaiano. Gli osservatori friulani hanno, però, abituato a sorprenderci. Concludiamo con una notizia più vicina al fantacalcio che alla realtà. Il <strong>Chelsea</strong> dopo il via libero del Tas, che ha sospeso il blocco sul mercato, è intenzionato ad offrire 20 milioni di sterline alla Sampdoria per avere <strong>Pazzini</strong>. La crisi, evidentemente, non sembra aver scalfito il conto in banca di Abrahomovic.</p>
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		<title>Un Giro d’Italia tutto “in salita”</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 23:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Partenza in Olanda e arrivo a Verona, le due salite più dure d’Italia, passaggio all’Aquila e omaggio a Coppi e a Pantani: è stata ufficializzata a Milano la 93esima edizione del Giro d’Italia, quella del 2010, e vedendo il percorso si può già affermare che sarà una competizione dove non tutti arriveranno in fondo.
Cominciamo dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Partenza in Olanda e arrivo a Verona, le due salite più dure d’Italia, passaggio all’Aquila e omaggio a Coppi e a Pantani: è stata ufficializzata a Milano la <strong>93esima edizione del Giro d’Italia, </strong>quella del 2010, e<strong> </strong>vedendo il percorso si può già affermare che sarà una competizione dove non tutti arriveranno in fondo.<span id="more-1467"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo dalla <strong>partenza: data 8 maggio e sede ad Amsterdam</strong>. Quella di far partire la kermesse “rosa” più importante del mondo da un territorio oltre confine non è certo una novità, sono infatti già state 8 le edizioni straniere. Anche la scelta olandese non appare inedita, essendoci già un precedente datato 2002 nel quale si partì da Gronningen. Nel complesso però, questa voglia di esterofilia che ogni tanto prende piede per dare il là alla competizione, non è mai sembrata troppo esaltante per il pubblico. I precedenti sono sempre stati valutati in maniera distaccata, speriamo che il fascino della “Venezia del nord” possa cambiare la tendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>tappe complessivamente saranno 21</strong>, per un totale <strong>3.416,5 chilometri</strong>, con arrivo previsto il 30 maggio a Verona nella suggestiva cornice dell’Arena. Proprio a tal proposito la scelta di abdicare la storica passerella di Milano (per il secondo anno di fila) dell’ultima giornata a favore di un’insidiosa crono nella città scaligera ha destato più di qualche sorpresa tra gli addetti ai lavori. Dato di fatto, quindi, che fino all’ultima tappa i corridori dovranno garantire impegno e spirito competitivo se vorranno portare a casa risultati positivi. A esserne sicuramente entusiasti saranno gli appassionati che fino agli ultimi chilometri del Giro potranno ancora vedere una vera e propria corsa e non, come ultimamente accadeva, una passeggiata ricca di formalità e assenza totale di spirito agonistico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista tecnico è invece piuttosto evidente che dopo l’edizione leggera del centenario quest’anno il giro è stato pensato soprattutto per gli scalatori. Sono ben <strong>5 le tappe di alta montagna.