A Roma il genio di Niki de Saint Phalle
A Roma (dal 4 novembre 2009 al 17 gennaio 2010), per la prima volta in Italia, si sta svolgendo una mostra interamente dedicata all’artista d’origine francese Niki de Saint Phalle, famosa nel mondo per l’estrosità delle sue opere e per la realizzazione del Giardino dei Tarocchi, il visionario parco tematico nella tenuta di Gavaricchio, nei pressi di Capalbio, in cui una serie di sculture gigantesche, vagamente ispirate a Gaudì, rimandano il gioco di carte d’origine medievale. A ospitarla sarà il Museo Fondazione Roma, già Museo del Corso, da sempre attento ad artisti che tanto hanno dato all’idea stessa di arte contemporanea. Non a caso è previsto, per il mese di febbraio, un appuntamento da non perdere con il grande protagonista del realismo americano, Edward Hopper (senza dimenticare l’incredibile successo, nei mesi precedenti, della rassegna su Hiroshige).
L’incontenibile energia di Niki de Saint Phalle si manifesta in un tripudio di colori e di forme capace di rappresentare con la stessa forza un inquietante realismo e un esasperante onirismo. Tutto diventa gioco: l’amore, la morte, il quotidiano, l’attimo di piacere o di dolore.
Senza accorgercene ci troviamo gettati in un percorso mentale che è parallelamente sia artistico che storico: ecco allora una società che prova a ripartire dopo la follia delle due guerre mondiali, la protesta al capitalismo imperante degli anni Sessanta, il no feroce e definitivo ai conflitti asiatici (Vietnam e Corea su tutti), il Femminismo, il welfare, l’avvicinamento al nuovo millennio con i suoi dubbi e con la velocità dei suoi cambiamenti.
Cento opere – provenienti perlopiù dalla Niki Charitable Art Foundation di San Diego in California – suddivise da Stefano Cecchetto, curatore della mostra, in quattro percorsi, quattro “macrosequenze” di un’ esperienza artistica nient’affatto facile da identificare con precisione. Nella prima sala troviamo le opere de “le origini”, i primi lavori, le influenze europee e surrealiste, la passione viscerale e sovrabbondante per Gaudì (anche Il giardino dei Tarocchi è vagamente ispirato al Parque Guell di Barcellona), il rapporto tra sacro e profano, la genesi concettuale del suo percorso artistico, l’inizio del rapporto con lo scultore Jean Tinguely. Qui troviamo i celebri tiri, le composizioni in cui a prendere il sopravvento sulla realtà sono le armi, come a creare un confine tra l’arte e le inquietudini di quegli anni.
La seconda sezione della mostra, “Spiritual Path”, ha come protagonisti l’artista simbolo della Pop Art con il futuro marito Jean Tinguely, la coppia esplosiva che, in un certo senso, ha rivoluzionato l’arte del Novecento. In questa “tappa” del percorso troviamo riferimenti fortissimi al Femminismo, alla mitologia, alla violenza (individuale e collettiva), alle inquietudini del secondo Novecento.
Nelle ultime due, troviamo le opere più famose: da una parte “Les Nanas” (“Nana Power”), le celebri sculture policrome rappresentanti figure femminili che comunicano la propria natura di vivacità e poliedricità; dall’altra bozzetti, pitture e sculture che rimandano al Giardino dei Tarocchi in una splendida cornice autunnale.
A mio avviso imperdibili le opere: Autoportrait (1958-1959 circa, colore e piccoli oggetti – ciottoli, chicchi di caffè, frammenti di vasellame – su legno, 141×141 cm), Marylin (1964, oggetti, colore, lana, rete, 82×127x42 cm) e tutte le “Nanas”, capace di regalarci una visione particolarissima del mondo femminile.
Come nella tradizione del museo anche questa mostra si può definire interattiva e aperta a un pubblico di tutte le età. I bambini, che fino a 14 anni potranno visitare la rassegna con ingresso gratuito, non possono che perdersi nella vivacità dei colori e nella forza delle immagini (in onore anche allo splendido rapporto che Niki de Saint-Phalle aveva con i bambini). Bisogna fare i complimenti all’organizzazione e all’impegno della Fondazione Roma, di Arthemisia Group, del curatore e del presidente E. Francesco Maria Emanuele.
Niki de Saint Phalle (Neuilly-sur-Seine, 1930 – San Diego, 2002) è pittrice, scrittrice e performer che ha legato il suo nome a un percorso artistico straordinario che va oltre le classificazioni e le mode, e si mescola con una vita tumultuosa e affascinante.