Ahmadinejad lancia la sua Hispan TV
Nasce “Hispan Tv”, il primo canale satellitare iraniano in lingua spagnola
Una buona dose di Fidel Castro in aggiunta a un pizzico di Daniel Ortega. Una quantità smisurata di Hugo Chavez e, infine, la ciliegina sulla torta: tanto, ma proprio tanto Mahmud Ahmadinejad. Questa la ricetta ambiziosa e vincente per “Hispan TV”, la nuova emittente iraniana in lingua spagnola, che si propone di dar voce al punto di vista iraniano, fortemente “represso” dalle logiche imperialiste occidentali.
Recentemente Teheran ha firmato con Caracas circa trecento accordi di natura commerciale, ma in questi anni accesi e intensi di lotta ideologica in chiave antimperialista il controllo dell’Informazione è importante almeno quanto quello esercitato sui mezzi di produzione. Lo sa bene Ahmadinejad e altrettanto si può affermare dei suoi nuovi amici Chavez, Castro e Ortega. Del resto, è un concetto abbastanza chiaro, limpido sin dai tempi di Goebbels, Gentile e Stalin.
Per cui, si, sembra proprio il caso di esclamare a gran voce “¡Viva la Paz!, ¡Viva la Justicia!, ¡Viva América Latina!” proprio come ha fatto il presidente iraniano. Il cui fragore per il lancio del nuovo canale tonifica ulteriormente il proverbiale entusiasmo atomico con il quale Ahmadinejad affronta questioni annose come la Paz e la Justicia di cui nel virgolettato.
La marcia mediatica per la Pace e la Giustizia di Mahmud Ahmadinejad non conosce sosta. In tale ottica, non dovrebbe sembrare un paradosso che il nuovo canale (mono)tematico sia stato lanciato proprio in concomitanza con il “niet” che l’Unione Europea ha imposto a Teheran per scoraggiarlo a fermare il proprio programma nucleare.
Il palinsesto di Hispan TV prevede dodici telegiornali, documentari, approfondimenti, dibattiti culturali, serie televisive e lungometraggi iraniani. “Lavoriamo con l’obiettivo di rompere il silenzio dei mezzi di comunicazione di massa sulle violazioni dei diritti internazionali e dei diritti umani”. Tale esternazione incarna alla perfezione gli ideali mediatico-giuridici di Hispan TV.
Ebbene, in realtà si tratta di un comunicato rilasciato da “Press Tv”, la rete in lingua inglese “gemella” di Hispan TV (leggasi “filo-Ahmeadinejad). La quale rischia di scomparire a causa di un’intervista “scomoda” al giornalista canadese Maziar Bahari, che scrive per la rivista statunitense Newsweek e che a Teheran ha conosciuto il carcere. Non appena uscito di prigione Bahari ha dichiarato di essere stato costretto a recitare le sue risposte sotto dettatura.
Ma l’obiettivo di Hispan TV è quello di “divulgare quel punto di vista (quello iraniano) profondamente ostacolato da quell’insormontabile muraglia che il servizio pubblico (quello occidentale) rappresenta”. Lo si apprende dal sito web del canale ubicato nei sobborghi di Carabanchel (Madrid). La marcia mediatica per la Pace e la Giustizia di Mahmud Ahmadinejad non conosce sosta, a tal punto che il 2 febbraio scorso sono stati arrestati (a Teheran) i familiari di alcuni membri dello staff che lavorano (a Londra) per BBC Persian. Pare che il governo iraniano stesse commissionando un documentario per screditare l’emittente britannica in vista delle prossime elezioni parlamentari.
Dunque Hispan TV si configura come uno strumento per dare maggior respiro alla causa di Ahmadinejad, troppo spesso soffocata. Vengono in mente le lacrime di Juliette Binoche al Festival di Cannes del 2010, che la vedeva in concorso a fianco del regista iraniano Abbas Kiarostami. Proprio durante la conferenza di presentazione del film venne comunicata la notizia dell’arresto di un altro cineasta iraniano, il “dissidente” Jafar Panahi.