</strong> Le principali: Mortirolo e Zoncolan, le salite più dure d’Italia, il Terminillo, che forse sarà scalato dai due versanti e la cronoscalata di Plan de Corones, con gli ultimi sei chilometri in sterrato e pendenze che arrivano a toccare il 25 per cento. La Cima Coppi (la vetta più alta del Giro) è l’ostico Passo Gavia a 2618 metri di altezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli organizzatori, in questa edizione, hanno anche fatto delle scelte nobili omaggiando una città e un campione scomparso, con l’inserimento di due tappe. <strong>L’undicesima tappa</strong> (la più lunga con i suoi 256km) <strong>si concluderà a L’Aquila</strong>, regalando al capoluogo abruzzese una giornata di festa pensata soprattutto per tutti coloro che ancora vivono il disagio del dramma recato dal sisma dell’aprile scorso. Sarà invece dedicata <strong>a Pantani la tredicesima tappa</strong> che con i suoi 222 chilometri partirà da Porto Recanati e andrà a concludersi nella “sua” Cesenatico.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è anche una novità assoluta: <strong>un lungo tratto in sterrato (oltre all’ultima parte della salita di Plan de Corones) nella settima tappa</strong>, la Carrara-Montalcino di km 215. &#8220;<em>Anche in Italia abbiamo una piccola Roubaix</em>&#8220;, ha commentato Angelo Zomegnan, direttore del Giro d&#8217;Italia, presentando la frazione che prevede un ultimo tratto di strade bianche di circa 10 km.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà un Giro, quindi, dove lo spettacolo ha tutte le carte in regola per farla da padrone: tanta montagna, molte tappe ostiche, lunghe percorrenze e poche occasioni per riprendere fiato. Ora non rimane solo che aspettare le ufficializzazioni delle squadre e dei concorrenti, sperando perché no in qualche gustoso colpo di scena con la partecipazione di qualche campionissimo. Contador, Evans, Menchov: esatto si parla di voi!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE TAPPE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1a tappa &#8211; Sabato 8 maggio: Amsterdam-Amsterdam (Ola), cronometro individuale km 8,4<br />
2a tappa &#8211; Domenica 9 maggio, Amsterdam-Utrecht (Ola), km 209<br />
3a tappa &#8211; Lunedì 10 maggio, Amsterdam-Middelburg, km 209<br />
Martedì 11 maggio &#8211; riposo/trasferimento<br />
4a tappa &#8211; Mercoledì 12 maggio, Savigliano-Cuneo, cronometro a squadre km 32,5<br />
5a tappa &#8211; Giovedì 13 maggio, Novara-Novi Ligure, km 168<br />
6a tappa &#8211; Venerdì 14 maggio, Fidenza-Carrara, km 166<br />
7a tappa &#8211; Sabato 15 maggio, Carrara-Montalcino km 215<br />
8a tappa &#8211; Domenica 16 maggio, Chianciano Terme-Terminillo, km 189<br />
9a tappa &#8211; Lunedì 17 maggio, Frosinone Cava Dè Tirreni, km 188<br />
10a tappa &#8211; Martedì 18 maggio, Avellino-Bitonto, km 220<br />
11a tappa &#8211; Mercoledì 19 maggio, Lucera-L&#8217;Aquila, km 256<br />
12a tappa &#8211; Giovedì 20 maggio, Città Sant&#8217;Angelo-Porto Recanati, km 191<br />
13a tappa &#8211; Venerdì 21 maggio, Porto Recanati-Cesenatico, km 222<br />
14a tappa &#8211; Sabato 22 maggio, Ferrara-Asolo km 201<br />
15a tappa &#8211; Domenica 23 maggio, Mestre Monte Zoncolan, km 218<br />
24 maggio &#8211; riposo<br />
16a tappa &#8211; Martedì 25 maggio, San Vigilio di Marebbe-Plan de Corones, cronoscalata km 12,9<br />
17a tappa &#8211; Mercoledì 26 maggio, Brunico-Peio Terme, km 173<br />
18a tappa &#8211; Giovedì 27 maggio, Levico Terme-Brescia km 151<br />
19a tappa &#8211; Venerdì 28 maggio, Brescia-Aprica km 195<br />
20a tappa &#8211; Sabato 29 maggio, Bormio-Ponte di legno km 178<br />
21a tappa &#8211; Domenica 30 maggio, Verona-Verona cronometro individuale km 15,3</p>
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		<title>Le squadre qualificate a Sudafrica 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 23:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Continua a delinearsi il quadro delle 32 nazioni che parteciperanno al diciannovesimo mondiale di calcio che si terrà in Sudafrica. A conti fatti, ad oggi si sono qualificate 23 nazioni, ne mancano 9. Vediamo chi c’è, chi no e chi spera ancora di esserci.
