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	<title>Ghigliottina.it &#187; Alessandra Stoppini</title>
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		<title>“Scintille”, l’autobiografia in viaggio di Gad Lerner</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 06:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Stoppini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[autobiografia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;importanza della memoria, del proprio passato, la ricerca delle proprie radici. Questo e molto altro è Scintille. Una storia di anime vagabonde di Gad Lerner (Feltrinelli 2009). Lo scrittore e giornalista arrivato a 55 anni compie un primo bilancio della propria vita ripercorrendo la storia particolare della sua famiglia, dei suoi avi, il suo Gilgul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;importanza della memoria, del proprio passato, la ricerca delle proprie radici. Questo e molto altro è <strong><em>Scintille. Una storia di anime vagabonde</em></strong> di Gad Lerner (Feltrinelli 2009). Lo scrittore e giornalista arrivato a 55 anni compie un primo bilancio della propria vita ripercorrendo la storia particolare della sua famiglia, dei suoi avi, il suo <em>Gilgul</em> personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Come recita la terza di copertina del volume «<em>il Gilgul nella Qabalah ebraica è il frenetico movimento delle anime vagabonde che ruotano intorno a noi quando la separazione dal corpo è dovuta a circostanze ingiuste o dolorose. Tanto violenti possono essere i conflitti che attendono gli spiriti rimasti sulla terra, che la tradizione parla addirittura di “scintille d&#8217;anime” prodotte dalla loro</em> <em>frantumazione»</em>. Partendo dal nonno Elias, nato nella Galizia yiddish, l&#8217;odierna Ucraina «<em>gentiluomo coi baffetti</em> <em>alla Charlie Chaplin</em>» Lerner compie un percorso a ritroso e un&#8217;indagine sulla memoria cercando tracce sparse nella Galizia polacca, la Lituania o la Beirut incantata degli anni ‘40 con i suoi famosi cedri del Libano, ma senza dimenticare l&#8217;attuale situazione nel bacino del Mediterraneo sempre più terra di nazionalismi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sfogliando le pagine di <em>Scintille</em> ci si rende conto di quanto nell&#8217;anima dell&#8217;autore abbia pesato la sua condizione di ebreo apolide «<em>cittadino europeo generato sulla sponda sud del Mediterraneo</em>», partito da Beirut «<em>cioè in Paradiso</em>» a soli tre anni, un senza patria che consciamente o inconsciamente durante tutto il suo percorso di vita è andato alla ricerca delle sue radici. Ed eccole le scintille evocate dall&#8217;autore che il lettore può vedere nelle foto in bianco e nero pubblicate al centro del volume: il nonno paterno l&#8217;ingegnere polacco Elias proveniente dal borgo minerario di Boryslaw, il quale ad Aleppo in Siria aveva avviato una fiorente attività di vendita ed allestimento di impianti elettrici, nonna Miriam chiamata <em>Teta</em>, nonna in arabo levantino «<em>la sua figura corpulenta, trapiantata</em> <em>forzatamente dalla frescura dei Carpazi alla canicola mediorientale</em>», diametralmente all&#8217;opposto della nonna materna, Zipora, figlia di intellettuali lituani moglie di Joseph Taragan «<em>nativi della confinante Palestina</em>». Molto bello il cammeo dedicato alla madre Revital, detta Tali giovane sposa diciottenne, bellezza in fiore che non passa inosservata nella buona società libanese.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sicuramente un libro sincero, scritto con passione ma anche con ironia, dove tra le tante figure presenti e i molti reportage di viaggio tra i quali il viaggio in Ucraina nel 2001 e il primo ritorno in Libano nel 2007, si staglia quella del padre Moshé con il quale <em>Dadone, </em>così il padre chiama il<em> </em>figlio, ha sempre avuto un rapporto difficile «<em>Lei è il padre di Gad Lerner?</em>», «<em>No, lui è mio figlio!</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver terminato di leggere l&#8217;autobiografia in viaggio di Gad Lerner ci tornano in mente i versi del poeta inglese John Donne « <em>nessun uomo è un&#8217;isola, intero in se stesso, ogni uomo è un pezzo del continente, una parte della terra</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Gad Lerner</strong> è nato il 7 Dicembre del 1954 a Beirut, in Libano, in una famiglia ebraica che ha dovuto lasciare il Libano tre anni dopo la sua nascita trasferendosi a Milano. Ha iniziato l&#8217;attività giornalistica nel 1976 nel quotidiano <em>Lotta Continua</em> fino a diventarne vicedirettore. Dopo l&#8217;esperienza a <em>Lotta Continua</em> terminata nel 1979 lavora al quotidiano <em>Il Lavoro</em> di Genova, a <em>Radio</em> <em>Popolare,</em> al <em>Manifesto</em> e al settimanale <em>L&#8217;Espresso</em>. Dal 1993 al 1996 è stato vicedirettore del quotidiano <em>La Stampa </em>di Torino. Nel 2000 è stato per un breve periodo direttore del Tg1. Ha ideato e condotto vari programmi d&#8217;informazione televisiva alla Rai e a La7. Attualmente scrive su <em>La</em> <em>Repubblica, Vanity Fair, Nigrizia</em> e conduce in televisione <em>L&#8217;Infedele </em>su La7. Con Feltrinelli ha pubblicato <em>Operai. Viaggio all&#8217;interno della Fiat</em> (1988), <em>Tu sei un bastardo. Contro l&#8217;abuso delle identità</em> (2005).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Autore: Gad Lerner</p>
<p style="text-align: justify;">Titolo: <em>Scintille. Una storia di anime vagabonde</em></p>
<p style="text-align: justify;">Editore: Feltrinelli</p>
<p style="text-align: justify;">Anno di pubblicazione: 2009</p>
<p style="text-align: justify;">Prezzo: 15 Euro</p>
<p style="text-align: justify;">Pagine: 220</p>
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		<title>L’autobiografia di un eterno viaggiatore</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 06:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Stoppini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[baldini e castoldi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[mondo perduto]]></category>
		<category><![CDATA[pianeta]]></category>
		<category><![CDATA[scalare]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[walter bonatti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro fotografico di Walter Bonatti, appassionato di avventure no limits. In “Un mondo perduto. Viaggio a ritroso nel tempo” (Baldini Castoldi, 2009), Walter Bonatti, grande scalatore, ripercorre attraverso le tante fotografie da lui scattate i luoghi più affascinanti del pianeta che ha avuto la ventura di visitare.