Europa. Nel vecchio continente le “grandi” sembrano esserci tutte, o quasi. Italia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;">Continua a delinearsi il quadro delle 32 nazioni che parteciperanno al <strong>diciannovesimo mondiale di calcio</strong> che si terrà in Sudafrica. A conti fatti, ad oggi si sono qualificate <strong>23 nazioni</strong>, ne mancano 9. Vediamo chi c’è, chi no e chi spera ancora di esserci.<span id="more-1132"></span></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Europa.</strong> Nel vecchio continente le “grandi” sembrano esserci tutte, o quasi. <strong>Italia, Olanda, Inghilterra, Germania e Spagna</strong> hanno concluso in testa i propri gironi e hanno facilmente raggiunto la qualificazione finale. A queste si aggiungono <strong>Danimarca, Svizzera, Serbia e Slovacchia</strong> (alla prima volta ad un mondiale). Rimangono, quindi, ancora quattro posti che si giocheranno le migliori otto seconde agli spareggi. Anche in questo caso Blatter ha cercato di essere protagonista, decidendo per la prima volta nella storia di “pilotare” il sorteggio decidendo prima le teste di serie. Francia, Portogallo, Grecia e Russia – in virtù del loro miglior ranking Fifa &#8211; non si potranno incontrare tra loro e pescheranno rispettivamente una fra Irlanda, Bosnia, Slovenia e Ucraina. Le escluse? Svezia e Repubblica Ceca su tutte, che si vedranno comodamente la kermesse mondiale dai salotti di casa.</div>
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<div style="text-align: justify;"><strong>Sudamerica.</strong> Girone ricco di suspense questo, dove a lungo si c’è stata la possibilità di vedere qualche vittima illustre. Alla fine, però, anche qui nessun colpo di scena da segnalare. <strong>Brasile, Paraguay, Cile e Argentina</strong> qualificate alla fase finale. Degna di nota, però, la corsa della nazionale argentina in bilico fino alla fine che solo grazie a due vittorie di misura nelle ultime due giornate, con Perù e Cile, ha potuto festeggiare la qualificazione. L’eccentrico Maradona, CT della selezione biancoceleste, ha potuto così sfogarsi nell’ultima conferenza stampa insultando – invitandoli all’esecuzione di una pratica sessuale &#8211; giornalisti e cronisti colpevoli, a suo parere, di non aver fatto altro che denigrare il suo lavoro durante tutto lo svolgimento del girone. Le altre squadre, quindi, tutte a casa, con l’eccezione dell’Uruguay che arrivando quinta ha ancora una speranza di qualificarsi. Si giocherà il biglietto per il Sudafrica nello spareggio con il Costarica, prima squadra tra le escluse della zona Nord/Centro americana.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
Asia.</strong> Quattro le qualificate: <strong>Giappone, Corea del Sud, Corea del Nord e Australia. </strong>Da evidenziare la crescita del calcio nipponico (al terzo mondiale di fila), le due Coree entrambe qualificate e la prima volta dell’ inserimento dell’Australia nel girone asiatico di qualificazione. Speranza ancora accesa per il Bahrain, migliore terza fra i due gironi asiatici, che è impegnato nella sfida con la Nuova Zelanda. Andata 0 a 0 in Asia, ritorno il 14 novembre a Wellington.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Nord/Centro America</strong>. Messico e Stati Uniti d’America hanno ribadito nuovamente di essere le più forti in questa parte di mondo, ottenendo una facile e non impegnativa qualificazione. Ultimo posto disponibile all’Honduras che non si vedeva alla kermesse mondiale dalla competizione spagnola dell’82. Ancora una speranza, invece, per il Costarica che dovrà giocarsi tutto – come detto sopra &#8211; nello spareggio con l’Uruguay (quinta nel girone  sudamericano).</div>
<div style="text-align: justify;"><strong><br />
Africa.</strong> Ancora in fase di delineazione la situazione nel continente Africano. <strong>Ghana, Costa d’Avorio e il Sudafrica </strong>(che partecipa di diritto come paese organizzatore) sono qualificate. Ancora tre posti disponibili che si decideranno nell’ultime giornate dei gironi con dei intensi testa a testa: nel gruppo A tra Camerun e Gabon, nel gruppo B una tra Tunisia e Nigeria e  nel gruppo C  tra Algeria ed Egitto.</div>
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<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
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		<title>Le squadre qualificate a Sudafrica 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 11:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ribaldi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
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Continua a delinearsi il quadro delle 32 nazioni che parteciperanno al diciannovesimo mondiale di calcio che si terrà in Sudafrica. A conti fatti, ad oggi si sono qualificate 23 nazioni, ne mancano 9. Vediamo chi c’è, chi no e chi spera ancora di esserci.