Nel libro corredato da splendide fotografie, sono raccolte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il libro fotografico di Walter Bonatti, appassionato di avventure no limits. In “<strong><em>Un mondo perduto. Viaggio a ritroso nel tempo”</em></strong> (Baldini Castoldi, 2009), Walter Bonatti, grande scalatore, ripercorre attraverso le tante fotografie da lui scattate i luoghi più affascinanti del pianeta che ha avuto la ventura di visitare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro corredato da splendide fotografie, sono raccolte le imprese più impossibili di Bonatti sempre a caccia delle avventure <em>no limits</em>, in balia del freddo, del caldo, combattendo contro il vento e sfidando il mare, fotografando l&#8217;estremo ai confini del mondo. Ha provato emozioni che pochi uomini possono dire di aver provato e ha capito a contatto con gli animali più feroci e scalando montagne quasi inaccessibili che la natura vive e respira, ci parla e non deve essere messa a dura prova dal comportamento spesso irresponsabile ed incivile dell&#8217;uomo, come spesso purtroppo accade.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo reportage fotografico come inviato del <strong>settimanale <em>Epoca</em>,</strong> quando era Direttore il mitico Nando Sampietro, lavoro che è durato fino al 1979, è stato sulle Ande peruviane, scattando foto nel Nevado Rondoy venendo a contatto con gli <em>indios</em>, popolo che lo ha affascinato profondamente. Seguiranno molti altri servizi in giro per il mondo, nei luoghi più selvaggi della terra come in Tanzania nel 1966, dove si appropria del giaciglio di un leopardo sotto un albero e finisce con arrampicarsi in cima agli alberi per sfuggire all&#8217;animale, o in Siberia a meno 65 gradi, o sulla vetta dell&#8217;Himalaya mentre infuria una bufera di neve e siamo a quota 7980 e le macchine fotografiche allora si spaccavano causa le avverse condizioni climatiche. Ma Bonatti non si è mai arreso e come l&#8217;Ulisse descritto da Dante nel XXVI canto dell&#8217;Inferno, ha fatto sua la frase «<em>fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza</em>», esplorando confini che sembravano impossibili, facendo da apripista, <strong>primo a far sognare l&#8217;avventura in Italia</strong>. Quando gli è stato chiesto quale sia stata la foto più bella che ha scattato ha risposto «s<em>celgo</em> <em>quella di una madre Masai che esprime l&#8217;amore verso il suo bambino</em>». Una Madonna dei nostri giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il lettore rimarrà colpito dalle sue tante avventure quando la natura primordiale gli si è rivoltata contro, come è avvenuto nel 1967 ai Caraibi in occasione del maremoto causato da un ciclone quando si è fatto calare tra le onde perché desiderava fotografare il mare da vicino o quando in Tanzania è stato assalito da tre bufali inferociti e si è salvato per miracolo. Dopo essere stato uno dei protagonisti della storia dell&#8217;alpinismo mondiale Bonatti ha puntato la barra della sua bussola verso nuovi orizzonti in un percorso attraverso panorami infiniti che è diventato anche percorso interiore alla scoperta di se stesso e dei propri limiti. Quindi <strong><em>Un mondo perduto</em> è romanzo</strong> <strong>fotografico di memorie e ricordi,</strong> una sorta di biografia per immagini di un uomo che ha voluto testimoniare il mondo come lui l&#8217;ha visto e conosciuto, realizzando attraverso questi viaggi il proprio ideale di libertà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Walter Bonatti </strong>è nato il 22 giugno del 1930 a Bergamo. Grande alpinista italiano, nel 1951 scala con Luciano Ghigo la parete est del Gran Capucin nel gruppo del Monte Bianco. Nel 1954 Bonatti è il più giovane partecipante alla spedizione capitanata da Ardito Desio, che porterà Achille Compagnoni e Lino Lacedelli sulla cima del K2. Nel 1955 scala per la prima volta e in solitaria il pilastro sud del Petit Dru, nel massiccio del Monte Bianco. Nel 1965 scala in solitaria la parete nord del Cervino su una via finora inesplorata. Successivamente si è dedicato all&#8217;esplorazione ed all&#8217;avventura come inviato del settimanale <em>Epoca.</em> Ha pubblicato molti libri, tra i quali citiamo <em>Le</em> <em>mie montagne</em> (Rizzoli ristampato nel 1983), <em>Una vita così</em> (Baldini Castoldi Dalai editore 2001). <em>K2 La verità – storia di un caso </em>(Baldini Castoldi Dalai editore 2006), <em>I miei ricordi</em> (Baldini Castoldi editore 2008).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Autore: Walter Bonatti</p>
<p style="text-align: justify;">Titolo: <em>Un mondo perduto. Viaggio a ritroso nel tempo</em></p>
<p style="text-align: justify;">Editore: Baldini Castoldi Dalai</p>
<p style="text-align: justify;">Anno di pubblicazione: 2009</p>
<p style="text-align: justify;">Prezzo: 20 Euro</p>
<p style="text-align: justify;">Pagine: 463 più ill.</p>
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