Europa. Nel vecchio continente le “grandi” sembrano esserci tutte, o quasi. [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;">Continua a delinearsi <strong>il quadro delle 32 nazion</strong>i che parteciperanno al diciannovesimo <strong>mondiale di calcio</strong> che si terrà in <strong>Sudafrica</strong>. A conti fatti, ad oggi si sono qualificate 23 nazioni, ne mancano 9. Vediamo chi c’è, chi no e chi spera ancora di esserci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Europa</strong>. Nel vecchio continente le “grandi” sembrano esserci tutte, o quasi. Italia, Olanda, Inghilterra, Germania e Spagna hanno concluso in testa i propri gironi e hanno facilmente raggiunto la qualificazione finale. A queste si aggiungono Danimarca, Svizzera, Serbia e Slovacchia (alla prima volta ad un mondiale). Rimangono, quindi, ancora quattro posti che si giocheranno le migliori otto seconde agli spareggi. Anche in questo caso Blatter ha cercato di essere protagonista, decidendo per la prima volta nella storia di “pilotare” il sorteggio decidendo prima le teste di serie. Francia, Portogallo, Grecia e Russia – in virtù del loro miglior ranking Fifa &#8211; non si potranno incontrare tra loro e pescheranno rispettivamente una fra Irlanda, Bosnia, Slovenia e Ucraina. Le escluse? Svezia e Repubblica Ceca su tutte, che si vedranno comodamente la kermesse mondiale dai salotti di casa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sudamerica. </strong>Girone ricco di suspense questo, dove a lungo si c’è stata la possibilità di vedere qualche vittima illustre. Alla fine, però, anche qui nessun colpo di scena da segnalare. Brasile, Paraguay, Cile e Argentina qualificate alla fase finale. Degna di nota, però, la corsa della nazionale argentina in bilico fino alla fine che solo grazie a due vittorie di misura nelle ultime due giornate, con Perù e Cile, ha potuto festeggiare la qualificazione. L’eccentrico Maradona, CT della selezione biancoceleste, ha potuto così sfogarsi nell’ultima conferenza stampa insultando – invitandoli all’esecuzione di una pratica sessuale &#8211; giornalisti e cronisti colpevoli, a suo parere, di non aver fatto altro che denigrare il suo lavoro durante tutto lo svolgimento del girone. Le altre squadre, quindi, tutte a casa, con l’eccezione  dell’Uruguay che arrivando quinta ha ancora una speranza di qualificarsi. Si giocherà il biglietto per il Sudafrica nello spareggio con il Costarica, prima squadra tra le escluse della zona Nord/Centro americana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Asia. </strong>Quattro le qualificate: Giappone, Corea del Sud, Corea del Nord e Australia. Da evidenziare la crescita del calcio nipponico (al terzo mondiale di fila), le due Coree entrambe qualificate e la prima volta dell’ inserimento dell’Australia nel girone asiatico di qualificazione. Speranza ancora accesa per il Bahrain, migliore terza fra i due gironi asiatici, che è impegnato nella sfida con la Nuova Zelanda. Andata 0 a 0 in Asia, ritorno il 14 novembre a Wellington.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nord/Centro America. </strong>Messico e Stati Uniti d’America hanno ribadito nuovamente di essere le più forti in questa parte di mondo, ottenendo una facile e non impegnativa qualificazione. Ultimo posto disponibile all’Honduras che non si vedeva alla kermesse mondiale dalla competizione spagnola dell’82. Ancora una speranza, invece, per il Costarica che dovrà giocarsi tutto – come detto sopra &#8211; nello spareggio con l’Uruguay (quinta nel girone  sudamericano).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Africa. </strong>Ancora in fase di delineazione la situazione nel continente Africano. Ghana, Costa d’Avorio e il Sudafrica (che partecipa di diritto come paese organizzatore) sono qualificate. Ancora tre posti disponibili che si decideranno nell’ultime giornate dei gironi con dei intensi testa a testa: nel gruppo A tra Camerun e Gabon, nel gruppo B una tra Tunisia e Nigeria e  nel gruppo C  tra Algeria ed Egitto.</p>
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